Meno diritti e libertà per tutti e il tentativo di fermare il soccorso in mare.


MEDITERRANEA Saving Humans pronta a contestare la costituzionalità del Decreto “sicurezza bis”.

Con il testo di Decreto, approvato ieri sera dal Consiglio dei Ministri, il Governo italiano cerca di aggiungere ulteriori pezzi al puzzle – illegittimo e incostituzionale – dell’attacco in corso ai diritti e alle libertà, di pensiero, di movimento, di dissenso, fondamento dell’agire democratico. 

Nei primi articoli spiccano le norme contro il soccorso in mare. È l’esplicito tentativo, primo fra tutti i governi europei, di legiferare apertamente per ostacolare e bloccare le attività di salvataggio di vite umane che – è utile ribadire – costituiscono obbligo assoluto e prioritario, dovere umanitario, giuridico ed etico e che non potranno mai essere considerate un crimine.

Il Governo ci prova conferendo al Ministro dell’Interno competenze fino ad ora esclusive del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti con l’obiettivo di vietare l’ingresso nelle acque territoriali italiane di quelle navi che abbiano salvato chi fugge dalla Libia dei lager e della guerra e intendano sbarcare, nel rispetto del diritto internazionale e marittimo, nel più vicino porto sicuro italiano.

A tal fine inaspriscono le misure punitive, con pesantissime multe e confische, affidate all’iniziativa dei Prefetti, fino all’individuazione di “Procure speciali” per le nostre navi e i loro equipaggi. Ma ancora più grave è l’effetto di deterrenza che vorrebbero ottenere nei confronti di qualsiasi peschereccio o nave commerciale: “voltatevi dall’altra  parte” è il messaggio.

Queste e altre illegittime forzature costituzionali sono abbinate a modifiche al Testo Unico di pubblica sicurezza, volte a colpire manifestazioni di dissenso nelle piazze italiane, cresciute in questi mesi per numeri e qualità.

MEDITERRANEA Saving Humans è da subito pronta a contestare la costituzionalità del Decreto, a partire dal suo carattere “d’urgenza”, non appena le sue misure venissero sciaguratamente applicate. 

Sarebbe inquietante se il Parlamento confermasse col suo voto i contenuti del Decreto. Ma siamo convinti che, come i precedenti, anche questo tentativo sia destinato allo scacco: nessuno potrà imporci di tacere e continueremo a far valere il diritto a monitorare, denunciare e soccorrere in mare, contro l’odiosa istigazione a lasciar morire o a deportare chi prova ad attraversarlo per raggiungere l’Europa, in mare come in terra.