Sabotaggi, Ritardi e Non Assistenza: Un altro giorno nella zona SAR di Malta – Alarm Phone


3 Maggio 2020

Ricostruzione di Alarm Phone del caso di emergenza durante il quale un’imbarcazione con 66 persone a bordo sembra essere stata sabotata dalle Forze Armate maltesi (8-10 Aprile 2020)

A seguito di un’inchiesta sui i membri delle Forze Armate Maltesi (FAM) per sabotaggio del motore di un’imbarcazione in situazione di emergenza nella zona Search and Rescue (SAR) maltese, questo report di AlarmPhone ha lo scopo di fornire un rapporto dettagliato del caso di emergenza del quale siamo stati allertati nelle prime ore dell’8 Aprile 2020.  Presenteremo qui una sequenza di eventi che si sono svolti tra l’8 e il 10 aprile, con le trascrizioni di due chiamate, durante le quali, le 66 persone in situazione di emergenza ci hanno informato del sabotaggio del loro motore da parte delle FAM e che le stesse li stavano tenendo sotto osservazione, senza far nulla per soccorrerli. 

Nonostante fossero state informate di questa situazione di emergenza, via telefono e email, nonostante la ricezione delle coordinate GPS da parte di Alarm Phone, le FAM non hanno soccorso le 66 persone a mare per circa 40 ore.  Invece di soccorrere, hanno semplicemente tenuto sotto osservazione queste persone in stato di necessità tramite i propri mezzi aerei.  Tutto ciò ha prolungato in maniera inutile la sofferenza di queste persone, ponendo inoltre in pericolo le loro vite.  Le imbarcazioni instabili e cariche oltre capienza possono capovolgersi molto facilmente, e ogni ritardo nei soccorsi può causare vittime, come si è visto con le 12 morti avvenute solo pochi giorni dopo nella zona SAR maltese, nel contesto del respingimento illegale di 51 sopravvissuti alla guerra e alla tortura in Libia. 

In aggiunta alla mancanza di invio immediato di assistenza e soccorso agli individui in situazione di emergenza nella zona SAR maltese, va detto che le FAM hanno anche sabotato attivamente l’imbarcazione dei migranti.  Mentre le FAM hanno sostenuto, successivamente, che tagliare uno dei cavi del motore dell’imbarcazione fosse una procedura standard durante un’operazione SAR, le testimonianze delle persone in stato di emergenza, insieme al susseguirsi degli eventi, provano che non sia stato affatto così. Il primo compito di un soccorritore è quello di calmare le persone, dal momento che il panico a bordo può mettere in pericolo sia il soccorritore che i soccorsi.  Il fatto che le FAM abbiano minacciato, verbalmente e fisicamente, queste persone in una situazione di emergenza, fa pensare che il loro obiettivo non fosse quello di soccorrere l’imbarcazione. 

Mentre l’imbarcazione si trovava in stato di emergenza al largo delle sue coste, Malta ha chiuso i propri porti, dichiarandosi come porto non sicuro a causa dell’epidemia di Covid-19.  Paradossalmente e ipocritamente, la politica dei porti chiusi è stata usata come un modo per proteggere la salute e la sicurezza dei migranti. Secondo questa linea di ragionamento, ad essi sarebbe stato così risparmiato di mettere a rischio la propria vita, impedendogli di attraversare il Mediterraneo.  Questa giustificazione per la ‘salute pubblica’ non prende in considerazione non solo le condizioni di devastazione della Libia, una zona di guerra nella quale i migranti sono sistematicamente sottoposti a torture, abusi e detenzione indiscriminata, ma fa sì che essi siano anche sottoposti a ulteriori sofferenze e alla perdita della vita nella zona SAR maltese. 

In questo report, mostreremo in dettaglio i modi e la frequenza coi quali Alarm Phone ha cercato di mobilitare i soccorsi, allertando le autorità maltesi.  Alarm Phone ha cercato di raggiungere l’RCC di Malta 42 volte:  34 volte per telefono, ricevendo risposta solo 11 volte, la maggior parte delle quali senza ricevere alcuna informazione e otto volte via mail.   Inoltre, forniremo un resoconto dettagliato delle testimonianze delle persone in situazione di emergenza, che forniscono prove che contraddicono la narrativa dominante fornita dalle FAM riguardo agli eventi. 

Nonostante il tentativo di descrivere la situazione corrente come “eccezionale” e dovuta all’epidemia di Covid-19, giustificando così le drastiche misure di controllo delle frontiere che sono già costate varie vite, non è solo di recente che l’RCC di Malta e le FAM hanno seriamente messo in pericolo vite a mare.1Come mostreremo in un report successivo, le FAM hanno uno storico di pratiche di non-assistenza, soccorsi ritardati e operazioni di respingimento in mare, una seria violazione di diritti umani, delle leggi marittime e delle convenzioni internazionali sui rifugiati. 

Cronologia di un Caso di Emergenza – 08-10 Aprile 2020

8 Aprile 

Alle 03.00h CEST, Alarm Phone ha ricevuto una chiamata di soccorso da parte di 66 persone in acque internazionali (N 34°12’, E013°55’), vicino alla zona Search and Rescue maltese (SAR). Dopo questa chiamata, Alarm Phone ha perso il contatto con queste persone in stato di emergenza per le successive 14 ore.  Più volte, Alarm Phone ha contattato l’MRCC di Roma e l’RCC di Malta per allertarli della situazione di emergenza.  Mentre l’RCC di Roma ha preso nota delle informazioni, l’RCC di Malta non era raggiungibile su nessuno dei suoi tre numeri d’emergenza (+35621257267, +35621809279 e +35622494202).

Alle 05.32h, Alarm Phone ha informato l’RCC di Malta e l’MRCC di Roma con un’email, che non ha ricevuto risposta. Il primo contatto diretto con l’RCC di Malta ha avuto luogo alle 05.47h CEST, quando l’agente di turno ha dichiarato che l’imbarcazione si trovava in zona SAR libica.  Alarm Phone ha precisato che si era perso il contatto con le persone in situazione di emergenza e che nel frattempo l’imbarcazione poteva aver raggiunto la zona SAR maltese. 

Alle 11.42h, Alarm Phone è riuscita a contattare telefonicamente un ufficiale della sedicente guardia costiera libica (scLYCG), il Commodore Masoud Abdalsamad, che ha sostenuto che ci sarebbero volute due ore perché la guardia costiera libica si organizzasse per lanciare un’operazione, dovendosi dotare di equipaggiamento anti-Covid prima della partenza. 

Alle 13.07h, Alarm Phone ha mandato una seconda mail all’RCC di Malta, chiedendo aggiornamenti riguardo eventuali attività di soccorso – email che non ha ricevuto risposta.

Alle 13.17h, Alarm Phone ha contattato l’MRCC di Roma, che si è dichiarato non responsabile del salvataggio di questa imbarcazione in condizioni d’emergenza.

Alle 17.31h, le persone in condizione d’emergenza hanno richiamato Alarm Phone, fornendo coordinate GPS che dimostravano il loro posizionamento all’interno della zona SAR maltese (34°48’N, 013°27’E). Hanno dichiarato di essere in mare da quattro giorni, che stavano imbarcando acqua e che il loro motore stava iniziando a dare segni di avaria.  Hanno dichiarato, inoltre, di essere in una situazione di pericolo, chiedendo aiuto immediato.  Le persone in condizione di emergenza hanno anche informato Alarm Phone che un’imbarcazione maltese, la P51, si era avvicinata alla loro, intimandogli di lasciare le acque maltesi. 

Alle 18.17h, Alarm Phone ha informato l’RCC Malta via email riguardo all’urgenza della situazione, ritrasmettendo le coordinate GPS aggiornate della barca in situazione di emergenza. 

Alle 18.17h, Alarm Phone ha parlato per la terza volta con le persone  in situazione di emergenza.  Ancora una volta, queste hanno fatto richiesta di aiuto urgente, dal momento che la barca stava imbarcando acqua.  Hanno anche raccontato di aver ricevuto una chiamata al proprio telefono satellitare da un numero maltese. 

Alle 18.31h ed alle 18.40h, Alarm Phone ha nuovamente cercato di contattare l’RCC Malta, invano, usando tutti e tre i numeri a disposizione.

Alle 21:07h, un elicottero delle FAM, AW139 (AIS marittima: SAR 2281), si è recato alle coordinate dell’imbarcazione in condizione di emergenza, secondo i dati tracciati come riportato dal giornalista Sergio Scandura. Secondo la piattaforma di tracciamento Vessel FInder, l’elicottero è tornato alle 23:00h circa. Un secondo velivolo delle FAM (B200 AS1731) è stato tracciato come in movimento in direzione sud-ovest alle 20:34h, per una missione della durata di 129 minuti.

Di nuovo, dalle 23.40h, Alarm Phone ha tentato varie volte di raggiungere l’RCC di Malta via telefono, ma senza successo.  

9 Aprile

Alle 00.16h, Alarm Phone ha chiesto all’RCC di Malta e all’MRCC di Roma, ancora una volta via mail, di lanciare un’operazione di soccorso immediato.

Alle 00.27h, Alarm Phone ha chiamato l’RCC di Malta a tutti e tre i numeri, senza successo.

Alle 00.36h, Alarm Phone ha chiamato l’MRCC di Roma. Quest’ultimo ha confermato la ricezione dell’email riguardante la situazione di emergenza, ma si è rifiutato di fornire ulteriori informazioni.

Alle 03:50h, Alarm Phone ha chiamato l’RCC di Malta invano, a più numeri.

Per svariate ore, Alarm Phone ha cercato di rimettersi in contatto con le persone in situazione di emergenza, senza successo.

Alle 09.55h, le persone in situazione di emergenza hanno cercato di allertare Alarm Phone due volte, ma la cattiva connessione ha reso impossibile la comunicazione.

Alle 10.10h, le persone in situazione di emergenza hanno richiamato Alarm Phone.  Questa volta è stato possibile comunicare.  Hanno passato una nuova coordinata GPS incompleta:  N35°33.642 E°14.11 (il numero 11 non è chiaro). Hanno confermato che il loro motore funzionava ancora. 

Alle 10.43h, Alarm Phone ha inviato le coordinate GPS aggiornate all’RCC di Malta e all’MRCC di Roma via email. Durante una serie di chiamate con l’RCC di Malta (11.08h) e l’MRCC di Roma (11.24h), entrambi hanno confermato la ricezione della email e delle coordinate GPS aggiornate, ma hanno rifiutato di fornire ulteriore informazioni riguardanti le proprie intenzioni o la mancata volontà di lanciare un’operazione di soccorso SAR.

Alle 14.16h, Alarm Phone ha contattato l’RCC di Malta via telefono e l’agente ha detto:  “La politica di Malta, dovuta al Corona, è che niente può uscire da Malta, né nulla può entrarvi, ciò include i migranti.”  Quando gli è stato ricordato del loro obbligo di salvataggio delle persone in mare, l’agente ha risposto che stavano investigando il caso, come fanno con tutti gli altri casi. 

Alle 17.34h, le persone in situazione di emergenza hanno contattato Alarm Phone, dichiarando di essere a mare da cinque giorni.  Hanno condiviso le proprie coordinate GPS aggiornate, che li indicavano a 17 miglia nautiche dalla coste maltesi (35° 39’N, 014° 13’E). Hanno raccontato che il loro motore era in avaria, che stavano finendo il carburante e che stavano imbarcando acqua.  Le persone in situazione di emergenza hanno anche dichiarato di essersi messe in contatto con  le Forze Armate Maltesi con il proprio telefono satellitare, per informarli della propria situazione di pericolo e per chiedere soccorso.  Hanno dichiarato che le Forze Armate Maltesi gli hanno detto di continuare da soli. 

Qualche minuto dopo, alle 17.38h, le persone in situazione di emergenza hanno contattato Alarm Phone ancora una volta, dichiarando che una nave militare aveva tagliato loro la corda del motore e aveva detto loro di morire a mare. 

Qui forniamo estratti della loro testimonianza ad Alarm Phone, tratti dalle registrazioni: 

Alarm Phone: “Buonasera, parla WatchTheMed Alarm Phone.”

Persona in barca: “Pronto, pronto, vi abbiamo chiamato ieri.” [Incomprensibile]. Abbiamo bisogno del vostro aiuto, abbiamo bisogno del vostro aiuto.  Abbiamo un’emergenza signore, abbiamo un’emergenza signore.  Ora vedo Malta, vedo Malta.  [Incomprensibile]. I militari di Malta, i militari di Malta sono venuti e ci hanno tagliato il cavo elettrico del motore.  E i militari di Malta sanno che stiamo imbarcando acqua ora, proprio ora.  Ha detto “nessuno entra a Malta”.  L’ha detto.  E quando è andato via, ha detto “vi lascio, vi lascio morire in acqua, ma nessuno entra a Malta.”  Vi mando le coordinate, le mie coordinate, le coordinate GPS.  [Incomprensibile]. Per favore, per favore chiamate qualcuno che ci aiuti. 

Alarm Phone: “Dove vi trovate ora?”

Persona in barca: “Okay okay sì. Signore?  35 gradi Nord, 39.454, 014 gradi Est, 12.817.”

Subito dopo questa chiamata, alle 17.45h, Alarm Phone ha chiamato Malta, ma l’agente si è rifiutato di prendere nota delle coordinate GPS dell’imbarcazione in situazione di emergenza e ha attaccato.  Alarm Phone ha provato a chiamare l’RCC di Malta varie volte ancora e ogni volta la chiamata veniva messa in attesa. 

Alle 18.00h, le persone in situazione di emergenza hanno contattato Alarm Phone.  È stato detto loro che stavamo ancora cercando di organizzare il loro salvataggio. 

Alle 18.02h, Alarm Phone ha inviato le coordinate GPS aggiornate all’RCC di Malta e all’MRCC di Roma via email, chiedendo urgentemente che l’imbarcazione fosse soccorsa.  Poco dopo, alle 18.10h, l’RCC di Malta  ha confermato la ricezione dell’email e hanno detto che stavano investigando sul caso.

At 18.27h, Alarm Phone ha ricevuto una nuova chiamata dall’imbarcazione alla deriva, a bordo della quale c’era il panico e dalla quale è stato detto che potevano vedere due navi militari maltesi, inclusa la nave AFM P52. Hanno confermato ancora una volta il sabotaggio del motore da parte dei militari e hanno detto che stavano cercando di sottrarre loro il telefono. 

Qui forniamo estratti della loro testimonianza ad Alarm Phone, tratti dalle registrazioni:

Alarm Phone: “Buonasera, parla WatchTheMed Alarm Phone.”

Persona in barca: “Buonasera signore, per favore, prenda questo numero. I militari maltesi vogliono prendermi il telefono.”

 Alarm Phone: “Vogliono prenderti il telefono?”

Persona in barca: “Per favore, per favore aiutateci Ti chiamo ancora una volta.  “Per favore, per favore aiutateci Moriremo, moriremo in acqua.  Pronto?”

Alarm Phone: “Sì, ti sentiamo, ti stiamo registrando, okay?”

Persona in barca: “Per favore, prendi questo numero e mandaci una nave che ci aiuti, per favore, dai.” 

Alarm Phone: “Puoi dirmi il numero dela nave che hai davanti?  E’ P51? 

Persona in barca: [Incomprensibile]. “Puoi mandare qualcuno che ci aiuti?”

Alarm Phone: “Puoi dirmi il numero della nave che hai davanti, la nave militare?

Persona in barca: “Ok, ok [Incomprensibile]. Per favore, stiamo per morire, moriremo nelle acque maltesi.”

Alarm Phone: “Abbiamo passato la vostra posizione alla guardia costiera maltese” 

Persona in barca: “Okay, i militari maltesi sono [vicini a?] noi.   Il numero è P52.  Per favore. Stiamo per morire, moriremo.

Alarm Phone: “Il vostro motore è in avaria, vero”?

Persona in barca: “Ok, ok, il cavo del motore, i militari maltesi hanno tagliato il cavo.. Ora, ora siano da 5 giorni in acqua e l’acqua nella nave ora Per favore, che qualcuno di voi ci aiuti.  Per favore.”

Alarm Phone: “Un’altra domanda, quanto è lontana da voi la nave militare? Quanto è lontana?

Persona in barca: “Ehm, non lo so, ma ce ne ne sono due, due navi militari maltesi.” P52, il numero dell’altra non lo so. 

Alarm Phone: “Ok, ha lo stesso aspetto? Le due navi sono uguali?” 

Persona in barca: “Ok, vogliamo aiuto, vogliamo aiuto, vogliamo aiuto.  Ci serve il nostro aiuto, o moriremo.”

Alarm Phone: “Le due navi sono uguali? Sono la stessa nave?”

Persona in barca: “Una qualunque nave che ci aiuti ci mandi in Europa, non in Libia Per favore, per favore aiutateci Okay, ecco il numero di coordinate.” 

Alarm Phone: “La nave militare.  La nave militare.”

Persona in barca: “Alan Kurdi o Sea-Watch, una qualunque.  Vogliamo una vita, per favore…  Nord… Nord…”

Alarm Phone: “Per favore, mi puoi dire se le due navi sono uguali, se hanno lo stesso aspetto? La nave militare?”

Persona in barca: “Okay okay okay, prendi queste coordinate… 35 gradi Nord, 35.423.”

Alarm Phone: “35.423.”

Persona in barca: “Sì, di nuovo.”  35 gradi Nord, 35.423.”

Alarm Phone: “Est? Est?”

Persona in barca: 014 gradi Nord, 13.067.”

Alarm Phone: 014 gradi Nord, 13.067.”

Persona in barca: “Sì, sì.  I militari maltesi [Incomprensibile] il telefono. Per favore, questo, questo.” 

Alarm Phone: “Per favore, cerca di tenere il telefono.” 

Persona in barca: “Ok, mandate, mandate, mandate chiunque.  Per favore. Per favore, per favore aiutateci.”

Alarm Phone: “Ci proveremo.  Abbiamo già allertato la guardia costiera Maltese. Okay.”

Persona in barca: “[Incomprensibile]. Sì, sì, puoi dirlo… I militari maltesi ci hanno derubato.  Okay?”

Alarm Phone: “Un’altra domanda, okay? Ci sono due navi.  Due navi.  Malta.  Okay?”

Persona in barca: “Per favore, fate in fretta.”

Questa è stata la nostra ultima chiamata con le persone alla deriva. 

(foto) coordinate GPS dell’imbarcazione alla deriva, nel momento del sabotaggio

Alle 19.00h, Alarm Phone ha inviato una mail all’RCC di Malta e all’UNHCR/ACNUR Malta, informandoli che secondo le testimonianze delle persone in situazione di emergenza, una nave militare maltese si era avvicinata alla loro imbarcazione alla deriva e ne aveva sabotato il motore, dicendogli che li avrebbero lasciati morire in mare.  In questa mail, Alarm Phone ha espresso la propria preoccupazione per gli eventi, e richiesto un chiarimento immediato, oltre che un salvataggio urgente. 

Alle 19.08h, Alarm Phone ha scritto su Twitter: “Hanno richiamato, dicendo:  Per favore aiutateci! Moriremo.  Moriremo in acqua. Moriremo in acque maltesi. Il numero della nave militare maltese è P52, è il numero della nave.  Per favore, moriremo.  Siamo a mare da 5 giorni e imbarchiamo acqua. Per favore aiutateci.” 

Ale 19.47h, Alarm Phone ha ricevuto una chiamata da un agente dell’RCC di Malta. L’agente ha dichiarato che l’imbarcazione segnalata da Alarm Phone non era in situazione di emergenza e che non è competenza di Alarm Phone decidere se un’imbarcazione sia in situazione di emergenza o meno.  L’agente ha dichiarato, inoltre, che tutti i porti maltesi erano chiusi e che, per legge, nessuno sarebbe entrato o uscito da Malta.  L’agente ha anche dichiarato che chiunque fosse entrato illegalmente a Malta sarebbe stato detenuto per aver infranto la legge.  Quando gli è stato chiesto cosa sarebbe accaduto all’imbarcazione in situazione di emergenza, l’agente ha risposto che non era tenuto a rilasciare informazioni su alcuna procedura. 

Alle 20.25h, Alarm Phone ha scritto su Twitter: “Abbiamo perso il contatto con le persone alla deriva.  Speriamo che questo sia un segnale che la nostra pressione sia servita e che Malta abbia deciso di prendere queste persone a bordo.  La nave maltese P51 si era avvicinata alla nave già ieri, ma era scomparsa, come riportato dai migranti alle 17.32h CEST dell’8/04.  Poco dopo abbiamo twittato: “Le Forze Armate maltesi non hanno agito alle nostri appelli di riscatto. I migranti sono sopravvissuti e si sono avvicinati a Malta.  Siamo riusciti a metterci in contratto con loro solo stasera, quando ci hanno raccontato dell’attacco in mare. Dichiarano di aver avuto vicino due navi militari.”

Alle 21.13h, Alarm Phone ha chiamato l’RCC Malta ancora una volta, ma l’agente si è rifiutato di fornire qualunque informazione sulla situazione. 

Verso le 21.15h, il  governo maltese ha pubblicato un comunicato stampa dichiarando che “le autorità maltesi non sono nella posizione di garantire il salvataggio di immigrati proibiti su ogni tipo di barca, nave o altri natanti, non garantisce altresì nemmeno la disponibilità di un “porto sicuro” su territorio maltese per nessuna persona soccorsa in mare.” 

Alle 22.13h, Alarm Phone ha richiamato l’RCC di Malta. L’agente si è nuovamente rifiutato di fornire qualsiasi aggiornamento sulla situazione e non è stato in grado di contattare l’ufficiale responsabile. 

Alle 23.40h, Alarm Phone ha richiamato l’RCC di Malta. L’agente ha dichiarato di non avere alcuna informazione. 

10 Aprile

Alle 00.58h, Alarm Phone ha richiamato l’RCC di Malta. L’agente ha dichiarato che avrebbe inoltrato la chiamata all’ufficiale responsabile e ha poi attaccato il telefono. 

Alle 07.35h, Alarm Phone ha richiamato l’RCC di Malta e ha ricevuto informazione riguardo il fatto che fosse stato effettuato un salvataggio di 66 persone la sera precedente

Alle 08.37h, Alarm Phone ha scritto su Twitter: “Stamattina, finalmente, alle 7.35h di oggi, Malta ci ha confermato che le persone (66 in totale) sono state sbarcate alle ~22.30h ieri notte, ~41h dopo la prima allerta. Chiediamo a Malta di porre fine alla non assistenza e agli attacchi alla gente in pericolo! Che non si usi il #Covid19 come scusa per violare i diritti umani fondamentali!”