Lettera aperta di ASGI, ARCI, ActionAid, IndieWatch per avere risposte sulla situazione delle 32 persone salvate da Sea-Watch 3 e trasferite all’Hotspot di Messina


Pubblichiamo la lettera aperta inviata da ASGI, Arci, ActionAid e IndieWatch al Ministero dell’Interno e alla Prefettura e Questura di Messina per avere contezza della situazione delle 32 persone salvate dalla nave Sea Watch 3 lo scorso gennaio e trasferite all’Hotspot di Messina dopo 12 giorni in cui era stato loro impedito di sbarcare.
Come Mediterranea abbiamo incontrato ciascuna di loro quando erano ancora a bordo, mentre lavoravamo insieme ad Asgi per tutelare i loro diritti anche attraverso un ricorso d’urgenza alla Corte europea dei diritti umani.
Abbiamo ribadito più volte l’illegalità, oltre che la disumanità, delle negoziazioni tra governi sulla redistribuzione dei naufraghi fatte mentre le persone sono ancora trattenute a bordo delle navi che le hanno salvate.
Esprimiamo oggi la nostra preoccupazione per la sorte di questi 32 uomini unendoci alla richiesta di rendere immediatamente pubbliche le procedure cui sono sottoposti, affinché i loro diritti possano essere effettivamente tutelati.
Ricordiamo che molte delle persone salvate da Sea Watch a dicembre del 2018 e fatte sbarcare a Malta dopo un’altra odissea durata 19 giorni, sono ancora trattenute nei centri di detenzione maltesi. Tra loro quelle che l’Italia aveva assunto l’impegno di trasferire nel nostro paese.
Questi accordi intergovernativi privi di qualunque base normativa sono usati sempre più come strumenti di propaganda e ricatto tra Paesi. A farne le spese sono le vite delle persone e la certezza del diritto e dei diritti.

 

Al Ministero dell’Interno

Dipartimento Libertà Civili e Immigrazione

 

Alla Prefettura di Messina

Al Prefetto Dott.ssa Maria Carmela Librizzi Alla Dirigente Area IV Dott.ssa Antonietta D’Aquino

 

Alla Questura di Messina – Ufficio immigrazione

 

Roma, 9 febbraio 2019

 

Lettera aperta. Richiesta di informazioni in merito alla condizione giuridica delle 32 persone presenti attualmente nell’Hotspot di Messina e in merito alle procedure di trasferimento verso altri paesi europei secondo quanto previsto dall’accordo concluso tra i governi di Italia, Malta, Lussemburgo, Francia, Germania, Portogallo e Romania.

 

Egregi,
la presente al fine di ricevere informazioni relative alle procedure di trasferimento di cui all’accordo in oggetto. Poiché tali procedure non sono disciplinate da alcuna normativa a noi nota, chiediamo che siano rese pubbliche le modalità attraverso le quali viene perseguito il fine della redistribuzione contenuto nell’accordo tra i suddetti governi.

Premesso che

● Da informazioni fornite dalla Prefettura di Messina, i cittadini stranieri presenti nell’Hotspot sito in località Bisconte in data 31/01 sono stati pre-identificati attraverso la compilazione del cd foglio notizie e sono in seguito stati fotosegnalati;
● Al momento della compilazione del cd. foglio notizie hanno tutti manifestato la volontà di chiedere protezione internazionale;
● A nessuna delle persone presenti è stata rilasciata ricevuta dell’avvenuta manifestazione di volontà, nonostante ciò sia espressamente stabilito all’interno delle Procedure Operative Standard per il funzionamento degli hotspot italiani (SOP);
● Nei giorni 31 gennaio, 1 e parte del 2 febbraio i cittadini stranieri sono stati trattenuti all’interno del centro hotspot in assenza di qualsivoglia provvedimento di limitazione della libertà personale;
● Secondo quanto quanto disposto dall’art. 26 del D.lgs n. 25 del 2008 la richiesta di protezione internazionale deve essere formalizzata attraverso la compilazione dell’apposito modello “C-3”, di cui viene consegnata copia all’interessato, entro 3 giorni dalla manifestazione della volontà di chiedere protezione;
● Contestualmente alla compilazione di tale modello viene rilasciato la ricevuta che, costituendo permesso di soggiorno temporaneo ai sensi dell’art. 4 d.lgs. 142/2015, permette l’accesso ai diritti connessi alla titolarità del permesso di soggiorno.

Considerato che

● Da fonti giornalistiche si apprende che la Francia “prenderà solo persone che hanno bisogno di protezione e non migranti economici” e che suddetto paese “appoggerà l’Italia per chiedere rimpatri più efficaci in alcuni paesi africani a partire dal Senegal”;
● in seguito a tali dichiarazioni, si apprende da quanto riportato a mezzo stampa che fonti del Viminale hanno dichiarato che “Ora ci si aspetta che Parigi dimostri con i fatti la buona volontà, collaborando per rimpatriare al più presto decine di senegalesi irregolari che si trovano in territorio italiano”.

Ritenuto infine che

● Alcuna procedura di redistribuzione può avvenire in assenza di esplicito consenso da parte dell’interessato;
● I cittadini stranieri presenti nell’Hotspot di Messina, avendo manifestato la volontà di chiedere protezione in Italia, hanno pieno diritto a restare sul territorio nazionale e di seguire le procedure stabilite dalla normativa vigente qualora non esprimessero il consenso al trasferimento in altro Stato membro dell’UE;

Tutto ciò premesso e considerato

Temendo che si stiano attuando procedure prive di qualsivoglia base normativa, si richiede che vengano rese pubbliche tempistiche, modalità e criteri in base alla quale si sta effettuando la procedura di redistribuzione.

Nel dettaglio si chiede di conoscere:

quale sia la natura dei colloqui che in questi giorni le delegazioni di altri paesi dell’UE stanno conducendo con tali stranieri e di rendere pubblico se si tratti di una procedura di ammissibilità alla successiva redistribuzione e, in caso di risposta affermativa, quali siano i criteri di valutazione di tale ammissibilità e quali le procedure seguite. In caso si tratti di una valutazione nel merito delle richieste di protezione internazionale, allo stesso modo si chiede di conoscere nel dettaglio le regole procedurali seguite;
• se e con quali modalità i cittadini stranieri e i loro legali siano stati informati circa le procedure che si stanno svolgendo;
• quali siano le tempistiche previste per lo svolgimento di dette procedure; a carico di ognuno e della condizione giuridica e di accoglienza che costoro avranno nel frattempo.

Si richiede inoltre di rendere noto quali siano le conseguenze in caso di esito negativo di dette procedure con altri Stati, in modo che sia effettivamente assicurato il diritto a rimanere sul territorio nazionale, di accesso alle procedure di protezione internazionale e di altra forma di protezione e di accesso al diritto alla difesa.

Si richiede infine di chiarire quale sia la posizione giuridica dei cittadini stranieri attualmente presenti nel punto di crisi (hotspot) di Messina, perché, alla luce di quanto premesso, costoro devono essere considerati richiedenti protezione internazionale e che devono quindi avere accesso alle procedure previste dalla normativa vigente in merito per la verbalizzazione della domanda di protezione internazionale da parte della competente Questura, essendo in causa diritti fondamentali della persona umana, i quali in nessun caso possono essere superati da accordi politici volontari e non giuridicamente vincolanti tra Stati.

In attesa di riscontro, si porgono cordiali saluti.

ASGI – Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione ARCI
Action Aid
Indiewatch

 

 

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