Intrappolati in mare, in attesa dei soccorsi: 15 persone uccise dalla Fortezza Europa


Pubblichiamo la traduzione del repoort di Watch the Med – Alarm Phone

Lo scorso 11 ottobre 2021, Alarm Phone ha annunciato il suo settimo anniversario e ha commemorato il tragico naufragio di 8 anni fa, l’11 ottobre 2013, quando i ritardi nei soccorsi da parte di Malta e dell’Italia causarono la morte di oltre 200 persone (https://twitter.com/alarm_phone/status/1447518820659343360). Nello stesso giorno, un’altra tragedia si è consumata al largo della Libia e 15 persone sono soffocate a bordo, mentre erano in attesa dei soccorsi (https://twitter.com/alarm_phone/status/1447455425226477570).

Come mostrato nella cronologia dettagliata riportata in seguito, Alarm Phone aveva ripetutamente allertato le autorità della barca di legno in difficoltà con 105 persone a bordo. La barca era a poche miglia dalla costa di Zuara, in Libia. Eppure, ci sono volute circa 10 ore prima che le autorità libiche raggiungessero la barca. Le autorità italiane, d’altra parte, hanno continuato a negare la responsabilità e si sono rifiutate di sostenere un’operazione di ricerca e salvataggio. Nel frattempo, la barca stava imbarcando acqua e almeno 15 persone, intrappolate sul ponte inferiore della barca di legno, hanno perso la vita – probabilmente a causa dell’inalazione di fumi tossici.

Un inquietante filmato pubblicato dal Libyan Observer (ATTENZIONE – IMMAGINI DI CORPI MORTI https://twitter.com/Lyobserver/status/1447855514432442373) mostra le 15 persone asfissiate tirate fuori dal ponte inferiore dai compagni di viaggio. Il video è stato girato dalla cosiddetta Guardia costiera libica, che evidentemente NON era lì per aiutare a recuperare i corpi o a controllare le condizioni di salute delle persone salvate – alcune persone avrebbero potuto essere ancora vive. Si è invece limitata a guardare e filmare.

Nel 2014, Alarm Phone è stato fondato con l’obiettivo di prevenire le morti dovute ai ritardi nei soccorsi e alla mancata assistenza. Negli ultimi sette anni, la situazione è solo peggiorata, con la creazione della cosiddetta zona di ricerca e salvataggio libica e la cosiddetta guardia costiera libica.

L’11 ottobre 2021, come in molti altri casi negli ultimi anni, abbiamo assistito ancora una volta a come il compito della cosiddetta Guardia costiera libica non sia quello di salvare le persone, ma di dissuadere le persone dal raggiungere l’Europa, per conto dell’Europa. Per l’Europa, non importa se le persone annegano o sono costrette a tornare in Libia: ciò che conta è che non tocchino il suolo europeo, indipendentemente dai costi umani.

Questa tragedia è accaduta nello stesso momento in cui migliaia di migranti in Libia temono per la loro vita perché sono braccati, minacciati, detenuti e uccisi dalle milizie e dalle forze di polizia (Vedi: https://twitter.com/RefugeesinLibya). Gli stati membri dell’UE continuano a ignorare il disastro in corso e continuano la loro collaborazione con le autorità libiche e l’UNHCR sostiene continuamente di non poter fornire sufficiente assistenza.

Siamo arrabbiati, tristi e stanchi. Siamo solidali con le famiglie e gli amici delle 15 persone a cui il regime di frontiera dell’UE ha rubato la vita. Esigiamo la fine immediata di questa violenza organizzata e di questo abbandono organizzato. Chiediamo l’abolizione di questo sistema razzista che non produce altro che sofferenza e morte. Chiediamo di smettere di uccidere persone alle frontiere dell’UE, di smettere di finanziare la cosiddetta guardia costiera libica, di smettere di finanziare le operazioni di Frontex. Chiediamo la libertà di movimento per tutti.

CRONOLOGIA – 11 ottobre 2021

04:04 CEST – Un gruppo di circa 105 persone in difficoltà chiama Alarm Phone tramite un telefono satellitare. Scopriamo poi che erano partiti da Zuara la sera prima. Si sentono delle urla in sottofondo. La situazione a bordo appare molto critica già in questa prima chiamata e non riusciamo a raccogliere informazioni chiave sulla barca e sulla sua posizione GPS.

05:21 – Dopo vari tentativi di comunicare con le persone in difficoltà, riusciamo a ricevere la prima posizione GPS della barca: N33°07′, E12°09′.

05:35 – Alarm Phone parla nuovamente con le persone in difficoltà per confermare la posizione e leggono quanto segue: N33°05′, E12°09′. La chiamata si interrompe. Alarm Phone cerca di ristabilire il contatto per confermare le informazioni chiave, mentre è impegnato in diversi altri casi di emergenza in altre regioni marittime.

06:02 – Le persone in difficoltà chiamano di nuovo e riferiscono che le persone stanno morendo e che vogliono essere salvate il più presto possibile, anche se questo significherebbe essere riportati in Libia.

06:10 – Alarm Phone invia la prima mail alle autorità italiane, maltesi e libiche, con diverse ONG e organizzazioni internazionali in copia, menzionando che i viaggiatori in difficoltà hanno riferito che 2 persone sono morte.

06:38 – Alarm Phone cerca di raggiungere la cosiddetta Guardia costiera libica e la polizia costiera di Zuara telefonicamente su diversi numeri, ma invano, perché nessuno risponde alle chiamate.

06:46 – Alarm Phone chiama la Guardia costiera italiana, l’MRCC di Roma, e li informa della situazione di pericolo. Questi rispondono dicendo che bisogna riprovare a chiamare le autorità libiche e riattaccano.

07:15 – Le persone in difficoltà continuano a chiamare e dicono che il motore si è fermato e la loro barca sta affondando. Leggono una posizione GPS aggiornata: N 33°04′, E 012°10.

07:35 – Riusciamo a raggiungere un tenente colonnello della cosiddetta Guardia costiera libica, che chiede a Alarm Phone di inviare una posizione aggiornata e promette che manderanno una risorsa.

07:40 – La gente a bordo chiama di nuovo e legge una nuova posizione: N33°04′, E012°10, che è inoltrata a tutte le autorità.

08:30 – Alarm Phone parla di nuovo con le persone in difficoltà. Ci dicono che a bordo ci sono 5 donne incinte e 10 bambini. La comunicazione continua ad essere difficile.

08:55 – Alarm Phone inizia a fare pressione pubblica per i soccorsi e pubblica su Twitter: Circa 105 persone sono in pericolo al largo di #Zuwara, #Libia tra cui donne incinte e circa 10 bambini.Inoltre il tempo sta peggiorando. Abbiamo allertato le autorità competenti e chiediamo subito un’operazione di salvataggio! #DontLetThemDrown (https://twitter.com/alarm_phone/status/1447459659628138498)

10:22 – Le persone in difficoltà chiamano Alarm Phone e dicono di vedere una barca che si sta avvicinando a loro. Pensano che sia un mezzo di soccorso, ma alla fine non si avvicina abbastanza. Si capisce allora che si tratta di un peschereccio che riparte senza prestare soccorso.

10:48 – L’aereo Seabird di Sea Watch sta volando verso la posizione indicata. Seabird segnala una barca all’incirca a N33°00′, E012°13′, e conferma che un peschereccio nelle vicinanze sta lasciando la scena.

11:10 – Il colonnello della cosiddetta Guardia costiera libica fa sapere ad Alarm Phone che la loro imbarcazione è in navigazione, e che terranno Alarm Phone aggiornato sul caso.

11:56 – Le persone a bordo perdono il loro telefono satellitare e continuano a comunicare con Alarm Phone tramite il loro cellulare e WhatsApp. Alarm Phone viene contattato anche da un parente di una persona a bordo della barca, che è a sua volta in contatto con le persone in difficoltà.

13:19 – Il colonnello della cosiddetta Guardia costiera libica conferma che la loro nave sta ancora cercando, ma non ha trovato le persone in difficoltà.

13:19 – Alarm Phone twitta un aggiornamento: ~7h dopo la nostra prima segnalazione alle autorità, la cd. Guardia Costiera libica sostiene di aver lanciato una operazione di ricerca e soccorso. Le persone a bordo continuano a riferire che la loro situazione è critica. Devono essere soccorse immediatamente. #DontLetThemDrown (https://twitter.com/alarm_phone/status/1447527411520790530)

14:11 – Il parente di una delle persone sulla barca chiama Alarm Phone dopo aver parlato con le persone in difficoltà. Conferma che le persone sono ancora in pericolo in mare. Riferisce che secondo le persone a bordo l’acqua sta entrando nella barca, che è una barca a doppio ponte e che entrambi i motori sono rotti. Invia anche una posizione aggiornata delle persone in difficoltà: N32°58′, E012°12 ricevuta alle 14:00 CEST – Alarm Phone inoltra questa posizione alle autorità alle 14:31.

14:19 – Il colonnello della cosiddetta Guardia costiera libica informa Alarm Phone che la cosiddetta Guardia costiera libica potrebbe aver trovato la barca ed è ora impegnata in un’operazione di salvataggio. Riferisce che ci sono dei morti a bordo e che la barca sta affondando.

14:52 – Il colonnello della cosiddetta Guardia costiera libica informa Alarm Phone che la loro risorsa è ancora sul posto e impegnata nell’operazione di ‘salvataggio’. Conferma che la barca sta imbarcando acqua e che le persone sono ammassate le une sulle altre. Riferisce che ci sono corpi morti all’interno della barca e che è difficile prenderli perché la barca sta affondando e sta per capovolgersi.

18:12 – Il colonnello riferisce a Alarm Phone che la nave Sabratha della cosiddetta Guardia costiera libica ha recuperato 14 cadaveri. Non sa ancora quante persone siano state trovate vive.

22:05 – UNHCR Libia pubblica un aggiornamento su Twitter su due barche intercettate al largo della Libia (l’originale in inglese: https://t.co/A0GYHypYKb): “I corpi di 15 persone sono stati recuperati mentre 2 barche sono arrivate alla base navale di Tripoli questa sera. 177 sopravvissuti sono stati soccorsi, alcuni hanno bisogno di assistenza medica urgente da UNHCR e dal partner @RESCUEorg. I passeggeri erano partiti da Zuara e Alkhoms la sera prima (2 barche)”.