L’equipaggio di Mediterranea


L’equipaggio di Mediterranea è sempre più numeroso. Un grande equipaggio composto da quello di mare, operativo sulla Mare Jonio, e quello di terra, attivo in tante città.

Vi presentiamo una parte dell’equipaggio della Mare Jonio, che lunedì 18 marzo nel Mediterraneo centrale ha soccorso 49 persone,  sbarcate a Lampedusa, salve dal mare in tempesta e dalle violenze dei centri di detenzione libici.

 

Pietro Marrone, comandante della Mare Jonio.

Pietro Marrone di professione è pescatore.
Per decenni ha navigato in quel tratto di Mediteranneo che accomuna Libia, Italia e Tunisia. Oggi è il Comandante della Mare Jonio. Ha diretto la prua verso 49 naufraghi alla deriva da due giorni perché abbandonare esseri umani in mare per un pescatore non è solo reato umanitario, è prima di tutto tradimento.

 

 

Mario Pozzan, attivista equipaggio in mare.

“Un ragazzo in particolare diceva – I can’t believe, I can’t believe – era la quarta volta che si metteva per mare per sfuggire all’inferno libico. Ci ha raccontato delle torture che ha subito nelle carceri e di aver visto più di 50 persone morirgli davanti.”

 

 

Guido Di Stefano (medico) e Gisela Vallès Viñolas (infermiera), equipaggio in mare.

“C’erano ragazzi di sedici anni che hanno vissuto gli ultimi tre nei campi di concentramento libici, avevano sulla pelle evidenti segni di tortura e ne parlavano con evidente turbamento. Uno di loro ci ha detto che amava la Mare Jonio peché gli ha salvato la vita, che senza di noi sarebbe morto”.

 

 

Francesco Malingri, equipaggio in mare.

“È stata un’emozione continua, per un uomo come me che ha vissuto il mare sin da quando era piccolo, poter veramente aiutare della gente su una barca che andava incontro a morte certa”.