“SOS Humanity intraprende un’azione legale contro il Decreto del governo italiano”


Pubblichiamo volentieri un aggiornamento della situazione nel porto di Catania e delle iniziative legali intraprese da SOS Humanity contro le violazioni commesse dal Governo italiano. Contemporaneamente si sono concluse, nella notte tra domenica 6 e lunedì 7 novembre, le operazioni di “sbarco selettivo” dalla nave Geo Barents di MSF a bordo della quale restano altre 215 persone che il Governo italiano vorrebbe respingere in alto mare. A chi è ancora a bordo, agli Equipaggi, ai Capitani delle navi coinvolte, tutta la solidarietà e il sostegno di MEDITERRANEA Saving Humans.

Foto Credit: Max Cavallari / SOS Humanity


SOS Humanity sta intraprendendo un’azione legale contro il Decreto del governo italiano e il fatto che 35 superstiti a bordo della nave Humanity 1 non possano scendere a terra.
 

Lo ha annunciato ieri pomeriggio (domenica 6 novembre) l’organizzazione civile di ricerca e soccorso. Sabato sera era stato ordinato alla nave di soccorso dell’organizzazione, la Humanity 1, di entrare nel porto siciliano di Catania. 144 persone precedentemente salvate da un’emergenza in mare sono state autorizzate a scendere a terra. Tuttavia, le autorità hanno rifiutato di consentire lo sbarco di 35 dei 179 naufraghi superstiti a bordo della Humanity 1. Hanno anche chiesto al capitano di ripartire dal porto con a bordo i 35 superstiti, cosa che domenica si è rifiutato di fare, appellandosi al diritto marittimo: “È mio dovere completare il soccorso delle persone in pericolo sbarcando tutti i sopravvissuti nel porto di Catania come luogo sicuro. Non posso lasciare il porto finché tutte le persone soccorse dall’emergenza in mare non saranno sbarcate”.

Il 4 novembre, dopo 13 giorni di attesa per un posto sicuro a bordo per 179 persone soccorse, la nave di soccorso Humanity 1 ha ricevuto un Drcreto firmato dai ministri dell’Interno Matteo Piantedosi, della Difesa Guido Crosetto e delle Infrastrutture e Mobilità Matteo Salvini. Il decreto vieta alla Humanity 1 di sostare nelle acque territoriali italiane più a lungo di quanto “necessario per le operazioni di soccorso e assistenza a persone in condizioni di emergenza e in condizioni di salute precarie”. Si annuncia poi che tutte le persone rimaste devono lasciare le acque territoriali. Alla Humanity 1 non è stato assegnato un luogo sicuro per i sopravvissuti, come invece previsto dal diritto marittimo internazionale.

Nella notte dal 5 al 6 novembre, 144 sopravvissuti a bordo dell’Humanity 1 sono stati selezionati da rappresentanti del Ministero della Salute (USMAF), tra gli altri, per poter scendere a terra. “La selezione è avvenuta in condizioni arbitrarie e inadeguate”, riferisce Till Rummenhohl, capomissione a bordo. 36 dei sopravvissuti sono stati classificati dalle autorità come “sani” e hanno dovuto rimanere a bordo. Dopo che gli è stato detto che non potevano sbarcare, uno di loro ha perso conoscenza, è crollato e ha dovuto essere prelevato da un’ambulanza. Da allora, 35 sopravvissuti rimangono a bordo dell’Humanity 1.

Mirka Schäfer, Advocacy officer di SOS Humanity: “Sia il Decreto che il divieto di sbarco di 35 sopravvissuti da Humanity 1 violano il diritto internazionale e italiano”.

SOS Humanity ha presentato ricorso urgente al TAR di Roma contro il Decreto. “Secondo il diritto internazionale, un’operazione di ricerca e soccorso si conclude con lo sbarco dei superstiti in un luogo sicuro. È illegale consentire lo sbarco solo a pochi prescelti tra i naufraghi. Inoltre, rimandare tutti gli altri al di fuori delle acque territoriali nazionali costituisce una forma di respingimento collettivo e quindi viola sia la Convenzione europea dei diritti dell’uomo che il principio di non respingimento della Convenzione di Ginevra sui rifugiati” conclude Schafer.

SOS Humanity ha inoltre annunciato l’avvio di un procedimento accelerato davanti al Tribunale Civile di Catania per garantire che sia assicurato il diritto dei richiedenti protezione a bordo di Humanity 1 di accedere con urgenza a una procedura formale per il riconoscimento del diritto d’asilo a terra.

SOS Humanity richiede che tutti i 35 superstiti possano e debbano sbarcare immediatamente dalla nave.

MEDITERRANEA Saving Humans.