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A Mediterranea il risarcimento del Viminale per il G8 Genova 2001

Massimo Costantini, medico e direttore scientifico dell’Istituto Tumori di Reggio Emilia, nonché professore alla King’s College University di Londra, nel luglio 2001, come tanti che hanno scelto di mettere al servizio la propria competenza e professionalità per difendere i diritti negati, durante il grande movimento di contestazione al vertice del G8 era membro dello staff medico del Genoa Social Forum. Per questo suo impegno, e come tantissimi allora, è stato vittima delle violenze e dei soprusi da parte della polizia, in quella che Amnesty International definì la sospensione della democrazia. Ha fatto causa civile contro il Ministero dell’Interno e ha vinto. Massimo ha deciso di devolvere la somma di denaro ricevuta dallo Stato a Mediterranea Saving Humans. Per questo lo ringraziamo e lo abbracciamo, orgogliosi ed onorati che persone come lui facciano parte del nostro grande equipaggio di terra e di mare.

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Mediterranea riparte per una nuova missione

Stamattina alle 8:15, appena le condizioni metereologiche lo hanno consentito, la Mare Jonio ha mollato gli ormeggi dal molo di Lampedusa per proseguire la sua missione facendo rotta verso Sud. continua

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Don Mattia Ferrari sulla Mare Jonio: “vado a salvare i migranti per dovere di umanità”

Da il Manifesto, di Alessandro Santagata 


 

Mattia Ferrari, 25 anni, è il giovanissimo sacerdote di Nonantola (Modena) che ha deciso di imbarcarsi sulla nave da soccorso Mare Jonio, attiva nell’ambito della piattaforma Mediterranea. Un gesto che non poteva non catturare l’attenzione dei media e probabilmente anche qualche mal di pancia in quella destra che si definisce cattolica ma non ama il papa. Basti pensare che lo stesso arcivescovo di Palermo, Corrado Lorefice, nella messa del 2 maggio ha ricordato don Mattia, «il giovane prete e animatore» che, seguendo la parola di Gesù, si sta facendo «pescatore di uomini».

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Gli Stati Ue collaborano alle deportazioni in Libia. Continuano i crimini istituzionali nel Mediterraneo

Tra il pomeriggio e la serata di ieri si sono visti all’opera i micidiali effetti prodotti nel Mediterraneo Centrale dall’ultima trasformazione della missione EunavforMed “Sophia”: aerei militari europei (sicuramente delle Forze Aeree di Malta, ma sulla zona volavano anche aeroplani italiani) hanno collaborato dall’alto, fornendo indicazioni alla motovedetta libica di una delle milizie di Misurata (cosiddetta “Guardia Costiera”), ad una operazione di cattura e deportazione verso porti libici di due imbarcazioni rispettivamente con circa ottanta e cento persone a bordo, che stavano proprio cercando di fuggire da quel contesto di violenza e guerra per cercare rifugio in Europa. A qualche decina di miglia di distanza con la nave MARE JONIO, nonostante avessimo offerto la nostra disponibilità ad intervenire e a prestare assistenza, abbiamo assistito a una gravissima violazione dei diritti umani fondamentali e delle Convenzioni internazionali che li proteggono, con il respingimento collettivo di oltre 180 profughi verso un Paese non sicuro.

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BREAKING NEWS – Dalla Mare Jonio in pattugliamento e monitoraggio

Operazione di cattura e deportazione in zona di guerra di 80 persone che erano a bordo di un gommone bianco a 65 miglia a nord di Al Khoms.

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Mediterranea torna in mare e denuncia il Ministero dell’Interno

Siamo in mare, e abbiamo raggiunto quella zona che, fino ad ora impunemente, è stata per quasi un anno denominata “sar libica”. Siamo di fronte alla guerra, su uno specchio d’acqua che nasconde un cimitero sterminato, davanti alle coste insanguinate di un paese retto da milizie armate a cui gli Stati europei, e l’Italia in testa, hanno delegato il potere di vita e morte su decine di migliaia di donne, bambini e uomini.

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Estratto di atto di denuncia/querela presentata alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma

ESTRATTO DI ATTO DI DENUNCIA/QUERELA PRESENTATA ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA PRESSO IL TRIBUNALE DI ROMA

da Alessandro Metz, armatore della Nave Mare Jonio

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SALVARE VITE UMANE È UN DOVERE. Diffida Capitaneria di Porto irricevibile, la Mare Jonio opera nel pieno rispetto delle norme

Questo pomeriggio presso la Capitaneria di Porto di Marsala è stata notificata al Comandante e all’Armatore della nave Mare Jonio una formale “diffida dal preordinare l’attività del rimorchiatore all’esecuzione di operazioni di salvataggio in modo stabile ed organizzato” fino a quando l’unità non venga classificata come nave “SAR”. continua

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Documento esclusivo sulle comunicazioni tra l’Italia e la cosiddetta “guardia costiera libica”

Quelle che seguono sono le registrazioni di alcune telefonate intercorse tra il 18 e il 19 marzo, tra il comando generale delle capitanerie di porto – sala operativa – di Roma (IMRCC), una nave militare italiana, di stanza a Tripoli, impegnata nella missione bilaterale tra Italia e Libia denominata “Nauras” (supporto logistico e manutentivo), e la cosiddetta “guardia costiera libica”. continua

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Ong, una direttiva basata sull’ipocrisia

da il Manifesto, di Mario Morcone*


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