Stanno per sbarcare i 47 naufraghi a bordo della Sea-Watch 3. Mai più ostaggi.


Finalmente le persone trattenute in ostaggio per 12 giorni su una nave stanno per sbarcare. Il modo in cui si è arrivato a questo è però inaccettabile.

Ancora una volta ha prevalso la pratica illegittima del gioco di forza tra i governi europei e delle loro propaganda sulla pelle di esseri umani, che sta costruendo una frontiera liquida le cui regole dipendono dalla violazione istituzionale dei diritti e del diritto ormai eretta a sistema.

Le 47 persone soccorse dalla nave Sea-Watch 3 dovevano essere sbarcate nel porto sicuro più vicino e nel minore tempo possibile. Sono state invece soggette a 12 giorni di detenzione, rese ostaggi e vittime di ulteriore violenza dopo aver dovuto sopravvivere a quella dei paesi di origine e di transito e della infernale Libia.

In questa storia sono state dette molte disumane menzogne: “dovevano riportarli in Libia, dovevano portarli in Tunisia, dovevano portarli in Olanda”. La responsabilità era invece tutta italiana, come dimostra anche la decisione della Corte europea, che pure si è in qualche modo sottratta al suo compito affidando di fatto alla peggiore politica la risoluzione di una situazione di violazione dei diritti.

Noi di Mediterranea, offrendo in ogni modo il nostro supporto a Sea-Watch e al lavoro straordinario che ancora una volta ha compiuto, abbiamo cercato di essere dove le cose accadevano, di dire la verità, di praticarla, accanto ai sindaci coraggiosi, alle decine di migliaia di persone che in tutta Italia e in Europa hanno in queste settimane riempito scogliere e piazze, continuando a navigare sulla rotta dell’umanità.

Con questo spirito torneremo prestissimo in mare, con la nostra nave, a fianco della Sea-Watch 3 che finalmente – ci auguriamo – potrà ripartire per svolgere la sua attività umanitaria nel Mediterraneo Centrale.

Mai più ostaggi.