UN ANNO FA INIZIAVA IL CASO MAERSK ETIENNE. MEDITERRANEA Saving Humans: “A FIANCO DELLA GENTE DEL MARE, PER LA SALVAGUARDIA DELLA VITA UMANA E IL RISPETTO DEL DIRITTO INTERNAZIONALE.”


Un anno fa, il 5 agosto del 2020, nel Mediterraneo Centrale la petroliera MAERSK ETIENNE, battente bandiera Danese e di proprietà della compagnia Maersk Tankers, raccoglieva la segnalazione di Alarm Phone e, sotto il coordinamento delle Autorità maltesi, andava in soccorso di 27 persone (tra cui una donna e diversi minori) in pericolo a bordo di una piccola imbarcazione in legno. Una volta imbarcate le persone sul mercantile, iniziava, per le persone soccorse e per l’equipaggio della nave, una vera e propria odissea costellata da una lunga serie di aperte violazioni del diritto marittimo internazionale, gravi omissioni e colpevoli inazioni da parte delle Istituzioni e degli Stati europei coinvolti nel caso: Malta come prima responsabile, la Danimarca come Paese di bandiera, la Commissione di Bruxelles e paesi costieri come l’Italia.

Nonostante gli appelli delle associazioni europee e mondiali di rappresentanza degli armatori, della società civile e di Organizzazioni delle Nazioni Unite, le Autorità maltesi rifiutavano di assegnare un porto sicuro per lo sbarco dei naufraghi soccorsi dalla MAERSK ETIENNE, dando luogo al più lungo  stand-off  in alto mare che la storia del Mediterraneo ricordi. Il mercantile danese era del tutto inadeguato a ospitare per settimane 27 persone che avevano già subito per anni gli inenarrabili orrori della detenzione in Libia e avevano appena vissuto la terribile esperienza della deriva in mare e del naufragio. Mentre gli Stati e le Istituzioni europee restavano a guardare, dopo 38 giorni di inutili sofferenze a bordo per i sopravvissuti e forte disagio per l’equipaggio della petroliera, quando ormai la situazione era diventata del tutto insostenibile, solo l’intervento d’emergenza della nostra nave MARE JONIO, salpata il 10 settembre 2020 dal porto di Licata per la missione #09 di MEDITERRANEA Saving Humans, poneva fine a questa vergogna.

I 27 naufraghi venivano trasbordati sulla MARE JONIO, dove potevano ricevere le prime cure mediche e contare su un’adeguata accoglienza. Poi, di fronte ai reiterati rifiuti delle Autorità di Malta a farsi carico delle proprie responsabiltà, la sera del 12 settembre la nostra nave sbarcava, con l’autorizzazione del Ministero dell’Interno e del Centro di coordinamento marittimo dei soccorsi di Roma (IT MRCC) e il plauso della comunità internazionale, tutte le persone nel porto di Pozzallo. Per questo caso – nonostante tutti gli attori coinvolti, noi per primi, abbiano fornito ampia documentazione a prova di aver agito nel pieno rispetto del diritto marittimo internazionale e nazionale – otto tra armatori, marittimi, attiviste e attivisti di MEDITERRANEA sono indagati da 11 mesi, con accuse pesantissime, dalla Procura della Repubblica di Ragusa. Siamo certi che, alla fine e speriamo sia presto, la verità emergerà in tutta la sua chiarezza.

Ma, ora, il punto è un altro: a un anno di distanza da quel soccorso, nulla in mare è sostanzialmente cambiato. Anzi! Gli Stati europei continuano a scoraggiare e a ostacolare apertamente gli interventi di soccorso da parte delle navi mercantili. I Comandanti e gli Armatori che compiono il loro dovere a salvaguardia della vita umana in mare si trovano, nella maggior parte dei casi, a dover affrontare problemi e difficoltà da parte di quelle stesse Autorità che dovrebbero coordinare e facilitare l’attività di ricerca e soccorso. Sono gli Stati europei a chiedere o, ancora peggio, a imporre a Comandanti e Armatori di navi commerciali di violare apertamente il diritto internazionale, non intervenendo oppure consegnando le persone in pericolo nelle mani della cosiddetta Guardia costiera libica, favorendo in questo modo la deportazione di donne, uomini e bambini nell’inferno della Libia.

A un anno dall’inizio del caso MAERSK ETIENNE, MEDITERRANEA Saving Humans riafferma, con convinzione e forza, che non resteremo mai a guardare; che siamo e saremo a fianco delle persone in fuga e in pericolo, a fianco degli equipaggi delle navi mercantili, dei sindacati dei lavoratori marittimi e delle organizzazioni degli armatori, per l’assoluta difesa e salvaguardia della vita umana in mare, e per imporre agli Stati il rispetto del diritto internazionale. Tra poche settimane, la nostra nave MARE JONIO tornerà in missione in mare e possiamo fin d’ora assicurare che continueremo a operare secondo questi inderogabili principi.

 MEDITERRANEA Saving Humans

5 agosto 2021