Natale in mare: 344 persone salvate in 24 ore


Comunicato Sea-Watch, 23 dicembre 2018

Natale in mare: 344 persone salvate in 24 ore – nessun porto sicuro per le persone soccorse da Sea-Watch 3

Venerdì, 344 persone sono state salvate in 24 ore dalla flotta dell’allenza #United4med, di cui anche Sea-Watch è parte. Mentre Open Arms con 311 persone a bordo è in viaggio verso la Spagna, alla Sea-Watch 3 viene ancora negato un porto sicuro. Ma una soluzione semplice è possibile: oltre 30 città e diversi stati federali in Germania sono disponibili ad accettare le persone soccorse in mare. Sea-Watch invita il governo federale tedesco a trovare una soluzione prima di Natale. Coloro che invocano i valori cristiani sono ora obbligati ad agire.

Nella giornata di sabato, Sea-Watch ha soccorso 33 persone tra cui diversi bambini. Le persone sono ora tutte al sicuro a bordo della Sea-Watch 3, dove possono ricevere cure mediche e assistenza. Meno di 24 ore prima, Open Arms aveva già tratto in salvo oltre 300 persone.

“Per sfuggire alla tortura, alla schiavitù e alla morte in Libia, queste persone non hanno altra scelta che intraprendere a Natale la pericolosa rotta attraverso il Mediterraneo centrale” afferma Philipp Hahn, capo delle operazioni di Sea-Watch 3. “A queste temperature, la possibilità di sopravvivenza in caso di naufragio è molto al di sotto delle 24 ore. Siamo incredibilmente felici di averli trovati in tempo”.

Insieme agli aerei di ricognizione Moonbird e Colibrì, a Open Arms, Sea-Eye 2, Sea-Watch è attualmente una delle poche navi civili di soccorso nel Mediterraneo centrale.

“Al momento, la situazione a bordo è stabile, alcune delle persone salvate ci aiutano nelle operazioni di watching per controllare che non ci siano persone in difficoltà in mare”, dice Hahn. Ma martedì è atteso un deterioramento delle condizioni meteo. “Per evitare di mettere a repentaglio la vita delle persone soccorse, chiediamo al governo tedesco di trovare una soluzione prima di Natale. Se Seehofer vuole difendere i valori cristiani, ora ha la possibilità di farlo”.

Oltre 30 città e diversi stati federali in Germania si sono dichiarati rifugi sicuri e il governo federale deve ora essere all’altezza delle sue responsabilità europee. Una soluzione sarebbe possibile se il ministro dell’Interno Seehofer acconsentisse a una quota ai sensi del Residence Act. “Ci aspettiamo che l’Europa natalizia e soprattutto i partiti cristiani riflettano sui loro valori di carità e che decidano di assegnare il più rapidamente possibile un rifugio sicuro alle persone soccorse.