Il caso Alan Kurdi: comunicato congiunto di Sea-Watch, Open Arms, Mediterranea, Sea Eye, Alarmphone, Seebrük


Abbiamo appreso che la nave di soccorso di Sea-Eye ‘Alan Kurdi’ è stata finalmente autorizzata a sbarcare le persone salvate lo scorso 3 aprile, quel giorno in pericolo su un gommone in avaria nel Mediterraneo centrale.


A questi 64 naufraghi (di cui due già evacuati a causa di emergenze mediche) è stato permesso di raggiungere La Valletta/Malta dopo aver sofferto per oltre dieci giorni in alto mare.
Siamo sollevati dal fatto che queste persone abbiano finalmente raggiunto la terraferma in un porto sicuro nell’UE, ma non consideriamo questo caso una vittoria.

Al contrario, ancora una volta si è trattato di un episodio vergognoso in cui gli Stati membri dell’UE hanno prolungato inutilmente un’emergenza in mare: gli stessi paesi e le stesse istituzioni che ora dichiarano che questa soluzione sia un successo. Di nuovo, il diritto del mare, il diritto internazionale e i diritti umani sono stati brutalmente violati, poiché le persone non sono state fatte immediatamente sbarcare nel porto sicuro più vicino. Ancora una volta, siamo stati testimoni di negoziati intergovernativi portati avanti mentre le persone soccorse erano costrette a rimanere in condizioni non sicure in alto mare per oltre dieci giorni.

Si tratta di pratiche illegittime e insostenibili che violano il diritto internazionale, i principi fondamentali dei diritti umani e non rispettano la dignità delle persone salvate.
Per noi, la società civile impegnata nel Mediterraneo centrale, la dignità e i diritti delle persone sono sempre una priorità assoluta e guidano tutte le nostre pratiche.
Non è facile portare avanti la nostra missione in questo momento, perché siamo diventati gli obiettivi dei governi e delle istituzioni dell’UE, da colpire come nemici politici, solo perché difendiamo il diritto alla vita e perché ci adoperiamo per ripristinare lo Stato di diritto nel Mediterraneo centrale.

La nostra flotta civile, nonostante questo, non può che continuare a intervenire laddove gli Stati membri europei hanno fallito e hanno disatteso i loro obblighi legali.
È in questo mare che è in gioco il futuro della nostra società, oggi più che mai.

 

Gli equipaggi di Sea-Watch, Open Arms, Mediterranea Saving Humans, Sea-Eye, Alarm Phone, Seebrücke.
13 aprile 2019