Il 9 novembre a Roma per chiedere l’abolizione delle Leggi Sicurezza


Anche Mediterranea sarà nelle strade di Roma il 9 novembre per chiedere l’abolizione delle Leggi Sicurezza e ribadire la volontà di essere là dove i diritti sono negati.

Mentre le navi di Mediterranea sono ancora sotto sequestro per effetto del Decreto sicurezza bis, migliaia di uomini, donne e bambini continuano a essere intrappolati in Libia, mentre coloro che provano a scappare affrontano un mare sempre più deserto e i governi europei continuano a collaborare con le autorità libiche per rispedirli nell’inferno da cui fuggono. La negazione dei diritti continua una volta a terra.

Migliaia di persone devono affrontare le difficoltà imposte dall’inefficacia del sistema di accoglienza, dalla debolezza del diritto d’asilo e da una politica nazionale improntata al respingimento. Il primo decreto sicurezza nega di fatto l’accesso ai diritti più basilari per molte/i migranti, come la possibilità di curarsi, l’accesso all’istruzione e all’accoglienza ed elimina il pds per motivi umanitari disattendendo obblighi costituzionali gettando nell’irregolarità centinaia di migliaia di persone.

In tanti, inoltre, proprio per le difficoltà – oltre lo sbarco- sono costretti a subire fino a 6 mesi di detenzione amministrativa illegittima in quei Centri Permanenti per il Rimpatrio, reintrodotti dalla legge Minniti del 2017.

Il 9 novembre ci saremo perché Mediterranea ha sempre navigato tra mare e terra contro le ingiustizie, all’unisono con le battaglie per i diritti e in sostegno delle azioni di solidarietà diffuse nei territori perché solamente insieme possiamo ottenere risultati concreti, a partire dall’abolizione di queste leggi disumane e dalla cancellazione degli accordi di cooperazione fra Italia e Libia.