La Mare Jonio sta salpando dal porto di Augusta per prestare aiuto alla Louise Michel.


Stiamo partendo da Augusta per una missione in soccorso alla motovedetta civile Louise Michel, che alle 3 e 24 di questa notte ha dichiarato lo stato di emergenza. Abbiamo deciso di intervenire, anticipando di 48 ore l’inizio programmato della nostra Missione 09, perché ad ora né le autorità maltesi né quelle italiane stanno prestando la necessaria assistenza a oltre 150 persone in imminente pericolo di vita.

Sarà un viaggio di molte ore e auspichiamo che le unità militari della Guardia Costiera italiana o quelle maltesi si decidano ad intervenire prima. La Louise Michel, con 165 naufraghi a bordo, e le decine persone ancora in mare sarebbero infatti facilmente raggiungibili in meno di due ore da Lampedusa e in meno di tre da La Valletta con assetti veloci. 

La Louise Michel sta assistendo da ieri sera un gommone su cui si trovavano 130 persone.

La situazione è drammatica, una persona a bordo è morta e l’equipaggio non può garantire assistenza a tutti. Ci sono molte donne e bambini, molte persone hanno gravi problemi medici dovuti alle ustioni da benzina e dalle tante ore in mare.

Soccorrere queste persone è una questione di vita o di morte. E ancora una volta la società civile europea, a partire da Mediterranea e dalla Mare Jonio, farà la sua parte.

Come abbiamo fatto nella notte tra il 3 e il 4 ottobre 2018, quando sembrava che la politica dell’odio e dei “porti chiusi” non incontrasse, nel nostro Paese, alcuna resistenza.

Come abbiamo fatto negli scorsi mesi di giugno e luglio, quando la nostra ultima missione, la prima a ripartire dopo l’emergenza Covid, ha sottratto 110 persone, in due distinti salvataggi, al pericolo di affogare in mare e al rischio di essere catturate e riportate nell’inferno della Libia.

Siamo partiti con due giorni di anticipo sui nostri programmi, rispondendo alla chiamata di aiuto della Louise Michel, la nuova motovedetta veloce della flotta civile europea, che ha soccorso prima 89 poi altre 198 persone e stava subendo le conseguenze dei ritardi e delle omissioni delle Autorità preposte alla salvaguardia della vita in mare. 

Dopo l’annuncio della nostra partenza e dell’arrivo sul posto della Sea-Watch-4, che ha già a bordo più di duecento persone in attesa da giorni di un porto sicuro di sbarco, qualcosa si è mosso: una motovedetta della Guardia Costiera italiana è salpata nel pomeriggio da Lampedusa e ha trasbordato 49 tra bambini, donne e altre persone più vulnerabili.

È un intervento ancora insufficiente: la autorità di Malta continuano a venir meno ai loro doveri e sono complessivamente più di 350 le persone che, dalla Louise Michel e dalla Sea-Watch-4, devono essere sbarcate al più presto, al sicuro, in un porto europeo.

Si sta avvicinando una pesante perturbazione, le condizioni del mare nei prossimi giorni saranno proibitive. Ai governi di Malta e Italia chiediamo di compiere il loro dovere: salvateli e fateli sbarcare.

La Mare Jonio farà sicuramente in mare la sua parte, dalla parte dell’umanità. Siamo tornati per questo.