UNA LETTERA ALLE AUTORITÀ ITALIANE, AGLI STATI MEMBRI DELL’UNIONE EUROPEA E ALLE ORGANIZZAZIONI INTERNAZIONALI A TUTELA DEI DIRITTI UMANI


24-10-2021

Alle autorità competenti,

Siamo i rifugiati e i migranti dimenticati che vivono in Libia e che in questo momento sono davanti alla sede dell’UNHCR dopo i raid nelle nostre case e dopo che la maggior parte di noi è stata portata nei centri di detenzione. Siamo i sopravvissuti e le vittime di tutte le atrocità, torture, detenzioni arbitrarie, false persecuzioni, estorsioni e violazioni dei diritti umani.

È con il cuore infranto e con immenso dolore che scriviamo questa lettera per portare alla vostra attenzione cosa significa essere dimenticati, non essere considerati come esseri umani e cosa significa vivere la violazione dei propri diritti. Ogni giorno che passa dal 1° ottobre, sprofondiamo sempre di più nella disperazione, esposti al caldo e al freddo, abbandonati e costretti a dormire per strada senza riparo, senza cibo e senza accesso ai servizi igienici.

Siamo rifugiati e non conosciamo né ci occupiamo di politica. La nostra volontà e il nostro desiderio è di vivere in un ambiente pacifico e libero dalla distruzione, in una società che accolga le nostre idee e investa su di noi per rendere il mondo un posto migliore per tutti. 

Negli ultimi 23 giorni della nostra manifestazione pacifica davanti all’ufficio dell’UNHCR in Libia molte cose sono accadute e stanno accadendo, persone con ferite fisiche che non hanno avuto accesso alle cure necessarie, altre che stanno sviluppando problemi psicologici critici, bambini e donne incinte che dormono all’aperto senza riparo, senza cibo, senza docce e prodotti igienici per le donne. Pertanto, chiediamo alle autorità e al mondo intero di riconoscerci come esseri umani, di rispettare e proteggere i nostri diritti. E le autorità libiche dovrebbero rispettare e applicare il diritto internazionale sulle richieste di asilo applicabile in Africa.

Riconosciamo e ammettiamo anche che negli ultimi anni gli attivisti per i diritti umani e le organizzazioni umanitarie internazionali hanno chiesto che i nostri diritti fossero protetti e rispettati a livello internazionale, ma molte cose non sono cambiate e oggi siamo qui per richiederlo noi stessi.

Siamo vittime di guerre civili, siamo vittime in fuga da persecuzioni religiose e politiche, tra di noi ci sono coloro che cercano una vita decente, l’istruzione e la libertà di vivere umanamente. Ma le autorità italiane e gli stati membri dell’UE non hanno fatto altro che aggravare la nostra condizione disperata, pagando pubblicamente e di nascosto le autorità libiche e le milizie per ucciderci nel deserto, in mare e in orribili campi di concentramento.

Tutto questo è stato una violazione dei diritti umani e un crimine contro l’umanità. La Libia oggi è un cimitero per migliaia di rifugiati innocenti, richiedenti asilo e immigrati in fuga da situazioni insopportabili nei loro paesi d’origine. E l’idea o la volontà politica era ed è pienamente accettata e finanziata dalle autorità italiane e dagli stati membri dell’UE.

Chiediamo alle autorità italiane e agli stati membri dell’UE che versano fondi alla Libia di assicurarsi che le loro azioni e volontà politiche non ci danneggino e non violino i nostri diritti.

E di assicurarsi che la deportazione forzata nei centri di detenzione libici inumani e poi nei paesi d’origine sia fermata.  

Li invitiamo anche a cooperare con le autorità libiche per chiudere tutti i centri di detenzione in Libia e liberare i nostri fratelli e sorelle che sono attualmente detenuti in condizioni disumane, sottoposti a estorsioni, stupri, torture e uccisioni.

Chiediamo alle autorità italiane, agli stati membri dell’UE, ai membri della Chiesa, ai gruppi religiosi e alle organizzazioni umanitarie internazionali di trovare soluzioni durature per noi nei nostri paesi d’origine, dove regna la guerra e la povertà, di offrirci più opportunità educative, di investire in noi e nei nostri paesi con i milioni regalati ai libici per uccidere e impedirci di accedere ai confini dell’UE. L’UE e gli stati membri sono obbligati a rispettare e proteggere i nostri diritti e coloro che hanno violato i nostri diritti dovrebbero risponderne davanti alla legge. 

Chiediamo a tutte le organizzazioni umanitarie internazionali e ai capi di stato, ai paesi ospiti, come il Canada, gli Stati Uniti e gli stati europei, di offrirci più luoghi di accoglienza e opportunità di reinsediamento.

Continuiamo a ribadire le nostre richieste per una rapida evacuazione verso paesi sicuri dei rifugiati che stanno vivendo davanti alla sede dell’UNHCR da più di tre settimane. Perché sappiamo bene che l’UE e gli stati membri hanno abbastanza risorse e capacità per porre fine alle atrocità e alle miserie che stiamo vivendo.

 

® Refugees and Migrants in Libya 2021.