MISSIONE #SAFEPASSAGE 3 ARRIVATA A KIEV: È LA PRIMA CAROVANA DI AIUTI UMANITARI DOPO I MISSILI


È appena arrivata a Kiev la Missione Safe Passage di MEDITERRANEA Saving Humans. Si tratta del primo convoglio della società civile italiana, con aiuti umanitari per la popolazione ucraina, a riuscire ad arrivare nella Capitale dopo l’attacco missilistico di giovedì sera.
I volontari dell’organizzazione di soccorso, attiva in mare come in terra a salvaguardia della vita umana e dei diritti delle persone, hanno subito iniziato le operazioni di scarico di oltre 5 tonnellate e mezzo di farmaci essenziali, cibo e altri generi di prima necessità che sono stati raccolti dal Comune di Bologna per la città gemellata di Kharkiv.

Con i 6 van del convoglio (quattro partiti da Roma, uno da Milano e uno dal Veneto) “abbiamo attraversato i sobborghi di Bucha e Iprin, martoriati dall’aggressione russa. Entrando a Kiev abbiamo trovato un’atmosfera surreale: i segni dei bombardamenti su diversi edifici, ma anche la ferma volontà di resistere, cercando di ripristinare una vita urbana normale. – racconta Sara Alawia, portavoce della Missione di MEDITERRANEA – Il viaggio è stato difficile: siamo partiti all’alba da Leopoli, seguendo un percorso di strade secondarie, tra cavalcavia bombardati e tratti sterrati nei boschi, senza comunicare all’esterno il nostro itinerario per evitare che la carovana potesse diventare un obiettivo sensibile.”

“Speriamo che gli aiuti raccolti dalla Città di Bologna, – continua Sara Alawia – che stiamo consegnando nelle mani dell’Amministrazione di Kharkiv, possano essere un piccolo contributo al sollievo delle sofferenze di quella metropoli ormai semidistrutta dai bombardamenti che si sono ripetuti anche oggi.”

“Nei prossimi giorni incontreremo qui Autorità civili e religiose e associazioni ucraine impegnate per i diritti umani e civili. E, soprattutto – conclude la portavoce della Missione di MEDITERRANEA – porteremo con noi verso l’Italia profughi, le persone più vulnerabili, senza alcuna discriminazione. Perché il nostro messaggio di pace è la solidarietà concreta con la popolazione aggredita.”