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Un maggio di guerra, ma anche di resistenza e coraggio nel Mediterraneo Centrale

Sono stati giorni intensi sul fronte del Mediterraneo centrale, scenario di più di una guerra. continua

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ONU condanna decreto sicurezza bis e direttiva contro Mare Jonio

da il Sole 24 ore, di Marco Ludovico


L’Onu mette sotto accusa il decreto sicurezza bis. E condanna le direttive alle forze di polizia e alla Difesa del ministro dell’Interno Matteo Salvini per vigilare contro l’attività di soccorso della nave Mare Jonio dell’Ong Mediterranea. Iniziativa clamorosa, ipotesi gravissime. Il governo italiano sta violando i diritti umani, dicono le Nazioni Unite. Con un invito esplicito: revocare le direttive del Viminale, non approvare il decreto sicurezza bis.

 


Qui la LETTERA DELL’ONU AL GOVERNO ITALIANO


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Procura di Agrigento non convalida sequestro preventivo della Mare Jonio, ma dispone acquisizione prove

La Procura di Agrigento respinge ipotesi di sequestro preventivo, notificata dalla Guardia di Finanza, e dispone invece “sequestro probatorio”, lo stesso provvedimento adottato nel caso del salvataggio di marzo. continua

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Pericolosamente sull’orlo del baratro

da il Manifesto, di Filippo Miraglia *


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BREAKING NEWS: la Mare Jonio ha soccorso 30 persone

🔴 NEWS IN AGGIORNAMENTO 🔴

 

h 19:29 – La Mare Jonio ha appena soccorso 29 persone (1 bimba di 1 anno, 3 donne di cui una incinta) da un gommone in avaria in acque internazionali, 40 miglia al largo della Libia. Abbiamo chiesto immediatamente un porto sicuro al centro di coordinamento italiano. Immensa gioia per le 29 vite tratte in salvo.

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Crimini contro l’umanità nel Mediterraneo con la complicità dell’UE. Appello per fermarli

Facciamo il punto. Anche se quanto sta accadendo travalica i confini di quello che avremmo potuto immaginare. C’è una guerra in Libia. Una guerra riconosciuta dalla comunità internazionale. Una guerra civile tra fazioni di cui non si riesce nemmeno ad avere un quadro chiaro. Ci sono persone che muoiono sotto le bombe, per i colpi di arma da fuoco in strada. Ci sono decine di migliaia di sfollati. continua

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A Mediterranea il risarcimento del Viminale per il G8 Genova 2001

Massimo Costantini, medico e direttore scientifico dell’Istituto Tumori di Reggio Emilia, nonché professore alla King’s College University di Londra, nel luglio 2001, come tanti che hanno scelto di mettere al servizio la propria competenza e professionalità per difendere i diritti negati, durante il grande movimento di contestazione al vertice del G8 era membro dello staff medico del Genoa Social Forum. Per questo suo impegno, e come tantissimi allora, è stato vittima delle violenze e dei soprusi da parte della polizia, in quella che Amnesty International definì la sospensione della democrazia. Ha fatto causa civile contro il Ministero dell’Interno e ha vinto. Massimo ha deciso di devolvere la somma di denaro ricevuta dallo Stato a Mediterranea Saving Humans. Per questo lo ringraziamo e lo abbracciamo, orgogliosi ed onorati che persone come lui facciano parte del nostro grande equipaggio di terra e di mare.

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Mediterranea riparte per una nuova missione

Stamattina alle 8:15, appena le condizioni metereologiche lo hanno consentito, la Mare Jonio ha mollato gli ormeggi dal molo di Lampedusa per proseguire la sua missione facendo rotta verso Sud. continua

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Don Mattia Ferrari sulla Mare Jonio: “vado a salvare i migranti per dovere di umanità”

Da il Manifesto, di Alessandro Santagata 


 

Mattia Ferrari, 25 anni, è il giovanissimo sacerdote di Nonantola (Modena) che ha deciso di imbarcarsi sulla nave da soccorso Mare Jonio, attiva nell’ambito della piattaforma Mediterranea. Un gesto che non poteva non catturare l’attenzione dei media e probabilmente anche qualche mal di pancia in quella destra che si definisce cattolica ma non ama il papa. Basti pensare che lo stesso arcivescovo di Palermo, Corrado Lorefice, nella messa del 2 maggio ha ricordato don Mattia, «il giovane prete e animatore» che, seguendo la parola di Gesù, si sta facendo «pescatore di uomini».

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Gli Stati Ue collaborano alle deportazioni in Libia. Continuano i crimini istituzionali nel Mediterraneo

Tra il pomeriggio e la serata di ieri si sono visti all’opera i micidiali effetti prodotti nel Mediterraneo Centrale dall’ultima trasformazione della missione EunavforMed “Sophia”: aerei militari europei (sicuramente delle Forze Aeree di Malta, ma sulla zona volavano anche aeroplani italiani) hanno collaborato dall’alto, fornendo indicazioni alla motovedetta libica di una delle milizie di Misurata (cosiddetta “Guardia Costiera”), ad una operazione di cattura e deportazione verso porti libici di due imbarcazioni rispettivamente con circa ottanta e cento persone a bordo, che stavano proprio cercando di fuggire da quel contesto di violenza e guerra per cercare rifugio in Europa. A qualche decina di miglia di distanza con la nave MARE JONIO, nonostante avessimo offerto la nostra disponibilità ad intervenire e a prestare assistenza, abbiamo assistito a una gravissima violazione dei diritti umani fondamentali e delle Convenzioni internazionali che li proteggono, con il respingimento collettivo di oltre 180 profughi verso un Paese non sicuro.

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