MISSIONE #SAFEPASSAGE 3 A KIEV: “NEGLI OCCHI L’ORRORE DELLA GUERRA, A FIANCO DELLA SOCIETÀ CIVILE UCRAINA.”


A Kiev due giorni di incontri della Missione Safe Passage con il mondo associativo, religioso e diplomatico.

“Sarà impossibile cancellare dalla nostra memoria quello che abbiamo visto e sentito negli ultimi due giorni qui a Kiev.” Così racconta Sara Alawia, portavoce della Missione di MEDITERRANEA Saving Humans, la permanenza nella capitale dell’Ucraina del convoglio Safe Passage.

Arrivati sabato sera per traferire alla città di Kharkiv gli aiuti umanitari raccolti dal Comune di Bologna, ieri – domenica – e stamattina le attiviste e gli attivisti di Mediterranea hanno alternato la consegna di altre tre tonnellate di farmaci e cibo con una serie di importanti incontri.

Ieri con i movimenti pacifisti ucraini del Non Violence International Network: “Ci hanno detto che, in questo momento, sono sotto attacco e dunque costretti a resistere – spiega Sara Alawia – Ma che, per il futuro, bisogna impegnarsi per costruire culture e pratiche di risoluzione non armata dei conflitti.”

Poi l’appuntamento con Nunzio Apostolico in Ucraina, Monsignor Visvaldas Kulbokas che, impegnato nel portare avanti l’iniziativa di pace di papa Francesco, non ha mai abbandonato Kiev. “Il Nunzio – spiega Denny Castiglione, capomissione di MEDITERRANEA – ci ha raccontato della sua visita a Bucha e dell’orrore delle fosse comuni, ci ha mostrato la Bibbia recuperata dalle mani di un civile che era stato giustiziato, dei corpi di persone seviziate che ha visto con i suoi occhi. Un racconto straziante che, insieme alle immagini dei quartieri periferici distrutti dalle bombe, che abbiamo attraversato per entrare in città, non potremo mai dimenticare.”

“In centro invece – prosegue Sara Alawia – la situazione è surreale, a tratti un silenzio spettrale, chi è rimasto a Kiev preferisce restare in casa, difficile è pensare a una vita normale.”

Dalla Nunziatura la carovana di sei van si è spostata al Centro All Ukranian Youth, uno dei novanta centri culturali giovanili del paese che si è rapidamente riconvertito in un punto di raccolta e distribuzione degli aiuti, alimentari in particolare, da far giungere alle comunità più vicine alla linea del fronte. “Ci hanno ringraziato per la solidarietà dal basso che abbiamo portato – racconta la portavoce di Safe Passage – Alcuni ragazzi dormono nel centro da settimane e ci hanno confermato la loro volontà di resistere a una aggressione ingiustificata, pur temendo che nei prossimi giorni possa esserci un’ulteriore escalation del conflitto.”

Nella mattinata di oggi – lunedì – la visita all’Ambasciatore d’Italia Pier Francesco Zazo, che ha manifestato tutta la disponibilità della diplomazia italiana a facilitare le missioni umanitarie di MEDITERRANEA in Ucraina, anche nella prospettiva di un intervento più continuativo.

La presenza a Kiev si è conclusa con un incontro ad altissima valenza simbolica: Safe Passage è stata la prima carovana umanitaria italiana a essere ricevuta dal Metropolita Epifanio, a capo della Chiesa Ortodossa ucraina: “il Metropolita – riferisce Denny Castiglione – ha denunciato con forza il ruolo criminale del tiranno Putin nell’aggressione al popolo ucraino, ma ha anche insistito su come il dialogo interreligioso e l’iniziativa della società civile possano aprire spiragli per la conquista di una pace giusta.”

Il convoglio sta adesso affrontando il difficile viaggio di ritorno verso Leopoli, dove si organizzerà il trasferimento di alcune famiglie di profughi più vulnerabili verso l’accoglienza in Italia.