Refugees In Libya: Una Denuncia Contro L’Unione Africana


In sostegno alla mobilitazione delle donne e uomini migranti @RefugeesinLibya, che da 13 giorni stanno manifestando davanti agli uffici @UNHCRLibya a #Tripoli, pubblichiamo la traduzione in italiano delle loro richieste:

Lettera datata 7 ottobre 2021

Una Denuncia Contro L’Unione Africana Per Le Sue Menzogne Sul Caos Che Sta Sconvolgendo La Libia Da Anni

Questa lettera proviene da un gruppo di rifugiati e migranti che sono attualmente bloccati in Libia e che sono intrappolati qui da anni, sopportando ogni tipo di violazione, tortura, estorsione, arruolamento forzato, arresto e detenzione ingiustificati e assassinii arbitrari. Siamo tremendamente turbati e rattristati nell’osservare il silenzio dell’Unione Africana negli ultimi 10 anni riguardo le uccisioni e le gravi violazioni contro i migranti e rifugiati che vivono nelle terre libiche.

Siamo cittadini di questo continente e di queste terre che attraversiamo, chiediamo di viaggiare liberamente verso tutti i paesi africani senza ostruzioni. Nell’Unione Africana (UA) e negli stati membri nessun bambino africano dovrebbe essere considerato un migrante; abbiamo bisogno di pace, sicurezza, educazione e di infrastrutture. L’Unione Africana e gli stati membri hanno l’obbligo legale di garantire che le nostre aspettative siano soddisfatte. E non dovremmo rischiare le nostre vite per avventurarci in Europa e in altri viaggi dove migliaia di persone potrebbero morire. E dove i sogni muoiono senza vedere la luce del sole.

Tra queste persone c’erano bambini che avevano il sogno di diventare dottori, insegnanti, imprenditori, astronauti e piloti. Avevano sogni più grandi che sono stati sepolti con loro nel vasto deserto del Sahara, e con quanti sono affondati negli abissi del Mar Mediterraneo sotto lo sguardo dell’Unione Africana.

L’Unione Africana non ha ancora raggiunto nessun altro obiettivo dalla sua fondazione a Sirte il 9 settembre 1999, se non la corruzione e il tradimento dei sogni del popolo africano da parte dei suoi leaders e dei capi di stato. Non hanno portato nulla al popolo che avrebbero dovuto servire in modo onesto.

L’Unione Africana e i suoi stati membri hanno il potere e le risorse per nutrire ed educare i loro cittadini, ma tutto ciò a cui mirano è la guerra contro il loro stesso popolo, la corruzione utile al loro profitto personale e l’avidità di conservare il potere per decenni.

L’Unione Africana non è riuscita a riconoscere che il massiccio flusso di migranti verso la Libia – e da lì verso l’Europa – sta nascendo a causa del loro fallimento nell’affrontare i problemi africani. Di conseguenza, ai giovani sono mancate le opportunità per conoscere e sviluppare se stessi, per formarsi e nutrirsi.

La Comunità economica degli Stati dell’Africa occidentale (ECOWAS) ha fallito negli stati dell’Africa occidentale e negli stati subsahariani (per la maggior parte sotto la presenza dell’Unione Africana), costringendo le popolazioni a fuggire in Europa, dove le loro vite sono a rischio. Dove sono uccisi come mosche e i colpevoli sono liberi senza che vengano ritenuti responsabili di quei crimini che possono essere considerati come crimini contro l’umanità. L’Unione Africana ha fallito anche nella battaglia contro il terrorismo di Boko Haram negli stati dell’Africa occidentale, costringendo milioni di persone a fuggire dalle loro case, stati e paesi verso paesi in cui non sono in grado di nutrirsi e di educare i propri figli.

L’Unione Africana [e gli stati membri] non è riuscita ad affrontare e terminare la guerra nella nazione più giovane del mondo, il Sud Sudan. Loro e l’Autorità intergovernativa per lo sviluppo (IGAD) hanno rovinato le vite di milioni di sud sudanesi tenendo per anni colloqui di pace senza senso ad Addis Abeba, che non hanno portato alcun frutto, che non corrispondono ai bisogni reali e in loco dei sudsudanesi, costringendo milioni di persone a fuggire verso i paesi vicini, e ad intraprendere i più pericolosi viaggi verso l’Europa.

L’Unione Africana non è stata in grado di portare la pace tra i popoli del Congo e dell’Uganda, mentre l’Esercito di Resistenza del Signore (ERS) infuriava, massacrando milioni di persone in tutta l’Africa orientale e centrale, ovvero in Uganda, Congo, Sud Sudan e Repubblica Centrafricana. Distruggendo risorse del valore di miliardi di denaro, distruggendo il continente e i suoi cittadini.

L’Unione Africana non è riuscita ad affrontare il genocidio dei tigrini guidato da Ahmed Abiy in Etiopia. In milioni sono dovuti fuggire nel vicino Sudan, da dove intraprendono il viaggio pieno di incertezze verso la Libia, in cerca di reddito e protezione in Europa. Ma finiscono nelle mani delle autorità libiche, delle milizie e dei trafficanti.

L’Unione Africana non è riuscita a reagire al massacro avvenuto a Sabratha nel 2017, contro i migranti africani in Libia. Grazie al popolo del Niger che ha dato uno spazio per ospitare le vittime e alla successiva offerta da parte del Rwanda.

L’UA [e gli stati membri] non hanno nemmeno reagito all’attacco aereo a Tajoura da parte dei droni russi che ha ucciso centinaia di rifugiati e migranti sul suolo africano. E fingono di non sapere nulla del vasto arruolamento forzato dei migranti intercettati in mare avvenuto in Libia dagli anni 2019-2021. Non hanno mai chiesto dove sono le migliaia di migranti scomparsi dalle prigioni ufficiali libiche.

Infine: i brutali rastrellamenti a Gargaresc – che era principalmente abitata da migliaia di migranti, rifugiati e richiedenti asilo – non ha attirato la loro attenzione. Queste persone sono esseri umani, le loro vite contano e l’Unione Africana è obbligata a garantire che le autorità libiche non facciano del male a nessun migrante o rifugiato sul suolo africano.

Chiediamo all’Unione Africana e ai suoi stati membri di venire in nostro aiuto, di pretendere dal governo libico di rispettare le leggi internazionali applicabili in Africa e di consegnare i colpevoli alla giustizia. E anche che siano disposti il transito sicuro e i voli umanitari di evacuazione fuori dalla Libia.

Chiediamo all’Unione Africana e ai suoi stati membri di proteggere i nostri diritti fondamentali, compresi il diritto alla vita, alla libertà di movimento e alla protezione.

Ancora una volta ribadiamo i nostri appelli per un’evacuazione immediata dei rifugiati e dei migranti che sono fortemente colpiti dagli ultimi eventi brutali a Tripoli e in tutta la Libia in generale. I colpevoli devono essere assicurati alla giustizia.

LINKS:

Link al documento originale: https://docs.google.com/document/d/11UEK7Lluyn61Zke017vrDLx784Iscpss/edit

Link al profilo Twitter di Refugees in Libya: https://twitter.com/RefugeesinLibya