Al fianco del nostro rescue coordinator, Iasonas Apostolopoulos, minacciato dal governo greco: “La solidarietà prevarrà!”


Ancora una volta, il nostro rescue coordinator, Iasonas Apostolopoulos, viene preso di mira e minacciato dal governo greco, dai gruppi razzisti e dai media a loro affiliati.

Iasonas è impegnato nelle attività SAR dal 2015 e ha salvato migliaia di vite nel Mar Egeo e nel Mediterraneo.

Questa volta il portavoce del governo, Giannis Economou, lo ha definito “traditore della patria” per un discorso tenuto al Parlamento europeo.

https://www.instagram.com/tv/Cd8DBvVAZuz/?igshid=YmMyMTA2M2Y=

Il motivo? Iasonas si è espresso contro la brutale politica migratoria europea e i barbari respingimenti nel Mar Egeo perpetrati dal governo greco.

Questo nuovo attacco contro di lui ha provocato una massiccia ondata di discorsi d’odio e intimidazioni da parte dell’estrema destra, comprese decine di minacce di morte. Gli account Twitter anonimi pro governo hanno chiesto pubblicamente la sua uccisione da parte dei servizi segreti. Tutto questo sta accadendo nel momento di massima tensione militare nel Mar Egeo, tra Grecia e Turchia. Erdogan e Mitsotakis si minacciano ogni giorno di guerra.

Pochi mesi prima, gli stessi account di estrema destra avevano diffuso l’indirizzo della casa della sua famiglia con tanto di foto della porta d’ingresso. In questo caso, Mediterranea ha inviato una lettera all’ambasciata greca a Roma chiedendo di intervenire presso il governo greco per garantire la protezione e la sicurezza sua e della sua famiglia.

mediterranearescue.org/news/lettera-allambasciatore-della-grecia-sulle-minacce-a-iasonas-apostolopoulos/

Tra le dichiarazioni di Iasonas al Parlamento Europeo:
In Grecia abbiamo l’unica guardia costiera al mondo che invece di salvare le persone dal mare, le getta in mare. Le autorità greche rapiscono i migranti che hanno già raggiunto le coste greche e li ributtano in mare aperto”.

Quanto detto da Iasonas Apostolopoulos al Parlamento europeo non è una novità. Questa pratica barbara del governo greco è stata documentata da una pletora di media e organizzazioni internazionali come Der Spiegel, The Guardian e Amnesty International.

Solo l’UNHCR ha registrato 540 casi di respingimento lungo il confine greco-turco da parte della Grecia dall’inizio del 2020.
Sono state proprio queste indagini a portare alle dimissioni del capo di Frontex, Fabrice Leggeri, un mese e mezzo fa. Ci sono prove schiaccianti che Frontex ha coperto i crimini contro i rifugiati commessi in mare dalla guardia costiera greca.

https://www.theguardian.com/global-development/2022/apr/28/revealed-eu-border-agency-involved-in-hundreds-of-refugee-pushbacks

Siamo al fianco del nostro compagno e dichiariamo che la solidarietà e il salvataggio in mare non sono crimini.
Denunciare le violazioni dei diritti umani non è un crimine.

L’unico crimine è il regime di frontiera della Fortezza Europa che condanna a morte migliaia di persone ogni anno.
Finché queste politiche criminali saranno in vigore, continueremo sempre a lottare contro di esse.

La solidarietà prevarrà!