Liberate la Mare Jonio. #FreeMareJonio


Nel 2019 Mediterranea ha salvato nel Mediterraneo 237 persone, tra cui decine di bambini piccolissimi. Lo ha fatto con la nave Mare Jonio e con il veliero Alex, sfidando le regole illegali e violente imposte da un governo che ha fatto della criminalizzazione del soccorso in mare e del disprezzo della vita umana la sua cifra distintiva. Oggi quel governo è caduto, ed è stato sostituito da chi ha dichiarato, fin dal primo giorno, di volere agire nel segno di una discontinuità.

Mare Jonio e Alex, però, così come Sea Watch 3 e la nave Eleonore di Lifeline, sono ancora sotto sequestro, bloccate nelle banchine dei porti siciliani, mentre le persone che attraversano il Mediterraneo continuano a morire o a venire catturate dalle milizie libiche finanziate ed addestrate dall’Italia e dall’Unione europea per essere riportate alle torture e restituite ai trafficanti.

Il sequestro delle nostre navi non è un sequestro giudiziario, perché non è stato disposto da alcuna procura: si tratta di un sequestro politico, di una presa d’ostaggi, a seguito di provvedimenti firmati congiuntamente dai Ministri italiani degli Interni, della Difesa e dei Trasporti, applicando le norme incostituzionali del decreto sicurezza bis. Quei provvedimenti potrebbero essere revocati, anche domattina, da una firma dei Ministri oggi in carica, permettendoci immediatamente di tornare a fare quello per cui siamo nati: essere nel Mediterraneo centrale per monitorare e denunciare le violazioni dei diritti umani senza mai sottrarci all’obbligo di salvare chi è in pericolo.

Alex è stata sequestrata il 7 luglio del 2019 per avere salvato 59 persone, tra cui 4 neonati, e averle condotte nel porto sicuro più vicino, quello di Lampedusa, dichiarando lo stato di necessità a seguito di 50 ore in cui ci è stato vietato l’ingresso in porto, trascorse in condizioni igienico-sanitarie e di sicurezza che hanno di fatto messo a rischio la vita dei naufraghi e dell’equipaggio. Oltre a sequestro, è stata comminata a Mediterranea una multa di 66.000 euro.

Mare Jonio è stata sequestrata il 3 settembre del 2019 per avere salvato 98 persone, tra cui 22 bambini piccoli. Nessuna indagine penale è in corso per questo evento a carico del comandante e dell’equipaggio. Questo sequestro appare ancora più paradossale perché i naufraghi sono stati tutti sbarcati su assetti della guardia costiera italiana prima dell’ingresso in acque territoriali, e la nostra nave è entrata in porto solo dopo avere ricevuto esplicita autorizzazione da parte delle autorità marittime. Oltre al sequestro, è stata comminata a Mediterranea una multa di 300.000 euro.

Abbiamo pochi dubbi che in sede giudiziaria la verità verrà affermata, le nostre navi saranno liberate, e i danni subiti da Mediterranea verranno riconosciuti. Ma i tempi della giustizia amministrativa sono lunghi, e nel frattempo è solo una precisa scelta politica a tenerci fermi in banchina, svuotando il mare di testimoni e soccorsi e lasciando ai libici – con i quali intanto è stato tacitamente rinnovato il criminale accordo voluto nel 2017 dal governo Gentiloni – di esercitare potere di vita e di morte nel Mediterraneo.

Ogni giorno che si tiene una nave della società civile ferma in un porto ci si rende complici delle morti e delle torture di centinaia di donne, uomini e bambini. Niente può giustificare una scelta simile.
Condividiamo questo messaggio: chiediamo tutte e tutti insieme alla Ministra dell’interno Luciana Lamorgese, al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti Paola De Micheli, al Ministero della Difesa Lorenzo Guerini di restituire immediatamente le navi sequestrate, compiendo un atto dovuto di giustizia e legalità.

Liberate la Mare Jonio.
#FreeMareJonio