Fuga di massa, rimpatri forzati e solidarietà della flotta civile al largo delle coste della Libia, 9-12 gennaio 2020


Foto di Maurice Stierl
13 Gennaio 2020

Comunicato Stampa di Alarm Phone

In soli 4 giorni, tra il 9-12 gennaio 2020, Alarm Phone è stato allertato di 22 imbarcazioni, con a bordo 1.150 persone in fuga dalla Libia, che si trovavano in una situazione di grave pericolo. Circa 400 delle persone che ci hanno contattato sono state portare in salvo in Europa e in tutto, delle circa 1,500 persone che hanno tentato di fuggire dalla Libia in questi 4 giorni, 503 ci sono riusciti. 237 persone a bordo di 5 imbarcazioni diverse che si trovavano in grave pericolo sono state salvate grazie agli sforzi delle ONG e alla cooperazione della flotta della società civile: Sea Watch 3, Moonbird, Open Arms e Alarm Phone. Al momento 119 persone si trovano a bordo della Sea Watch 3 e 118 sulla Open Arms. 266 sono state messe in salvo dalle forze armate maltesi, allertate da Alarm Phone. Siamo a conoscenza dello sbarco in Italia di 97 persone arrivate autonomamente. Allo stesso tempo, circa 700 delle persone che hanno contattato Alarm Phone sono state intercettate dalla cosiddetta guardia costiera libica e riportate a forza in Libia. È stato notificato un naufragio in cui, stando a quanto riportato dalle autorità libiche, si sono salvate le 65 persone a bordo, ma non c’è stato modo di verificare questa informazione.

Nel corso di questi 4 giorni, abbiamo informato le autorità competenti di diversi incidenti in cui varie imbarcazioni al largo della costa libica si trovavano in grave pericolo e le autorità non hanno agito in maniera celere o adeguata alla situazione. Per esempio, lo scorso venerdì 10 gennaio, siamo stati notificati della presenza nella zona SAR maltese di due imbarcazioni in stato di pericolo con a bordo 50 persone una e 54 l’altra. Abbiamo informato la nave Sea Watch 3 e le autorità maltesi. Secondo testimonianze ricevute dalle persone a bordo delle imbarcazioni in pericolo e dall’equipaggio della Sea Watch 3, navi delle forze armate maltesi erano presenti sulla scena, e stavano monitorando almeno una delle due imbarcazioni in difficoltà senza però iniziarne il salvataggio, mettendo a repentaglio la vita di tutte le persone a bordo. Le forza armare maltesi hanno iniziato un’operazione di salvataggio solo grazie alla pressione fatta dall’equipaggio della Sea Watch 3 (https://twitter.com/seawatch_intl/status/1215982102535200771?s=20).)

Nel caso di molti altri allarmi ricevuti, non siamo a conoscenza di cosa sia successo alle imbarcazioni che si trovavano in pericolo e alle persone che si trovavano a bordo. Temiamo che molte siano state intercettate dagli alleati dell’Europa, la sedicente guardia costiera libica. Temiano che invece di essere state portate al sicuro, queste persone siano invece state riportate alla dura e violenta realtà dei campi di tortura libici da cui stavano cercando di fuggire. Temiamo anche che molte vite siano state perse in mare. In entrambi i casi, la loro sparizione sarà nascosta dagli occhi dell’opinione pubblica e cadrà nel silenzio. 

Alarm Phone è stato informato di un’altra operazione di respingimento per mano di privati. Una imbarcazione mercantile ha illegalmente riportato 64 persone in Libia dopo averle salvate al largo della piattaforma petrolifera di Bouri. Al loro arrivo a Tripoli, alcune delle 64 persone si sono rifiutate di scendere dalla nave, e,  secondo i racconti dei testimoni terrorizzati che hanno contattato Alarm Phone, le autorità libiche hanno sparato a una d queste persone, il cui cadavere è stato poi gettato in mare. (https://twitter.com/alarm_phone/status/1216042802699739136?s=20).

Nelle prossime settimane, con l’aggravarsi del conflitto in Libia, si vedrà un aumento nel numero di persone che tenteranno la fuga per ottenere asilo in Europa. Ognuno di loro si troverà a dover scegliere tra la violenza atroce della guerra e dei campi di tortura e la violenza invisibile del mare e delle misure deterrenti impiegate dall’Europa. Quante vite dovranno essere perse prima che l’Europa si decida a creare un passaggio sicuro per le persone in cerca di libertà e sicurezza?

Molta della violenza al largo della costa libica degli ultimi giorni sarebbe rimasta invisibile e dimenticata senza la presenza della flotta civile. Oltre a garantire la sicurezza delle centinaia di persone salvate, le ONG di soccorso, Moonbird e Alarm Phone svolgono un ruolo cruciale nella contro-sorveglianza del Mediterraneo, nel monitoraggio degli sforzi di deterrenza anti-migranti delle autorità e delle violazioni di massa dei diritti umani in atto alle frontiere marittime.