Intercettazioni e morte in mare: La risposta dell’Europa alle lotte dei migranti per la libertà


DI SEGUITO IL REPORT PUBBLICATO DA ALARM PHONE il 28 Agosto 2021

Tradotto dall’inglese nostro team di traduzione (Link al testo originale)

L’analisi di Alarm Phone del Mediterraneo centrale, dal 1 gennaio al 30 giugno 2021

CommemorAzione a Berlino. Fonte: : A. Janda

 

Introduzione

Nella prima metà del 2021, il periodo coperto da questa analisi, Alarm Phone ha assistito 193 imbarcazioni di migranti in difficoltà nel Mediterraneo centrale. Queste imbarcazioni trasportavano circa 13.750 persone. Mentre molti di loro hanno raggiunto la sicurezza in Europa anche grazie al coraggioso intervento dei soccorritori civili, migliaia sono stati intercettati in mare e rimpatriati con la forza in Libia o Tunisia. Nel complesso, come rilevato dall’UNHCR, 20.532 persone in movimento hanno raggiunto l’Italia via mare – un aumento sostanziale rispetto alle 6.949 persone dello stesso periodo del 2020. Solo 244 persone hanno raggiunto Malta via mare, in calo rispetto ai 1.699 arrivi via mare nello stesso periodo dell’anno precedente. Allo stesso tempo, oltre 15.000 persone sono state intercettate in mare e rimpatriate in Libia, un aumento drammatico visto che meno di 12.000 persone sono state rimpatriate in questo modo in tutto il 2020. Nello stesso periodo di tempo, circa 8.000 persone sono state rimpatriate in Tunisia.

Non è chiaro al momento, e rimarrà per sempre così, quante persone siano morte nel Mediterraneo centrale nei primi sei mesi di quest’anno. Mentre i conti ufficiali parlano di circa 760 morti, Alarm Phone ha registrato 24 naufragi, con centinaia di vittime. Molti di questi naufragi non sono stati confermati ufficialmente e quindi le morti sono rimaste fuori dalle statistiche formali.

In questa analisi redatta da Alarm Phone, forniamo prima una cronologia degli eventi mese per mese al fine di archiviare gli sviluppi e gli eventi che non sono accuratamente documentati altrove. Poi passiamo al ruolo delle navi mercantili nel condurre le operazioni di salvataggio ma anche i respingimenti illegali in Libia. Infine, offriamo testimonianze che abbiamo ricevuto da persone in Libia, che vivono gli effetti violenti delle politiche di frontiera dell’UE e delle loro pratiche di applicazione.

Cronologia da gennaio a giugno 2021

Gennaio

Nel gennaio 2021, Alarm Phone è stato chiamato da persone su 13 barche con a bordo un totale di più di 900 persone. Una di queste barche è stata salvata dalla Open Arms, tre dalla Ocean Viking. Una barca ha raggiunto Lampedusa. Abbiamo la conferma che cinque barche sono state intercettate e costrette a tornare in Libia. In un caso, 17 persone sono morte in un naufragio al largo della Libia. Non si hanno conferme sulla sorte di diverse barche.

Il 2 gennaio, l’anno è iniziato con il salvataggio di oltre 90 persone da parte della Open Arms. Sono sbarcate a Porto Empedocle. Come al solito, Malta si era rifiutata di rispondere alle chiamate di soccorso e di fornire un porto sicuro (PoS). All’inizio di gennaio, diverse barche che hanno chiamato Alarm Phone sono state intercettate dalla cosiddetta guardia costiera libica e una barca dalle autorità algerine.

Il 9 gennaio, abbiamo saputo di un naufragio al largo di Sfax, in Tunisia. 50 migranti sono stati salvati dalla marina tunisina, ma un bambino è stato trovato morto. Un altro naufragio vicino a Zuara il 19 gennaio è costato la vita ad almeno 43 migranti. La Ocean Viking è tornata nel Mediterraneo centrale il 17 gennaio e  il 21 gennaio ha salvato 120 persone, e altre tre imbarcazioni che avevano allertato Alarm Phone il 21/22 gennaio. Il 25 gennaio, la Ocean Viking ha potuto sbarcare 373 persone ad Augusta. Il 23 gennaio, Alarm Phone è stato allertato da una barca in difficoltà con circa 95  persone a bordo al largo di Garabulli (al principio si credeva fossero 145). Di fronte a più di 250 persone in pericolo in mare, la cosiddetta guardia costiera libica ha dichiarato di non avere la capacità di lanciare operazioni di salvataggio. Invece di lanciare un’operazione di salvataggio, le autorità europee hanno solo inviato un Navtex. Secondo i parenti, le 95 persone sono state poi in grado di tornare da sole su suolo libico. Il 24 gennaio, una barca si è rovesciata e 17 persone hanno perso la vita in mare, mentre 82 sopravvissuti sono stati respinti dalla cosiddetta guardia costiera libica. Lo stesso giorno la nave italiana Asso Trenta ha salvato 70 persone al largo della costa libica. Coordinata dal Centro di coordinamento del soccorso marittimo di Roma (IMRCC), la Asso Trenta, battente bandiera italiana, è stata autorizzata a navigare direttamente verso la costa italiana per sbarcare i naufraghi.

Febbraio

Febbraio è stato un mese molto intenso per Alarm Phone, con 47 barche nel Mediterraneo centrale che trasportavano quasi 3.000 persone. Tre di queste barche sono state salvate da Ocean Viking, una da Open Arms, una da Aita Mari e due da SeaWatch3. Cinque hanno raggiunto Lampedusa. Quattro barche sono naufragate con almeno 20 morti e molti dispersi. 13 di queste barche e molte altre sono state intercettate dalla cosiddetta guardia costiera libica. Non si hanno conferme sulla sorte di diverse barche.

Il 4/5 febbraio, più di 1.000 migranti sono partiti dalla Libia. Più di 800 di loro sono stati intercettati e riportati a riva, tra loro anche cinque cadaveri. Spesso, le risorse aeree di Frontex guidavano la cosiddetta guardia costiera libica verso le imbarcazioni che si muovevano ancora verso nord e cercavano di fuggire. Tra il 3 e il 5 febbraio, Alarm Phone è stato chiamato da 13 barche. Ocean Viking ha salvato tre di queste barche, raggiungendo un totale di 237 persone a bordo. Il 7 febbraio, hanno potuto sbarcare le persone soccorse ad Augusta. All’inizio di febbraio, ci sono stati anche molti arrivi indipendenti a Lampedusa, tra cui un peschereccio tunisino con 142 giovani a bordo. Un gruppo di 20 persone, scomparso dopo essere partito dall’Algeria il 4 febbraio, è stato poi ritrovato da una nave mercantile e portato in salvo in Sardegna. I parenti avevano chiamato e ci avevano avvisato di questa barca, dichiarando che le persone erano in mare da circa cinque giorni. Il 5 febbraio, Open Arms ha trovato una barca nella zona SAR maltese, che trasportava 45 persone che sono state salvate, trasferite su un mezzo della guardia costiera italiana e portate a Lampedusa.  Un’altra barca con 45 persone è stata avvistata dall’aereo civile SeaBird e successivamente trovata da Open Arms che ha subito molestie da parte degli ufficiali di una motovedetta libica e gli è stato detto di lasciare la zona SAR libica.  Il 13 febbraio, Open Arms ha salvato una barca con circa 100 persone che avevano chiamato Alarm Phone.

Fonte: Alarm Phone

Sempre il 13 febbraio, un naufragio ha avuto luogo al largo della Tunisia: una barca con 48 persone si è rovesciata. 25 persone sono sopravvissute, ma 22 sono scomparse e è stato trovato un corpo. Il 19 febbraio, dopo essere tornata nel Mediterraneo centrale, Aita Mari ha soccorso una barca con 102 persone a bordo che avevano contattato Alarm Phone. Il 20 febbraio, un altro naufragio ha avuto luogo al largo di Lampedusa, quando una barca che aveva allertato Alarm Phone si è rovesciata durante un’operazione di salvataggio. I sopravvissuti hanno confermato che 7 persone sono scomparse mentre 45 persone sono state soccorse. Sempre il 20 febbraio, i media maltesi hanno riferito che otto persone sono state catturate dalla polizia dopo aver raggiunto Malta in barca. Un giorno dopo, ci sono state notizie di 55 migranti che hanno raggiunto Malta su un gommone. Alarm Phone era stato allertato da diverse barche che si avvicinavano a Malta, ma aveva perso il contatto, e i ripetuti tentativi di contattare le forze armate maltesi erano stati ignorati. Rimane quindi poco chiaro il destino di alcune di queste barche. A febbraio, ci sono stati anche diversi casi in cui i migranti hanno resistito il respingimento in Libia o l’incarcerazione dopo il ritorno forzato in Libia. Il 20 febbraio, 153 migranti sono riusciti a fuggire dal porto di Tripoli dopo lo sbarco.  Il 21 febbraio, i migranti che erano stati soccorsi dalla nave mercantile Vos Triton dopo aver allertato Alarm Phone, hanno lanciato una protesta a bordo, resistendo con successo il loro respingimento illegale in Libia. Alla fine sono sbarcati in Italia, ma è anche emerso che 41 persone sono morte in mare, sia prima dell’arrivo della Vos Triton che durante la stessa operazione di salvataggio. 77 persone sono sopravvissute. Il 26 febbraio, Sea Watch 3 ha soccorso 45 persone che avevano chiamato Alarm Phone e successivamente altre tre barche in difficoltà.  Purtroppo, il mese si è concluso con una brutta notizia: 125 persone su un gommone che ci aveva allertato sono state trovate dalla cosiddetta guardia costiera libica dopo un lungo ritardo nel lancio di un’operazione. Almeno 15 migranti sono annegati, mentre altri 95 sono stati catturati e riportati alle condizioni disumane della Libia.

Marzo

Nel mese di marzo, Alarm Phone è stato allertato da 22 imbarcazioni in difficoltà nel Mediterraneo centrale, che trasportavano circa 1.350 persone. Due di esse sono state soccorse dalla Ocean Viking, tre da Open Arms. Otto di queste barche sono riuscite ad arrivare a Lampedusa. Sette barche sono state intercettate e costrette a tornare in Libia. Tre barche in partenza dalla Libia si sono capovolte, così come una barca in partenza dalla Tunisia. Non si hanno conferme sulla sorte di diverse barche.

Il 1 marzo abbiamo saputo di un’indagine penale contro MEDITERRANEA Saving Humans, altri gruppi di solidarietà in Italia e più tardi anche giornalisti e avvocati che sostengono i migranti. Il 2 marzo sono arrivate notizie migliori: Dopo essere stata bloccata arbitrariamente per mezzo anno, un tribunale di Palermo ha sospeso la detenzione della Sea-Watch 4. Il 4 marzo, la Sea-Watch 3 ha raggiunto il porto di Augusta con 363 persone soccorse in mare. L’8 marzo, circa 125 curdi e siriani sono arrivati a Leuca in Puglia su una barca a vela partita dalla Turchia. Il 9 marzo, un naufragio è avvenuto al largo delle isole tunisine di Kerkenna. 14 corpi sono stati recuperati e 140 migranti sono stati soccorsi dalla guardia costiera tunisina a Sfax. Nell’incidente, almeno 39 persone sono annegate. Il 18 marzo, a circa 36 miglia nautiche al largo della Libia, e su richiesta della cosiddetta guardia costiera libica, l’Ocean Viking ha soccorso 10 persone in difficoltà su una barca in vetroresina. Durante l’operazione di salvataggio, una persona a bordo della barca in vetroresina ha espresso la volontà di non essere portata sull’Ocean Viking e di tornare in Libia. La persona è stata evacuata dalla guardia costiera libica a bordo della loro motovedetta. La sua motivazione non era chiara, ma sembra che avesse legami con le autorità libiche. Sempre il 18 marzo, Alarm Phone è stato avvisato durante la notte di una barca con più di 100 persone vicino alla costa libica al largo di Zuara. Erano nel panico perché la loro barca aveva preso fuoco. La barca è stata trovata e i sopravvissuti sono tornati in Libia. Secondo le testimonianze dei sopravvissuti, fino a 60 persone sono morte in questo incidente.

Screenshot della rotta di Osprey alle 08.50 CET. Alarm Phone ha chiesto ulteriori informazioni su quella missione di ricerca a Frontex – nessuna risposta finora.
Fonte: Alarm Phone

Tra il 27 e il 29 marzo, oltre 1000 migranti hanno cercato di fuggire dalla Libia. Tuttavia, la maggior parte è stata illegalmente respinta. Anche dalla zona SAR maltese, una barca è stata riportata con la forza in Libia, coordinata da Malta. Il 27 marzo, la Open Arms ha soccorso 37 persone che avevano allertato Alarm Phone. Come al solito, Malta e l’Italia non hanno reagito alle nostre richieste di intervento. Il 29 marzo, Open Arms ha soccorso altre tre barche, e ha portato a bordo 219 persone. Il 30 marzo, Alarm Phone è stato allertato da circa 85 persone a bordo di un gommone in grave difficoltà a poche miglia nautiche dalla costa libica. Le persone ci hanno detto che una parte del gommone era sgonfia, e che due donne e tre bambini erano caduti in mare e annegati. La gente urlava al telefono “stiamo morendo!”. Dieci ore dopo aver avvertito la cosiddetta guardia costiera libica di questa barca, non c’era ancora nessun aiuto in vista. Il giorno dopo ci è stato detto che la barca era stata trovata nella notte. Ancora una volta, abbiamo dovuto assistere a una mancanza di intervento della cosiddetta guardia costiera libica nel salvare delle vite. Non sappiamo quante persone hanno perso la vita durante le molte ore di deliberata mancata assistenza.

Posizione del naufragio in corso. Fonte: Alarm Phone.

 

Aprile

In aprile, 29 barche in difficoltà, con più di 2.200 persone a bordo, hanno allertato Alarm Phone dal Mediterraneo centrale. Due di esse sono state salvate dall’Ocean Viking, una da Sea Watch 4. Quattro di queste barche sono arrivate a Lampedusa. Una barca è arrivata in Sicilia. Otto barche sono state intercettate dalla cosiddetta guardia costiera libica. Due barche sono tornate in Tunisia. Uno dei nostri casi è stato un drammatico naufragio al largo della costa libica. Un altro naufragio è avvenuto al largo della Tunisia. Non si hanno conferme sulla sorte di diverse barche.

Gli ultimi giorni di marzo e l’inizio di aprile sono stati incredibilmente intensi nel Mediterraneo centrale. Durante questi giorni, siamo stati informati di più di 30 barche in acqua con circa 1.850 persone a bordo. Di queste, 21 erano casi di Alarm Phone. Solo il 2 aprile, c’erano tre barche con 270 vite a rischio nella SAR maltese. Il 3 aprile, due di queste barche sono state salvate a Lampedusa dopo tre giorni di mancata assistenza. Secondo i media, è arrivata anche la terza barca. La cosiddetta guardia costiera maltese ha finalmente rilasciato una dichiarazione sulle barche nella loro zona SAR, sostenendo che le persone non erano mai state in pericolo. Il 9 aprile, una barca a vela proveniente dalla Turchia con 30 migranti a bordo è stata soccorsa a 62 miglia dalla costa siciliana. L’imbarcazione è stata infine raccolta da una nave della Guardia Costiera italiana quando ha rischiato di affondare a causa del maltempo. Una buona notizia è arrivata l’11 aprile: dopo sei mesi, Sea-Eye ha potuto liberare la nave Alan Kurdi dalla detenzione a Olbia. In Libia, sempre l’11 aprile, il trafficante di esseri umani e di armi Bija è stato rilasciato dal carcere per mancanza di prove. Il 16 aprile, un naufragio è avvenuto al largo di Sfax, in Tunisia, quando una barca si è rovesciata. 21 corpi sono stati recuperati, ma probabilmente sono morte più persone. L’ex ministro dell’Interno italiano Salvini ha dovuto subire un processo il 16 aprile per aver rifiutato di far attraccare la nave di salvataggio spagnola Open Arms in un porto italiano nel 2019, tenendo le persone a bordo in mare per giorni. Il 18 aprile la Open Arms è stata bloccata a Pozzallo (Sicilia) dopo una quarantena ingiustificata di 14 giorni e 17 ore di ispezione a bordo. Il 21 aprile, Alarm Phone è stata allertata da tre barche al largo della costa libica a rischio di capovolgimento a causa del maltempo. Ocean Viking ha cercato invano una di queste barche che era partita dalla costa occidentale della Libia. Più tardi abbiamo saputo che aveva raggiunto la Tunisia. Una delle altre due barche, che era partita da Khoms più a est, con circa 100 persone ciascuna, è stata riportata in Libia – una donna e un bambino sono morti. Per quanto riguarda la terza barca in grave difficoltà, la cosiddetta guardia costiera libica ha detto che non sarebbero usciti in mare a causa delle condizioni meteorologiche. La mattina presto del 22 aprile, tre navi mercantili e l’Ocean Viking stavano cercando l’imbarcazione scomparsa, di cui avevamo avvisato le autorità 27 ore prima, ma non sono riusciti a coordinare un’operazione di salvataggio. Alcune ore dopo, l’equipaggio dell’Ocean Viking ha dovuto assistere alle devastanti conseguenze del naufragio di un gommone in cui sono morte circa 130 persone. Alarm Phone ha pubblicato un rapporto dettagliato e ha fornito una cronologia dell’evento, mostrando come si è svolto questo massacro al largo della Libia. Molti media hanno parlato di questo naufragio mortale e persino il papa e l’ONU hanno denunciato la tragedia, che avrebbe potuto essere evitata.

Ultima posizione conosciuta delle circa 130 persone in una tempesta al largo della Libia. Fonte: Alarm Phone

Il 27 aprile, l’Ocean Viking ha soccorso più di 230 persone al largo della Libia che ci avevano allertato da due gommoni. Ma un giorno dopo, quando abbiamo informato le autorità e l’Ocean Viking di altre due barche in difficoltà in acque internazionali, la cosiddetta guardia costiera libica è apparsa, ha chiesto alla nave di soccorso civile di cambiare rotta e ha respinto le persone in fuga verso la Libia. Il 29 aprile, dopo meno di 24 ore di ritorno nella zona di ricerca e salvataggio, l’equipaggio della Sea Watch 4 ha salvato 44 persone da una barca in difficoltà, e il 30 aprile altre 77 persone, 93 persone e 94 persone. La Sea Watch 4 ha anche assistito a diverse intercettazioni da parte della cosiddetta guardia costiera libica e a pestaggi di persone su un gommone.

Maggio

Nel mese di maggio, Alarm Phone è stato allertato per 41 imbarcazioni in difficoltà, che trasportavano circa 3.000 persone. Almeno 14 di queste barche sono state intercettate dalla cosiddetta guardia costiera libica, due dai tunisini. Sei barche sono state salvate da ONG, otto hanno raggiunto Lampedusa, una è stata salvata a Malta. Non si hanno conferme sulla sorte di diverse barche.

Il 1 maggio, oltre 350 persone sono state intercettate dalla nave Fezzan della guardia costiera libica e riportate in Libia. Non è chiaro se le 125 persone che avevano chiamato Alarm Phone fossero tra loro, dopo che il nostro contatto con la barca in difficoltà si è interrotto. Fortunatamente, una barca che ha chiamato Alarm Phone con 97 persone è stata trovata da Sea-Watch 4 e salvata. Sea-Watch 4 ha condotto un altro salvataggio quel giorno, soccorrendo 51 persone in difficoltà. Un giorno dopo, il 2 maggio, una barca con 95 persone allertate da Alarm Phone è stata lasciata in difficoltà per ore, anche se le navi mercantili, compresa la Vos Aphodite erano sulla scena e avrebbero potuto intervenire. Alla fine, le 95 persone sono state riportate con la forza in Libia. Lo stesso giorno, una barca si è rovesciata al largo della costa di Zawya – 11 corpi sono stati portati a riva e 12 persone sono sopravvissute. Il 9 maggio, Alarm Phone è stato allertato di imbarcazioni con circa 80 persone, 55 persone e 96 persone in pericolo nella zona SAR maltese. Entro sera, altre tre barche si sarebbero trovate in difficoltà nella zona SAR di Malta. Ancora una volta, le autorità maltesi non rispondevano agli avvisi di distress. Anche se crediamo che molte di queste barche abbiano raggiunto Lampedusa, non possiamo fornire una conferma per ogni barca, anche in considerazione del numero di arrivi durante il fine settimana del 9-11 maggio, con oltre 2.000 persone che hanno raggiunto Lampedusa, mentre circa 700 migranti non sono riusciti nella traversata e sono stati respinti in Libia. In un episodio, cinque persone sono morte mentre i sopravvissuti sono stati salvati da pescatori. Un giorno dopo, il 10 maggio, altre persone sono morte mentre cercavano di fuggire dalla Libia. Alarm Phone è stato avvisato di una barca con circa 66 persone, 42 delle quali sono sopravvissute al successivo naufragio. Una persona è stata trovata morta e 23 persone sono scomparse. Un’altra barca, con circa 75 persone a bordo, è stata presumibilmente soccorsa e portata a Malta, dopo un altro ritardo nei soccorsi. Il 13 maggio, circa 100 persone in difficoltà hanno chiamato Alarm Phone e sono state poi riportate in Libia. Almeno 17 persone sono annegate al largo della costa tunisina dopo aver lasciato la costa libica. Il 14 maggio, circa 50 persone hanno chiamato Alarm Phone e sono state poi intercettate dalle autorità libiche, così come altre 150 persone circa. Il 16 e 17 maggio, Alarm Phone è stato allertato da un’imbarcazione con circa 100 persone che riferivano che la loro barca si stava sgonfiando. Tutti gli attori statali non sono intervenuti in loro soccorso, mentre i pescatori hanno soccorso 62 persone. Decine sono finite in mare e sono disperse, presumibilmente morte. Lo stesso giorno, una barca con circa 85 persone ha chiamato Alarm Phone, alla fine ha raggiunto il SAR italiano, ed è stata presumibilmente stata soccorsa a Lampedusa. Tra il 16 e il 17 maggio, Sea-Eye si è impegnata in sei salvataggi, salvando oltre 400 persone, mentre circa 650 persone sono state riportate in Libia solo il 17 maggio. Il 18 maggio, Alarm Phone era in contatto con una barca che trasportava circa 88 persone in difficoltà. Sono stati poi respinti in Libia, dal SAR di Malta. Una seconda barca con circa 25 persone, che sono state poi riportate in Libia, ha chiamato Alarm Phone. Alarm Phone era in contatto con una terza barca, con circa 95 persone a bordo. L’imbarcazione era alla deriva nella zona SAR di Malta e non sappiamo cosa sia successo alle persone dopo che il nostro contatto con loro si è interrotto. Lo stesso giorno, un naufragio si è verificato al largo di Sfax in Tunisia, con almeno 50 persone annegate. Il 22 maggio, diversi corpi sono stati trovati spiaggiati in Libia. Il 23 maggio, Alarm Phone è stato allertato di una barca con circa 95 persone a bordo. Dopo essere state monitorate per circa 20 ore da due navi mercantili battenti bandiera maltese, le persone sono state intercettate dalla guardia costiera tunisina. Nel periodo 16-22 maggio, circa 1.500 persone sono state rimpatriate con la forza in Libia. Tra il 23 e il 29 maggio, altre 495 persone sono state rimpatriate in Libia, mentre il 28 maggio, più di 260 persone in Tunisia. Il 31 maggio, 274 persone sono state catturate in mare e costrette a tornare in Libia. Il 31 maggio, un pescatore ha informato Alarm Phone di una barca che era partita da Zliten, con 87 persone a bordo. Secondo lui, 6 persone erano già cadute in mare e sono morte. Un pescatore è intervenuto in loro aiuto, ma in totale 16 persone sarebbero morte.

Giugno

Nel mese di giugno, Alarm Phone è stato allertato di 41 imbarcazioni in difficoltà, che trasportavano un totale di circa 3.300 persone. Di queste, almeno 16 sono state intercettate dalla cosiddetta guardia costiera libica, mentre 14 barche hanno raggiunto Lampedusa. Tre barche sono state salvate da ONG. Sappiamo di cinque naufragi nel mese di giugno, che hanno causato almeno 43 morti e 87 dispersi. Non si hanno conferme sulla sorte di diverse barche.

Il 1 giugno, un’imbarcazione con circa 70 persone a bordo al largo di Zuara ha allertato Alarm Phone prima di rientrare in Libia perché aveva finito il carburante. Secondo un parente, due persone sono morte durante il viaggio. Sempre il 1 giugno, la Mezzaluna Rossa tunisina ha dichiarato che almeno 23 migranti sono annegati al largo delle coste tunisine dopo essere partiti dalla costa libica su una barca. Il 10 giugno, una barca con 43 persone a bordo ha contattato Alarm Phone quando era alla deriva al largo della costa libica. Non è chiaro cosa sia successo, dopo che il nostro contatto con la barca si è interrotto. Lo stesso giorno, circa 450 persone sono state respinte con la forza in Libia, e un giorno dopo altre 200 persone. Tra il 10 e l’11 giugno, la Geo Barents, un assetto di una ONG, ha condotto tre operazioni di salvataggio, e ha salvato un totale di 144 persone.

Il 12 giugno, Alarm Phone era in contatto con circa 300 persone su quattro barche in difficoltà nella zona SAR maltese. Una di queste barche è stata salvata dalla Geo Barents, il cui equipaggio ha soccorso anche altre tre barche. Sea Bird ha avvistato anche diverse barche nella zona SAR di Malta, una delle quali è stata respinta dalla cosiddetta guardia costiera libica. Il 12 giugno, oltre 900 persone hanno raggiunto Lampedusa, e quindi speriamo che le barche di cui Alarm Phone è stato avvisato siano tra queste, e non tra le oltre 1.000 persone che sono state riportate in Libia il 13 giugno. Il 13 giugno, circa 100 persone hanno contattato Alarm Phone dalla zona SAR di Malta. Mentre l’esito non è chiaro, ci sono alcune indicazioni che le persone siano state portate a Malta. Il 14 giugno, Alarm Phone è stato allertato di cinque barche in pericolo nel Mediterraneo centrale, mentre Sea-Bird ha individuato dieci barche in totale. Circa 170 persone su una grande barca di legno hanno raggiunto Alarm Phone e sono state poi individuate da Seabird e soccorse dalla nave mercantile Vos Triton. Le persone sono state poi consegnate alle autorità libiche e riportate a forza in Libia. Un’altra barca in difficoltà con circa 90 persone a bordo nella zona SAR di Malta è stata poi salvata dalla guardia costiera italiana. Una barca con 29 persone è stata respinta in Libia. Una barca con circa 65 persone a bordo era alla deriva nella zona SAR di Malta. Non sappiamo dove siano finite alcune di queste barche. Centinaia di persone hanno raggiunto Lampedusa mentre altre centinaia sono state riportate in Libia tra il 14 e il 16 giugno. Il 16 giugno, una barca con oltre 80 persone nella zona SAR maltese ha allertato Alarm Phone e è stata poi soccorsa dal veliero in missione di monitoraggio Nadir. Il 20 giugno, si è temuto un naufragio al largo della Libia, anche se in seguito non sono emerse ulteriori informazioni su questo caso particolare.

Il 23 e 24 giugno, Moonbird ha osservato diverse barche che venivano respinte verso la Libia. Il 25 giugno, Alarm Phone è stato avvisato di una barca con 17 persone a bordo che ha poi raggiunto Lampedusa, dopo l’ennesimo rifiuto di soccorso da parte delle autorità maltesi. Il 26 giugno, siamo stati in contatto con più di 100 persone in difficoltà – sono state poi trovate in un’operazione congiunta delle autorità tunisine e libiche, alcune sono state portate in Tunisia, altre in Libia. Un’altra barca con circa 100 persone ha contattato Alarm Phone e le  persone a bordo sono poi state respinte in Tunisia – due persone sono morte. Il 27 giugno, Alarm Phone era in contatto con una barca che trasportava circa 100 persone nella zona SAR di Malta. Queste persone sono state avvistate da Moonbird e successivamente sono state soccorse e portate a Lampedusa. Circa 270 persone sono state riportate in Libia quel giorno. Il 29 giugno, siamo stati allertati da un’imbarcazione con circa 110 persone a bordo nella zona SAR di Malta che sono state poi soccorse e portate a Lampedusa.  Il 30 giugno si è verificato un naufragio al largo di Lampedusa, con un totale di 16 persone che hanno perso la vita. Un naufragio si è verificato anche al largo della Tunisia, con almeno nove persone morte. Lo stesso giorno, Seabird ha documentato un pericoloso tentativo di intercettazione da parte della cosiddetta guardia costiera libica, che stava inseguendo e sparando a una barca di migranti in fuga.

Le persone su questa barca avevano allertato Alarm Phone, e riferito che erano minacciati dalla cosiddetta guardia costiera libica all’interno della zona SAR maltese. Alla fine sono stati salvati dall’Ocean Viking il 1 luglio 2021. Durante l’operazione di salvataggio è stata trovata una sedia a rotelle a bordo.
Fonte: Flavio Gasperini / SOS Mediterranee.

Navi mercantili: Usate per assistere nei respingimenti illegali

Durante gli ultimi mesi e anni, le navi mercantili sono diventate attori significativi nelle operazioni di salvataggio in mare nel Mediterraneo centrale, sia perché le guardie costiere europee scelgono regolarmente di evitare i salvataggi che perché le navi delle ONG sono spesso bloccate dalle autorità per uscire in soccorso. Purtroppo, le navi mercantili sono state anche coinvolte in operazioni illegali di respingimento verso la Libia, attraverso le quali hanno riportato migliaia di persone nei luoghi da cui avevano cercato di fuggire. In questo modo, si sono integrate nella strategia europea di prevenzione degli arrivi di migranti via mare.

Le compagnie di navigazione, le loro associazioni, i sindacati dei marittimi e gli equipaggi delle navi mercantili devono essere richiamati al loro dovere di salvataggio e, almeno quelli che battono bandiera europea, devono evitare di rimandare le persone in Libia perché non è un porto sicuro (POS). Qui, la decisione della Corte europea dei diritti dell’uomo del febbraio 2012 nel caso di Hirsi Jamaa e altri contro l’Italia rimane rilevante per queste situazioni, in quanto vieta le espulsioni collettive. Più recentemente, il 16 febbraio 2021, cinque eritrei hanno intentato una causa contro le autorità italiane e la compagnia di navigazione Augusta Offshore per un respingimento in Libia che avevano subito nel 2018.

Nel 2021, Alarm Phone ha allertato le navi mercantili in diversi casi di pericolo in mare. Abbiamo osservato come le guardie costiere europee non hanno dato loro l’ordine di effettuare salvataggi, ma piuttosto di stare semplicemente in attesa e monitorare il caso fino all’arrivo di una motovedetta (spesso libica). A volte, i migranti sono stati consegnati direttamente dalle navi mercantili alle navi della cosiddetta guardia costiera libica.

Il 1 aprile, una barca con circa 80 persone ci ha avvisato dalla zona SAR maltese. Hanno detto che avevano finito il carburante. Abbiamo informato la nave portoghese SIDER RODI. Tuttavia, la nave mercantile non ha ricevuto l’ordine di soccorso. Le autorità maltesi hanno negato che li avessimo mai informati di questo caso di emergenza, anche se li avevamo informati durante la notte. Fortunatamente, la barca dei migranti ha potuto raggiungere Lampedusa autonomamente, dopo che la nave mercantile aveva dato loro del carburante.

Il 2 maggio, due navi mercantili hanno ricevuto l’ordine di aiutare in una operazione di respingimento illegale verso la Libia. Il giorno prima, un gruppo di 95 persone su una barca di legno alla deriva a poche miglia nautiche a sud della zona SAR maltese aveva chiamato Alarm Phone. Il loro motore non funzionava più e le condizioni meteo stavano peggiorando. Le autorità italiane, dopo che le autorità libiche avevano richiesto la loro assistenza, hanno ordinato a due navi mercantili, la Vos Aphrodite e la Olympiysky Prospect, di avvicinarsi all’imbarcazione in difficoltà e di rimanere in standby, in attesa dell’arrivo delle forze libiche. Quando le persone in difficoltà hanno capito che sarebbero state riportate in Libia, la situazione a bordo è degenerata. Diverse persone sono cadute o si sono buttate in acqua per evitare la cattura. Alle navi mercantili è stato chiesto di salvare le persone e di consegnarle alla cosiddetta guardia costiera libica, che le ha catturate e deportate con la forza in Libia.

L’11 maggio, una nave portoghese, la Amanda F, si trovava nelle vicinanze di una barca con 75 persone a bordo che aveva allertato Alarm Phone quando era in pericolo nella zona SAR maltese. Abbiamo informato RCC Malta e MRCC Lisbona. La Amanda F era pronta al salvataggio, ma l’RCC Malta ha ordinato di aspettare fino a quando una motovedetta sarebbe arrivata. Fortunatamente queste persone non sono state respinte, ma alla fine sono state portate a Malta.

Il 14 giugno, la compagnia di navigazione Vroon è stata complice di un respingimento illegale per procura: Dopo essere state salvate dal mercantile Vos Triton in acque internazionali, circa 170 persone sono state consegnate alla cosiddetta guardia costiera libica e riportate in Libia. La Vos Triton è di proprietà della società olandese Vroon, il cui ufficio italiano è responsabile della nave, e batte bandiera di Gibilterra. Le circa 170 persone a bordo della barca di legno sovraffollata hanno chiamato Alarm Phone quando erano in difficoltà in acque internazionali. Erano alla deriva con un motore rotto a 6 miglia nautiche dalla zona SAR maltese. Nonostante le ripetute e-mail e chiamate di Alarm Phone a tutte le autorità, dieci ore dopo il primo allarme, nessun mezzo di salvataggio statale era ancora intervenuto. Invece, la nave mercantile Vos Triton è stata inviata alla barca in difficoltà. L’aereo da ricognizione civile Seabird della Sea-Watch è arrivato sul posto più o meno alla stessa ora e ha potuto osservare diverse persone della barca sovraffollata che saltavano in acqua per raggiungere la Vos Triton a nuoto. Alla fine, dopo circa un’ora, il mercantile è riuscito a prendere a bordo tutte le persone della barca di legno e si è diretto verso sud. Nonostante diversi tentativi di raggiungere la Vos Triton via radio e nonostante le numerose e-mail e telefonate alla compagnia, il passaggio di consegne è avvenuto, come confermato e condannato anche dall’OIM e dall’UNHCR.

Il 25/26 giugno, Alarm Phone ha informato una nave mercantile portoghese e una olandese di una barca con circa 20 persone in difficoltà nel SAR maltese, non lontano da queste due navi. Abbiamo saputo da MRCC Lisbona che RCC Malta li aveva informati che si stavano occupando di questo caso e che la nave portoghese Manisa Greta era stata deviata per soccorrere un’altra barca. Entrambi questi suggerimenti erano falsi. La RCC Malta non ha lanciato o coordinato un’operazione SAR. Fortunatamente, le 17 persone su questa barca in difficoltà sono state portate a Lampedusa dalla guardia costiera italiana.

Testimonianze dalla Libia

Una testimonianza di una persona che ha attraversato il Mediterraneo

Durante il mio soggiorno in Libia, sono stato testimone di tutte le forme di atrocità commesse nei confronti dei migranti; non è un posto dove tenere nemmeno il tuo peggior nemico. La situazione in Libia è molto difficile per i migranti e i rifugiati senza via di ritorno e senza via di uscita. All’interno del paese i migranti/rifugiati sono passibili di imprigionamento, tortura, stupro o morte senza alcuna ragione. Soffrono durante gli spostamenti da una città all’altra o all’interno dell’area in cui si trovano. Sul lavoro, sono esposti ad essere maltrattati, sfruttati, minacciati, non pagati, minacciati con la forza o uccisi. In un paese di milizie, di grande diffusione di armi e di assenza dello stato di diritto, le persone soffrono quotidianamente, vivono nella paura permanente, nelle preoccupazioni e nell’ansia perché sono prese di mira dalle bande criminali e dalle milizie.

Sono presi di mira dai trafficanti che torturano, stuprano e uccidono, chiedono riscatti enormi che gli individui o le famiglie non possono permettersi. [I trafficanti] uccidono coloro che non possono pagare e li gettano via senza una degna sepoltura. O addirittura vendono quelli che hanno pagato ad un altro trafficante. Non sono trattati allo stesso modo [degli altri pazienti] negli ospedali quando sono malati, feriti o quando partoriscono un bambino, non ricevono il trattamento che ogni essere umano merita.

L’ufficio dell’UNHCR non sta facendo abbastanza per aiutarli e sostenerli. Le procedure sono lente e c’è solo un ufficio situato a Tripoli in un paese di 1,8 milioni km quadrati. Gli impiegati dell’OIM che vengono nei porti durante lo sbarco sono più interessati a scattare foto mentre fingono di aiutare o parlare con donne e minori invece di fornire un aiuto reale.

Quando i migranti e i rifugiati cercano di sfuggire alle sofferenze in piccole barche, si scontrano con gli aerei di sorveglianza europei e le navi della guardia costiera libica li spingono indietro con l’assistenza europea. Poi vengono imprigionati in condizioni e trattamenti inumani, stipati come fiammiferi in una scatola di fiammiferi senza accesso ai servizi igienici, picchiati, violentati, o addirittura uccisi, poi vengono ricattati per pagare molti soldi per la loro libertà dalle piccole detenzioni alla più grande prigione della Libia.

È un peccato che i soldi e la tecnologia acquistata dai contribuenti europei siano usati per finanziare milizie e criminali e per scoraggiare e aumentare la sofferenza dei migranti.

La testimonianza di L.

Sapevate che nella prigione di Abu Salim ci uccidono tutto il giorno e ci trattano male. Il mese scorso hanno sparato a 11 persone e 6 sono morte. È terribile come ci trattano qui, ci trattano come animali. Ci trattano male. Non so come dirvelo. Ti ho detto che ci danno un pane da mangiare, mezzo pane. Come può un uomo mangiare mezzo pane dalle 10 del mattino alle 3.

Quando hanno sparato alla gente, è iniziato perché non ci danno da mangiare. Alle 10 si mangia mezzo pane, poi si aspetta fino alle 3. Poi mangi 2 cucchiai di riso, poi aspetti fino alle 11 e poi mangi due cucchiai di maccheroni. Come si può sopravvivere con questo? Dopo che ti portano il cibo, mangi e ti addormenti. Mettono qualcosa nel cibo. Non puoi nemmeno alzarti dopo aver mangiato. E l’acqua che beviamo è come acqua con sale. La gente va a bere l’acqua dal bagno, dalla toilette.

Mi chiedevo se è così che il primo ministro italiano finanzia la Libia, è così che ci trattano. Questo è il modo in cui ci trattano con i soldi dell’Italia. Me lo chiedo continuamente. Ma non ricevo risposta da nessuno perché ero in prigione. Mi chiedevo. Come? È così che il popolo italiano lascia che trattino i migranti in questo modo. Non so cosa dire.

E sapete, sapete cosa ha causato la rissa? La mattina ci hanno portato il pane piccolo che ci danno. Ci sono più di 1000 persone quindi il cibo è piccolo. Devono dividere il cibo, quindi il cibo è piccolo perchè lo ricevano tutti. Anche nei momenti migliori, inizierai a piangere, come se non fossi umano. Ci sono più di 1000 persone nella stessa sala. Condividiamo un materasso. Due persone condividono un materasso.

Non puoi nemmeno trovare un posto per riposare. E devi fare la fila per il bagno e la toilette.

Lì non c’è né aria né aria condizionata. Controlla il sole in Libia. A volte il sole può arrivare a quasi 55 gradi. Eravamo al caldo, e a volte hanno aperto un tubo, il tubo per l’acqua usata per lavare le macchine. Come una pompa per l’acqua. Hanno usato quello per entrare nel cortile della prigione, l’hanno sparato sopra di noi. Perché il caldo è troppo. Ogni giorno la gente muore. La gente crolla di continuo. Ma cosa si può dire? Non c’è un medico, nessuno si prenderà cura di voi. Non c’è acqua pulita, non c’è acqua pulita. Non c’è un buon trattamento per voi. Siamo come animali. Ci sono capre che sono trattate anche meglio di me.

Non ci sono medici dentro. Non ci sono medici lì. Il giorno che sono entrato ho visto MSF, Médicins sans Frontères. Lì vedo solo MSF. Ma ho passato un mese lì e non ho più visto nessuno fino a quando sono andato via. Quando ci sono stati gli spari, eravamo in tanti dentro la stanza. Continuavano a portare nuove persone da fuori. Quindi come potevano nutrirci? Questo ci ha fatto iniziare una rissa. Abbiamo rotto il muro. C’è un grande cancello tra il cortile della prigione e il posto dove dormiamo. Un grande cancello, come un cancello di metallo. Così noi africani e migranti abbiamo spostato il cancello e abbiamo colpito il muro con il cancello.

Non c’è aria fresca, non c’è nemmeno l’aria condizionata, non c’è nemmeno un ventilatore. Siamo trattati come animali. Quindi se portano altre persone, non puoi nemmeno avere un posto per dormire o qualcosa da mangiare. Questo è ciò che ci ha fatto iniziare la rissa. Il modo in cui ci hanno trattato è ciò che ci ha fatto combattere con loro. Abbiamo iniziato una rissa con i libici e i neri. Ci sono anche alcune persone di colore che si prendono cura di noi in prigione. Gente della Nigeria, del Sudan e dell’Eritrea che sono guardie di Abu Salim. Sette persone dall’Eritrea, tre nigeriani e cinque sudanesi. Lavorano con i libici per rapire le persone. Prendono soldi da loro. Queste persone stanno bene con i libici, mangiano bene, bevono acqua pulita. Sono trattati bene. Ma noi… ci trattano male. Così è iniziata la rissa con queste persone. Gli eritrei, i nigeriani e i sudanesi, noi combattiamo con loro. Capite? Sono le persone che si prendono cura di noi. Comunicano con le guardie.

Quindi, questo ha causato la rissa. A causa di come ci trattano. Se parli con le guardie iniziano a picchiarti con il tubo dell’acqua. Ti picchiavano come un animale. Ti picchiano con quel tubo. Così abbiamo iniziato a combattere con loro. Loro scappano e noi rompiamo il posto. Usciamo anche noi, perché ci uccidano. Dopo che siamo usciti cominciano a spararci.

Uccidono quasi quattro persone. Se li uccidono li mettono dentro la loro macchina. Hanno sparato contro di noi. Sparano al muro. Quando sparano al muro, il proiettile entra nel posto in cui stiamo dormendo. La gente cercava di scappare. Quando la gente cercava di scappare, la picchiavano.

Il sangue di tutti viene da quella prigione. Ti colpiscono con il ferro. Ti feriscono le gambe con il metallo. Ti picchiano le gambe così che non puoi nemmeno stare in piedi. Ti picchiano come animali. Ecco come ci trattano dentro la prigione. Così non hai niente da dire, non hai nessuna opzione. Non hai un posto dove calmarti.

Hanno ucciso quattro persone che erano sulla mia barca. Quattro persone [morte] e una ferita. Gli hanno sparato alla gamba. Ora è con le stampelle. Due stampelle. Hanno ucciso quattro persone e una è rimasta ferita, tutte respinte indietro sulla mia stessa barca.

Il tizio a cui hanno sparato alla gamba, l’hanno rilasciato. Altre quattro persone sono state ferite. Dopo quello che è successo, ci hanno sparato, hanno ucciso alcune persone. Alcune persone che conosco. Dopo questo, vengono, ci prendono tutti, ci mettono uno dopo l’altro, in modo che possano vedere la tua faccia e possano indicarti, per vedere se eri tra quelli che combattevano.

Ti picchiano come animali. Finché il sangue non esce dal tuo corpo, o non puoi muoverti o non puoi nemmeno respirare. Allora smetteranno di picchiarti. Ti porteranno nella prigione di sicurezza. Perché tu rimanga solo per una settimana. Nella prigione di sicurezza ti porteranno da mangiare una volta al giorno. Una volta al giorno. Ti portano acqua una volta al giorno, cibo una volta al giorno.

Hanno una stanza segreta nel cortile della prigione. Nel cortile della prigione di Abu Salim. C’è una prigione segreta e mi hanno portato lì per una settimana. Perché stavo facendo un video e delle foto. Così, quando mi hanno visto, mi hanno chiesto chi mi avesse mandato a farlo. Ho messo un lucchetto al telefono. Ho detto che il telefono non è mio. Mi hanno picchiato, mi hanno messo nella prigione segreta per una settimana, con sette persone. Non c’è posto per dormire. Non si può nemmeno camminare per cinque metri. Ma ci sono sette persone in quella stanza. Come ti sentirai? Ditemelo.

Mi chiedevo: così, con i soldi mandati in Libia, è così che ci trattano i libici. Come ci trattano gli italiani che mandano soldi a loro. Mandano soldi a loro e ci trattano male. Quindi l’Italia è tra quelli che stanno cercando di ucciderci lentamente. O non ci uccidono, ci maltrattano lentamente. Come mai?

Ecco come i libici trattano i migranti nella prigione, nella prigione di Abu Salim. Trattano i maiali anche meglio di noi. Ci trattano come maiali. Siamo i peggiori nemici. Ma non abbiamo mai fatto niente, non abbiamo mai ucciso. Siamo solo andati in mare e ci hanno catturato. Non siamo assassini.

Siamo partiti da Abu Kammash. Su un gommone. Hanno spinto due barche.  La nostra barca era rossa. E c’era una seconda barca, era gialla. Eravamo 50 persone, con donne e bambini. Avevamo un bambino di 7 mesi. E una ragazza di 13 anni e suo fratello. Eravamo in viaggio e abbiamo quasi trovato il pozzo petrolifero libico. Siamo passati davanti a quel posto. Poi abbiamo visto un aereo, senza nessuno dentro. Un drone, nero e grigio. Il drone ci ha visto, è passato attraverso di noi ed è tornato indietro. Poi è tornato di nuovo indietro. E quando è tornato era con i libici. Poi il drone è tornato con la guardia costiera libica. Il drone ha visto la nostra posizione e ha guidato la guardia costiera libica alla nostra posizione. Sono venuti e ci hanno preso. Dopo averci catturato. Poi hanno preso la barca gialla. Era il 31 maggio.

Poi ci hanno riportato a Madina. Dopo che ci hanno preso. Ma abbiamo visto la Geo Barents. La Geo Barents era vicino a noi. Quasi un’ora. Era blu e bianca. Dopo che ci hanno preso, dopo un’ora abbiamo visto la Geo Barents con la barca veloce – stavano salvando alcune persone da una barca di legno. Avevano un motoscafo nero. Hanno cercato di comunicare con la guardia costiera libica, ma la guardia costiera libica non ha dato loro la possibilità di farlo. Così abbiamo superato la Geo Barents. Ci hanno portato a Madina. Ci hanno portato lì per portarci al centro di detenzione.

Quel giorno hanno preso solo le nostre due barche, la rossa e la gialla. Dopo averci catturato in mare, hanno ritirato i nostri telefoni. Sì, era il Fezzan, esattamente. Hanno cominciato a derubarci. Hanno preso tutto, il mio telefono, il telefono. Anche per le donne, sapete… le donne hanno un tesoro. Gli uomini mettono le mani dove non dovrebbero, nelle parti femminili. Come può un uomo mettere le mani nei posti segreti delle donne. Perché stanno cercando soldi, i libici. Questo è quello che stanno facendo in nostra presenza. Usano le mani per entrare nei posti segreti delle donne, per controllare se le donne nascondono soldi o altro. Mettono le mani lì, nei loro posti segreti, per controllare. Lo fanno in nostra presenza. Non in un luogo privato. In nostra presenza. Se proprio devi farlo, fallo in privato, ma in nostra presenza… Molti uomini erano lì, nella prigione, ti fanno spogliare e mettono le mani dentro. Controllano ovunque, anche se non hai soldi. Non si preoccupano di nulla. Ecco come ci trattano i libici.

La barca gialla era ancora in movimento. Per noi, quando ci hanno visto, ci siamo fermati. Se continui ti sparano. Quando sono arrivati dalla nostra parte, ci siamo arresi, non potevamo più continuare. Ci siamo arresi e ci hanno costretto ad entrare nella loro barca. E siamo entrati. Dopo, ci costringevano. Hanno sparato un colpo. Hanno sparato un colpo come avvertimento prima di entrare nella loro barca. Poi hanno inseguito la barca gialla. La barca gialla stava ancora continuando e i libici non sapevano come fermare la barca gialla e hanno sparato. Sparano alla barca gialla.

Usano anche le pistole in mare. Se non fermi il motore, iniziano a sparare. Ti sparano. Se dicono ‘dovresti fermarti’ ti sparano. Ti dicono ‘fermati, fermati, fermati’, se non vuoi fermarti iniziano a spararti. Sparano alla barca gialla in nostra presenza. In mia presenza. Questo non è qualcosa che qualcuno ha detto, tutto quello che vi sto dicendo è quello che è successo in mia presenza.

Una testimonianza di S. H., ricevuta durante un turno di Alarm Phone il 20 agosto

Sono S. H. dalla Siria. Lavoravo come consulente psicologico nelle scuole siriane.

Fuga dalla guerra all’inferno

La storia inizia quando abbiamo pensato di lasciare la Siria verso la Libia e da lì verso l’Europa. La storia è iniziata con un rapimento da parte di una banda che praticava la rapina ed è diventata una mafia infiltrata nel corpo siriano. Una storia di un rapimento che ho avuto io e mio figlio piccolo. Ho pagato per questo tutto quello che avevo e di più per fuggire dalle loro mani. Sono fuggito in Libia e da lì ci siamo imbarcati per l’Italia. Dove la speranza inizia a crescere mentre avanziamo nella barca nelle profondità del mare. E la nostra gioia è aumentata quando siamo entrati nelle acque territoriali italiane 18 ore dopo aver lasciato la Libia, e abbiamo visto l’aereo italiano bianco, credo, e la nostra gioia è aumentata mentre si librava intorno a noi, e ci rimanevano due ore per raggiungere le coste di Lampedusa. Meno di mezz’ora dopo abbiamo seguito una barca che pensavamo fosse dell’Italia. È venuta in nostro soccorso e il conducente non si è fermato, quindi i proiettili passavano sopra le nostre teste mentre eravamo in acque territoriali italiane, da questo abbiamo confermato che era la guardia costiera libica. L’autista ha aumentato la velocità del motore tra il grande panico dei bambini e delle donne che sono saliti sulla barca tra l’odore della benzina. Meglio essere soffocati e arrivare in Italia che rimanere vivi e tornare in Libia. Mentre una piccola barca veloce si avvicinava a noi e quasi ci faceva cadere in acqua se non fosse stato per la cura di Dio e la resa del conducente della barca che ha cominciato a chiederci di non dire che lui è il conducente. In mezzo a questa delusione, che si mescolava al turpiloquio della guardia costiera libica e al suo duro colpo sulla testa del primo che raggiungeva la sua mano, ci siamo tutti arresi dopo aver visto il sangue sulla terra della barca. E ci hanno riportato in Libia tra sentimenti di paura del destino che ci aspetta sulle coste della Libia

Ho pensato molto al fatto di buttarmi in mare, di essere solo senza famiglia e di aspettare di avvicinarmi alla riva. E preghiamo Dio che il viaggio di ritorno in Libia sia lungo. E il nostro shock è stato grande quando l’autista del cruiser libico ci ha detto che l’aereo italiano ha fotografato la barca e ha dato loro la nostra posizione mentre eravamo dentro le acque territoriali italiane. E lo shock è stato grande quando siamo scesi dalla barca nel porto di Al-Zawiya, dove il numero era molto grande, grandi aree di immigrati illegali tra maledizioni e insulti, ma il più insultante e dannoso è stato contro gli africani, che hanno avuto la parte del leone di pestaggi e maledizioni con bastoni e attrezzi da costruzione in Libia..

Per quanto riguarda le famiglie siriane, la situazione era meno grave, perché le guardie le guardavano dicendo: “Ajat Al-Rizqa”, e le mettevano all’ombra. Per quanto riguarda tutti i giovani, eravamo sotto il sole cocente. In mezzo a molti casi di svenimenti e nausee, vere o finte. E ricorrendo alla preghiera individuale e collettiva come tentativi di supplicare gli dei o di simpatizzare con la guardia costiera. Cominciano i tentativi di contrattazione per pagare il riscatto, mentre il soldato o l’ufficiale passa e ci dice: “Salva la tua anima”. Pagare il riscatto in libico. E sparare in aria per terrorizzarci tutti. I casi di fuga iniziano con tutti i mezzi ai pagatori di riscatto di tutte le nazionalità, siriani, egiziani, bengalesi e africani. Per quanto riguarda me e alcuni di quelli con me, non abbiamo potere. La presenza delle nazioni o dei loro rappresentanti era 4 giovani uomini che indossavano il vestito dell’Agenzia di soccorso per i rifugiati e il logo IMO su giacche rosse. Hanno distribuito biscotti e succhi di frutta E fatto le foto ricordo con noi mentre mangiavamo quello che ci hanno dato. Una persona si è avvicinata e mi ha detto: Salvati, Sheibani. È una parola che si dice al vecchio dai capelli bianchi. Gli ho chiesto il riscatto e ha detto 100 dollari a persona. Mi sono consultato con alcuni giovani e abbiamo raccolto 395 dollari, che era tutto quello che avevamo e glieli abbiamo consegnati. Lui disse: “Aspettatemi per un quarto d’ora”. Nel frattempo, l’ansia ha cominciato a farci dubitare che ci avrebbe tradito. E questo accadde davvero. E di fatto, fu lì che ci radunarono e ci portarono tutti in vagoni cargo alla prigione di Zawia, e lì la nostra paura di essere fucilati è aumentata lungo la strada.

Siamo entrati nel cortile della prigione e nell’ingresso c’erano dei disegni che indicavano la costruzione di un asilo nido, così abbiamo sperato nel bene, ma la speranza si è dissipata rapidamente dopo le loro grida contro di noi, e siamo entrati in un dormitorio buio dopo che abbiamo cercato tra tutti gli insulti, con colpi con tubi e legno, e per mia fortuna, non mi ha incluso perché sono un vecchio (Sheibani). Siamo entrati nel dormitorio rallegrandoci perché la paura e gli insulti sono finiti e preoccupati per quello che ci aspettava nei prossimi giorni, e alcuni preoccupati per le loro famiglie, che non avremmo più  visto o che non sapevamo dove fossero andati. Il dormitorio era di circa 32 metri quadrati con un bagno all’interno ed eravamo circa 39 persone Sentivamo gridare fuori e bussare alle porte. Abbiamo iniziato a guardarci in faccia, siriani, bengalesi, africani, tunisini ed egiziani.

Alcuni di noi hanno cominciato ad accendere sigarette e a scambiarsele e a fare domande e risposte a persone esperte della migrazione e detenzione, e così sono passate quattro ore finché non erano le 12 di notte, quando ci hanno aperto le porte e ci hanno servito la cena con ciotole di cui non conoscevamo il colore e contenenti riso bollito che conoscevamo dal sapore caratteristico e cominciammo a scherzare sulla qualità del riso cucinato. E abbiamo passato la notte, non sapevamo accanto a chi dormivamo se non dalle voci. E al mattino hanno aperto le porte facendo suoni terrificanti (uscite, uscite) e spari all’esterno, e hanno riunito nella sala esterna due giovani che non avevamo visto ieri con la frase che ci accompagnava dal porto e da tutti i luoghi (Qa’maz Lotta) seduti per terra in lingua libica.

E ci hanno chiesto di tirare fuori quello che avevamo di soldi e telefoni. Altrimenti, guai a noi, ci hanno offerto di metterlo in un barile pieno di telefoni, il che indica che hanno perquisito i dormitori prima di noi, che contenevano più di 15 borse, caricabatterie e denaro. Poi hanno cominciato a selezionare le persone da perquisire in modi umilianti, anche dentro la biancheria intima. L’ispezione ha rivelato i trucchi di nascondere le cose di valore, e qui ringrazio Dio che ho lasciato il cellulare e il passaporto con una donna libica sposata con un siriano. Come vorrei avere una telecamera per filmare quello che è successo a noi. La cosa importante è che sono stato fortunato, che non mi hanno perquisito come il resto, perché io sono (Sheibani), tra gli sguardi invidiosi di alcuni per questa caratteristica. Sollecitato dai giovani ho chiesto loro delle famiglie, e ci hanno assicurato che erano in un dormitorio nelle vicinanze, che è l’edificio di un ex asilo nido. Hanno promesso che i parenti sarebbe venuti a vederli nel pomeriggio.

Siamo tornati al dormitorio tra lo strazio e il dolore per la loro rapina, accompagnati dall’implorazione di Dio, chiedendo sollievo e pregando per coloro che avevano rubato le loro cose. E a mezzogiorno, hanno invitato quelli che avevano famiglie all’estero a controllare, ed ecco il sollievo e le persone destinate ad uscire. Anche qui sono stato fortunato, perché mi hanno portato fuori con le famiglie per la stessa funzione (Sheibani), e l’incontro delle famiglie è stato molto impressionante, soprattutto per alcuni bambini che sono stati esposti a questa strana situazione, dove hanno passato la loro ultima notte tra la paura della gente che li vedeva per la prima volta. Intendo qui dormire con donne di culture diverse, e intendo qui donne africane, dove ognuna di noi ha la sua cultura, i suoi costumi e la sua lingua che non hanno conosciuto prima. Che non avevano mai visto prima li ha impedito di dormire tutta la notte. I sentimenti dei bambini non sono razzisti, ma una reazione normale per loro.

Ho visto anche casi di famiglie composte da un uomo che è sposato con due di loro e ha 13 figli. Un giovane siriano che lavora come cuoco in prigione è un mashi egiziano. E anche (gli elementi) la notte precedente hanno derubato le donne erranti, a cominciare dalle donne africane, per intimidire le altre e dare loro quello che avevano per non essere sottoposte a perquisizioni, e la maggior parte di loro sono di famiglie conservatrici. E abbiamo dimenticato in fretta quello che è successo ieri, perché ogni momento portava con sé qualcosa di nuovo, visto che i contrabbandieri hanno cominciato ad entrare nella prigione per far uscire i loro clienti e hanno cominciato a passare davanti alle famiglie e a presentarsi e a fare offerte per farli uscire e a mostrare la loro capacità di non lasciare i loro clienti detenuti, naturalmente, e tutto questo per una somma di denaro. Come riscatto, l’hanno effettivamente dimostrato e hanno fatto uscire molti di loro. Come per le famiglie

Gli hanno promesso di uscire gratis con le loro famiglie, ma quando gli chiedi quando le famiglie partiranno, la risposta arriva oggi o domani. E i mediatori passano da tutti, offrendo di fornire servizi portando via i loro parenti. Qui, ho osato chiedere a uno degli ufficiali la possibilità di farci uscire per un riscatto di 4000 dinari a persona. E qui è iniziato il viaggio di ricerca e di pagamento dei soldi, e qui è iniziata la procrastinazione del contrabbandiere e degli agenti di contrabbando e la procrastinazione nel pagare i soldi. Passarono quattro giorni in prigione, noi e le famiglie eravamo in una brutta situazione, e arrivò il sollievo. Ci informarono della decisione di liberare le famiglie senza pagare il riscatto. Qui, la fortuna ha voluto che anch’io uscissi con loro, perché io (Sheibani) sono tornato dove eravamo con il contrabbandiere e ho iniziato a lavorare per far uscire il resto dei giovani dalla prigione, e per quella volta non siamo riusciti a farli uscire. Prigione per le milizie, e ho molte testimonianze di quello che è successo a noi, alle famiglie, e i nomi dei broker, in prigione e fuori.

 

Clicca qui per leggere la traduzione di “«Tangeri è aperta»? – Calcoli politici lungo le rotte verso la Spagna“, il report di Alarm Phone sulla rotta atlantica.