Mediterranea destinerà 10mila euro della raccolta fondi come contributo di solidarietà all’equipaggio del peschereccio Accursio Giarratano


Mediterranea destinerà 10mila euro della raccolta fondi come contributo di solidarietà all’equipaggio del peschereccio Accursio Giarratano che ha salvato 50 migranti a bordo di un gommone in difficoltà nel Mediterraneo centrale.

Il comandante, l’equipaggio e l’armatore del peschereccio Accursio Giarratano si sono assunti questa responsabilità rischiando le loro vite e sacrificando il loro lavoro ed il loro reddito.

Per questo noi di Mediterranea abbiamo deciso di destinare una parte della nostra raccolta fondi come contributo di solidarietà. Lo facciamo perché chi sostiene Mediterranea sostiene in primo luogo un’idea di umanità e che oggi quell’idea ha navigato su quel peschereccio, dalla parte giusta della Storia.

“Non li avremmo mai lasciati alla deriva, torneremo a casa dalle nostre famiglie dopo che avremo conosciuto la loro sorte”, ha detto in serata il comandante Carlo Giarratano. La nave porta il nome del figlio, scomparso a 15 anni “lo facciamo anche per lui”, dice Carlo.

Sappiamo quanto sia difficile oggi assumersi la responsabilità di non rimanere indifferenti. Non voltarsi dall’altra parte mentre naufraga la nostra umanità. Ci sono leggi antiche che regolano la convivenza degli uomini e delle donne da prima che esistessero gli Stati, sono leggi che appartengono alla storia delle millenarie civiltà nate sulle sponde del mar Mediterraneo che ogni uomo o donna che naviga conosce. Nel mare le persone sono tutti uguali, non importa il colore della pelle, la nazionalità o la fede. In mare se qualcuno è in pericolo si salva perché è giusto così.

Oggi più che mai chi cerca di difendere questi principi che sono fondamenta della civiltà giuridica europea lo fa a suo rischio e pericolo assumendosi da solo la responsabilità di difendere in primo luogo la nostra umanità. Le persone che ci hanno sostenuto economicamente lo hanno fatto per contribuire a salvare vite umane, e, anche se noi con due navi sequestrate e migliaia di euro di multe attraversiamo un momento di difficoltà economica, vogliamo riconoscere pubblicamente e concretamente l’impegno di chi in mare ogni giorno compie il suo dovere riconoscendo che ci sono valori che non si possono cancellare per decreto.

Grazie Carlo, grazie al suo equipaggio, grazie alla gente di mare.

Navighiamo nello stesso mare, quello dell’umanità.