L’appello del Forum Lampedusa Solidale – L’adesione di Mediterranea


L’appello del Forum Lampedusa Solidale

Gli arrivi dalle coste del Nord Africa, che si susseguono costantemente da mesi pur nella totale assenza delle navi delle ONG nel Mediterraneo, testimoniano in modo inoppugnabile che queste ultime non sono mai state un reale incentivo alle partenze; piuttosto esse hanno rappresentato l’unica salvezza per migliaia di persone.
Alla vigilia del ritorno di Sea-Watch in mare, il Forum Lampedusa Solidale chiede che si ponga fine una volta per tutte all’indecente campagna diffamatoria portata avanti da istituzioni e media nei confronti delle ONG.
Piuttosto si prenda atto che le organizzazioni umanitarie come Sea-Watch, Proactiva Open Arms, Mediterranea Saving Humans, SOS MEDITERRANEE, Salvamento Marítimo Humanitario, sea-eye e tutte le altre, hanno sempre osservato le leggi nazionali e internazionali, operando nel rispetto del principio di solidarietà, salvando vite umane e tutelando al contempo la dignità dell’Europa tutta.
Siano adesso le istituzioni italiane ed europee a dimostrare con i fatti che ogni vita ha valore:
📍 revocando immediatamente i vergognosi accordi con la Libia;
📍 ripristinando i salvataggi in mare ben oltre i confini delle acque nazionali italiane;
📍 individuando adeguati porti sicuri di approdo, sollevando così la piccola e fragile isola di Lampedusa dal ruolo di hotspot d’Europa;
📍 attuando politiche che garantiscano ingressi legali e sicuri.

L’adesione di Mediterranea

Non pensiamo che i recenti episodi che hanno segnato l’isola di Lampedusa, lo sfregio alla porta d’Europa e il rogo delle barche con cui donne, bambini e uomini avevano raggiunto l’isola dopo avere rischiato la vita nel Mediterraneo, siano rappresentativi della comunità lampedusana.

Non lo pensiamo perché si tratta di gesti che attaccano i simboli del dolore, della sofferenza e del coraggio non solo dei profughi che Lampedusa ha accolto, ma anche di Lampedusa stessa. Gli esponenti politici che strumentalizzano, giustificandoli, questi atti sono i soliti sempre in attesa di pretesti per rafforzare le loro tesi superficiali e propagandistiche.

Chi li ha compiuti ha fatto loro l’ennesimo favore, svilendo innanzitutto la storia di una popolazione isolana che è vero, ha dovuto sopportare troppo, ma non certo per colpa di chi l’ha raggiunta cercando salvezza. Lampedusa, a noi sembra, ha dovuto sopportare di essere utilizzata da tutti i governi degli ultimi anni come frontiera spettacolarizzata, perché non c’è nulla di naturale nel fatto che chi fugge dalla Libia sia costretto ad approdare sulle sue coste: si tratta della precisa scelta politica di chiusura di ogni canale di ingresso legale che ha costretto ogni persona migrante ad attraversare il Mediterraneo.

Lampedusa, a noi sembra, ha dovuto sopportare inoltre di non ricevere, neppure in cambio di questa cinica strumentalizzazione, quei servizi minimi che ogni luogo abitato da esseri umani dovrebbe avere, a partire da un ospedale in cui le donne dell’isola possano partorire i propri bambini e tutti gli abitanti essere curati nel pieno rispetto dei loro diritti e della loro dignità.

Lampedusa è stata per quattro volte il nostro approdo dopo un soccorso: era il porto sicuro più vicino e ci siamo diretti lì rispettando quello che il diritto ci imponeva. Abbiamo dovuto andare in mare e soccorrere sostituendoci ai governi e sopperendo alla mancanza di politiche migratorie razionali, e ringraziamo ancora una volta l’isola per averci accolti e ospitati, esprimendo solidarietà a chi, la maggior parte della sua popolazione, non ha perso nonostante tutto la propria umanità e la capacità di tendere una mano.

Mediterranea si impegna a restituire a Lampedusa almeno parte di ciò che ha ricevuto. L’emergenza connessa al COVID-19 ha infatti interrotto la costruzione di un progetto di collaborazione tra il Comune di Lampedusa e Linosa e il nostro staff sanitario, con l’obiettivo della prevenzione tramite interventi nella scuola e con la pratica di proattiva della medicina di genere, offrendo un contributo al centro diurno tramite l’affiancamento  degli attuali operatori con alcuni nostri psichiatri e psicologi, e portando un aiuto concreto sull’isola di Linosa con un infermiere ed uno specialista almeno una settimana al mese.

Crediamo in questo progetto perché siamo convinti che con il mutualismo e il soccorso reciproco, in terra e in mare, si rende migliore la vita di ognuno, e mai fomentando odio e divisioni che fanno comodo solo ai poteri che a tutto mirano tranne che al bene delle persone.