On Board: equipaggi di mare e di terra in assemblea a Roma


On Board

Equipaggi di mare e di terra di Mediterranea Saving Humans

 

ROMA, MACRO ASILO (via Nizza 138)

6-7 Aprile 2019

 

La scorsa estate, – mentre nel Mediterraneo la percentuale delle morti aumentava esponenzialmente, si portava a compimento l’esternalizzazione della frontiera finanziando la Libia affinché diventasse il luogo dove le persone catturate in mare venissero riportate indietro alle torture e alla morte, e il governo italiano “chiudeva i porti” e insieme a quelli europei muoveva guerra alle ONG -, prendeva forma un progetto tanto spontaneo quanto coraggioso.

Esperienze diverse si sono unite per armare una nave battente bandiera italiana e intervenire dove ogni giorno la vita è ridotta all’invisibilità e la morte consegnata al silenzio. Nasceva “Mediterranea Saving Humans” un desiderio di riscatto contro la violenza del razzismo, un’azione di resistenza contro l’indifferenza e la nuova ferocia del nostro tempo.

La nostra nave, Mare Jonio, è salpata per la prima volta il 4 ottobre del 2018 e appena tornata in mare per la sua quarta missione è riuscita a trarre in salvo 49 persone.

Monitorare e denunciare le violazioni dei diritti nel Mediterraneo e salvare donne e uomini dal rischio del naufragio certo e dalle torture documentate nei centri di detenzione libici, sono per Mediterranea obiettivi irrinunciabili, insieme al bisogno di salvarci insieme da un futuro di divisione e di rancori, di insicurezza e di paure.

Con questa visione, Mediterranea ha cominciato da subito a viaggiare anche per terra suscitando un interesse e un’adesione straordinari: migliaia e migliaia di persone, in questi pochi mesi, sono salite a bordo. Tutte e tutti insieme vogliamo costruire uno spazio di incontro in cui convergere, porci nuove domande e disegnare ponti – solidi – tra mare e terra.

 

Sabato 6 Aprile

 

  • Ore  10:00 – Accoglienza partecipanti, costruiamo una Mappa di navigazione Solidale

 

  • Ore 10:30 – Diario di bordo Mediterranea Saving Humans

 

  • Ore 11:00 – Assemblea generale di Mediterranea: Saliamo a bordo

Cos’è per ognun@ di noi Mediterranea? Che vuol dire essere equipaggi di terra e di mare? Perché è fondamentale l’azione concreta in mare per attivarsi a terra? E perché è fondamentale attivarsi a terra per dare forza all’azione in mare?

 

  • Ore 13:30 – Pausa Pranzo

 

  • Ore 14:30 – Dal mare alla terra: dialoghi sugli spazi dei diritti

Mediterranea è stata descritta come un’azione non governativa di disobbedienza morale a ogni razzismo e criminalizzazione della solidarietà, ma di obbedienza civile. In questi mesi, abbiamo in diverse occasioni agito il diritto come strumento per aprire contraddizioni tra le giurisdizioni della terra e del mare, degli Stati e dell’Europa. Contestualmente, il diritto ha continuamente attraversato la piattaforma di Mediterranea, in alcuni momenti rappresentando un’opportunità, in altri un ostacolo. Questi diversi ruoli che il diritto può assumere ci stimolano alla sua messa in discussione con l’obiettivo di renderlo uno degli strumenti di trasformazione del presente.

I dialoghi saranno introdotti dal team legale di Mediterranea. Gli equipaggi di terra e di mare ne discuteranno con giuristi esperti di diritto del mare, diritto internazionale e diritto dell’immigrazione.

“Il diritto dei diritti umani e il diritto del mare”

Le violazioni dei principi del diritto internazionale dei diritti umani e del mare, ma anche dei principi del costituzionalismo (i diritti non sono più un limite all’esercizio del potere), in relazione a quanto sta avvenendo rispetto alle migrazioni che attraversano il Mediterraneo.
Saranno a dialogo:
Francesca De Vittor (Università Cattolica del Sacro Cuore), Emilio Santoro (Università degli Studi di Firenze) e Avv. Daniele Papa (Gruppo legale di Mediterranea)

“Il diritto penale contro la solidarietà – criminalizzazione del soccorso in mare e in terra”

L’utilizzo del diritto penale per la criminalizzazione della solidarietà in terra e in mare, anche di quella tra persone migranti nei paesi di arrivo, e dei “presunti scafisti”, in processi che spesso ribaltano la realtà trasformando in colpevoli le vittime di tratta.

Saranno a dialogo:
Alberto Di Martino (Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa), Avv. Alessandro Gamberini (Università di Bologna) e Avv. Serena Romano (Gruppo legale di
Mediterranea)

“Libertà di movimento e diritti – le categorie escludenti delle migrazioni”

Nel corso dell’ultimo anno la questione del soccorso in mare e del diritto allo sbarco è stata strumentalmente utilizzata dal governo italiano (e da quello maltese) per negoziare la gestione delle migrazioni nello spazio europeo. Si pensi alla pratica illegale di permettere alle persone soccorse di sbarcare dalle navi della società civile solo dopo avere raggiunto un accordo fra alcuni stati per la loro “redistribuzione” che si pone al di fuori della cornice dei diritti previsti dall’ordinamento europeo. Questi meccanismi, ripropongono spesso la distinzione sommaria e strumentale migranti/rifugiati nel momento in cui ad essere “ricollocate” sono solitamente le persone che, sulla base della loro nazionalità, vengono considerate “idonee” ad accedere al diritto d’asilo.

Saranno a dialogo:
Chiara Favilli (Università degli Studi di Firenze), Sandro Mezzadra (Università di Bologna – Mediterranea) e Enrica Rigo (Gruppo legale di Mediterranea)

 

  • Ore 18:00 – Le vie di Terra : il ruolo della cultura e dell’arte per Mediterranea.

Intervengono Michela Murgia, Marcello Fonte, Caterina Guzzanti, Alessandro Di Gregorio, l’Altro Circo e altri!

Verrà proiettato “Frontiera”, cortometraggio vincitore del David di Donatello 2019, con la regia di Alessandro Di Gregorio.

 

Domenica 7 Aprile

 

  • Ore 10:00 – 11:30 – Formiamo equipaggi gruppi tematici

 

➢ Oltre lo sbarco: libertà di arrivare, libertà di muoversi, libertà di restare. Quali strumenti, giuridici e politici, abbiamo a disposizione per costruire relazioni e linguaggi condivisi con chi arriva in Italia.

➢ Forme e strumenti per attivarsi con Mediterranea, fare rete, valorizzare competenze, creare territori accoglienti.

➢ Il training e il mare, come si formano gli equipaggi, come si impara a salvare.

 

 

  • Ore 11:30 – Assemblea Plenaria: tutte e tutti siamo Mediterranea

Come proseguire tra la terra e il mare, come far risuonare le voci che si alzano contro il razzismo e per la difesa dei diritti e della dignità di ogni persona, come affermare il salvataggio in mare come necessità concreta e simbolica di salvarci.

Mediterranea ci parla di un’azione possibile, di un’avventura che chiama a bordo tutt* coloro che pensano che non sia più rimandabile prendere posizione e agire.

 


Assemblea generale di Mediterranea

La scorsa estate, mentre nel Mediterraneo si continuava a morire, mentre il governo italiano muoveva guerra alle ONG e chiudeva i porti, una coalizione di soggetti diversi si è unita attorno a un progetto tanto semplice quanto azzardato: acquistare una nave battente bandiera italiana e intervenire là dove ogni giorno la vita è in pericolo. “Mediterranea” è nata intorno alla necessità di una pratica di resistenza e a un desiderio di riscatto dell’umano. #SavingHumans: salvare donne e uomini in transito dal rischio del naufragio, certo; ma anche salvarci insieme dalla ferocia e dall’indifferenza che ci circondano.

All’inizio di ottobre abbiamo messo in mare la nostra nave, la “Mare Jonio”. In tre missioni abbiamo percorso 4.800 miglia marine, più o meno la distanza che separava i migranti italiani tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento dall’agognato approdo a Ellis Island. In un mare che si voleva libero da testimoni, “Mediterranea” ha svolto un’essenziale attività di monitoraggio e denuncia, ha documentato i veri e propri respingimenti collettivi attuati dalla cosiddetta “Guardia Costiera” libica, ha fatto pressione sulla Guardia Costiera italiana e su quella maltese, ha dimostrato l’assoluta inefficienza dell’attuale regime SAR (Search and Rescue) nel Mediterraneo centrale. Ha contribuito in particolare a evidenziare la formidabile tenacia e determinazione delle donne e degli uomini in fuga dai campi di detenzione libici, la loro resistenza a farsi ricondurre in quei luoghi di violenza e di sfruttamento. Nel mese di dicembre, poi, abbiamo lanciato l’alleanza #United4Med, con Sea-Watch e Proactiva Open Arms, e siamo intervenuti con tutti i mezzi a nostra disposizione nelle due crisi che si sono determinate a Malta (attorno alle navi di Sea-Watch e Sea Eye), a Siracusa e a Catania (attorno alla Sea-Watch3). 

La nostra nave, Mare Jonio, è salpata per la prima volta il 4 ottobre del 2018, è tornata in mare per la sua quarta missione il 16 marzo 2019 e il 18 marzo è riuscita a trarre in salvo 49 persone, sbarcate a Lampedusa.

Per questa ragione è stata aperta un’inchiesta giudiziaria, e Mare Jonio si trova adesso sotto sequestro probatorio a Lampedusa.

Contemporaneamente, “Mediterranea” ha cominciato a viaggiare per terra, suscitando un interesse e un’adesione straordinari. Centinaia di assemblee e iniziative si sono svolte in città e paesi lungo tutta la penisola, coinvolgendo centri sociali e parrocchie, scuole e università, circoli e realtà sindacali. Con Mediterranea – La via di terra uomini e donne di cultura e spettacolo hanno portato “Mediterranea” in molti teatri. Ovunque, con entusiasmo e passione, ci si è interrogati su come costruire nuovi ponti tra il mare e la terra, su come far sì che il salvataggio di una vita diventi immediatamente un passaggio fondamentale nella lotta per una vita degna, per tutte e tutti. Ci si è domandati come costruire opposizione al decreto sicurezza, poi convertito in legge, come resistere allo smantellamento del sistema di accoglienza per i rifugiati e all’attacco alla protezione umanitaria senza rimanere confinati in una posizione puramente difensiva. Vogliamo consolidare, allargare e rilanciare le reti di terra, che non intendiamo semplicemente come reti di supporto ma che vorremmo diventassero un’originale esperienza di intervento sulle questioni della migrazione e dell’asilo in una congiuntura in cui sono al centro dello scontro politico e sociale.

Invitiamo tutte e tutti a salire a bordo di “Mediterranea”, unendosi ai suoi equipaggi di mare e di terra. Costruiamo insieme l’assemblea generale di “Mediterranea”, in un percorso aperto fatto di molte iniziative che culmineranno in un incontro di due giorni, il 6 e 7 aprile al MACRO – Museo d’Arte Contemporanea di Roma. Scriviamo collettivamente il programma di “Mediterranea” per il 2019, rinnovando il desiderio di essere insieme e di costruire un mondo in cui non sia più necessario fare quello che ancora dobbiamo fare – intervenire nel Mediterraneo per impedire che troppe vite facciano naufragio.