“Una direttiva ad hoc per colpirci, perché noi rispettiamo la legge”


da il Manifesto, di Adriana Pollice


 

Il ministro Salvini emana una direttiva alle forze di polizia e ai capi di Marina e Guardia costiera perché «vigilino» sulla nave Mare Jonio, della piattaforma Mediterranea saving humans. Luca Casarini era il capo missione nell’ultimo salvataggio a marzo e per questo è indagato per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Casarini, nella direttiva ritorna l’accusa, mai provata, di vice scafisti.
Si usa il Viminale per fare propaganda. Salvini ha occupato un’istituzione e l’ha trasformata nel suo ufficio elettorale. Questa direttiva è l’equivalente di un volantino, prodotto però da un ministero che è un potere dello stato. Non ci sono taxi del mare, il Mediterraneo centrale è il confine più pericolo del mondo, nel 2018 sono morte almeno 2.100 persone. Non siamo un pull factor, cioè un fattore di attrazione, i migranti scappano quando e come possono da fame e guerre. Adesso scappano anche i libici dalla Libia, figuriamoci quelli che sono chiusi nei centri di detenzione, legali e illegali. Luoghi atroci, come attesta l’Onu.

Salvini vi accusa di aver «rifiutato il coordinamento delle Autorità straniere legittimamente responsabili».
Nel nostro soccorso nessuna autorità ci ha ordinato alcunché. Il ministro vuole costruire una realtà che non esiste. Non esistono i porti sicuri in Libia e neppure uno stato, esiste invece una guerra permanente tra milizie ed esistono i lager. Il segretario generale dell’Onu è rimasto shoccato dopo averne visitato uno governativo, figuriamoci gli altri. La Mare Jonio è in missione per testimoniare e monitorare quello che succede nel Mediterraneo, che è una frontiera liquida e, come per tutte le frontiere, gli stati vorrebbero che non ci fossero testimoni. Se c’è un natante in pericolo interveniamo, come prescritto dal diritto. In base alla convenzione di Amburgo, i naufraghi dovrebbero essere messi in salvo rapidamente in un porto sicuro, invece le violazioni sono costanti e macroscopiche.

 

Ancora la direttiva afferma che «le imbarcazioni private non hanno titolo a contrastare il traffico illecito».
Tocca agli stati e all’Ue, che invece ha ritirato le navi dalla missione Sophia. Il governo precedente a guida Pd, insieme all’Europa, ha costruito la politica della frontiera spostata sulla sponda sud del Mediterraneo, sostenendo i mercenari libici che catturano e riportano nei campi i migranti. Ex ministri dem vanno pure in Tv a fare gli esperti. L’Italia ha fatto da apripista, scambiando sostegno economico con attività di polizia, appaltando ai libici i respingimenti collettivi, vietati dal diritto. Ma la Francia non è meglio con i suoi interessi economici, o la Spagna che blocca l’Ong Open arms e mette le lame sul filo spinato a Ceuta. L’operazione Mare nostrum ha salvato decine di migliaia di persone. Adesso l’intervento umanitario è oggetto di conflitto. Si tira in ballo persino il terrorismo per bloccare i soccorsi quando, invece, si dovrebbero aprire corridoi umanitari. L’Europa si divide ancora tra chi pensa di poter costruire il proprio benessere tenendo gente rinchiusa nei lager e chi invece li aiuta a uscirne.

La direttiva crea i presupposti per fermarvi.
Forza le leggi attuali per farne poi di nuove e peggiori. Siccome rispettiamo norme e costituzione, per perseguirci costruiscono una direttiva ad hoc, come negli stati di polizia. Crea anche caos nelle forze armate in modo da dare l’impressione che, di fatto, a comandare è Salvini. È il tentativo di costruire uno stato di polizia contro lo stato di diritto. Provochiamo una reazione così spropositata perché portiamo umanità, un sentimento potente e non smania di potere.