Mediterranea

Mediterranea è una piattaforma di realtà della società civile arrivata nel Mediterraneo centrale dopo che le ONG, criminalizzate dalla retorica politica senza che mai nessuna inchiesta abbia portato a una sentenza di condanna, sono in gran parte state costrette ad abbandonarlo.

Mediterranea ha molte similitudini con le ONG che hanno operato nel Mediterraneo negli ultimi anni, a partire dall’essenziale funzione di testimonianza, documentazione e denuncia di ciò che accade in quelle acque, e che oggi nessuno è più messo nelle condizioni di svolgere.

Al tempo stesso, Mediterranea è qualcosa di diverso: un’ “azione non governativa” portata avanti dal lavoro congiunto di organizzazioni di natura eterogenea e di singole persone, aperta a tutte le voci che da mondi differenti, laici e religiosi, sociali e culturali, sindacali e politici, sentono il bisogno di condividere gli stessi obiettivi di questo progetto, volto a ridare speranza, a ricostruire umanità, a difendere il diritto e i diritti.

Quella di Mediterranea è un’azione di disobbedienza morale ma di obbedienza civile. Disobbedisce al discorso pubblico nazionalista e xenofobo e al divieto, di fatto, di testimoniare quello che succede nel Mediterraneo; obbedisce, invece, alle norme costituzionali e internazionali, da quelle del mare al diritto dei diritti umani, comprese l’obbligatorietà del salvataggio di chi si trova in condizioni di pericolo e la sua conduzione in un porto sicuro se si dovessero verificare le condizioni.

A partire da un nucleo promotore di cui fanno parte associazioni come l’ARCI e Ya Basta Bologna, ONG come Sea-Watch, il magazine on line I Diavoli, imprese sociali come Moltivolti di Palermo, vogliamo costruire, dal centro del Mediterraneo, un nuovo spazio possibile: aperto, solidale e fondato sul rispetto della vita umana.

Il lavoro dei promotori è stato solo il primo passo: tanti incontri e confronti sul progetto sono in corso con realtà del mondo cattolico, dell’associazionismo laico e del volontariato, con rappresentanti degli spazi sociali, con parlamentari nazionali ed europei, con sindaci di importanti città in Italia e in Europa.

Mediterranea ha deciso di mettere in mare una nave battente bandiera italiana, attrezzata perché possa svolgere un’azione di monitoraggio e di eventuale soccorso, nella consapevolezza che oggi più che mai salvare una vita in pericolo significa salvare noi stessi.

L’obiettivo principale è essere dove bisogna essere, testimoniare e denunciare ciò che accade e, se necessario, soccorrere chiunque rischi di morire nel Mediterraneo Centrale, come impongono tutte le norme vigenti.

Mediterranea lavora anche a terra, attraverso la costruzione di una rete territoriale di supporto.

Una vera “piattaforma” di connessione sociale tra realtà esistenti e singoli che vogliono partecipare a questa impresa.

A Mediterranea si può aderire in qualsiasi momento, ognuno dei suoi sostenitori diventa automaticamente un promotore dell’iniziativa.

La rete delle città rifugio, o città dell’accoglienza, è un interlocutore naturale del progetto. Le città europee ed italiane che hanno sviluppato buone pratiche di accoglienza e che si battono per impedire che la chiusura dei loro porti diventi la causa di una strage continua sono la risposta più efficace, razionale ed importante alle politiche irrazionali e spesso illegali dell’Italia e dell’Europa in materia di diritto di asilo, rispetto dei diritti umani, obbligo di salvataggio e soccorso delle persone che rischiano la propria vita.
Mediterranea cura rapporti di collaborazione preziosa con le principali ONG che svolgono attività di Search and Rescue nel Mar Mediterraneo, avvalendosi in particolare della collaborazione di Sea-Watch e Proactiva Open Arms.

Mediterranea è un progetto possibile anche grazie a Banca Etica, che ha concesso il prestito per poter avviare la missione. Banca Etica supporta inoltre le attività di crowdfunding e ha svolto attività di tutoraggio per gli aspetti economici dell’intera operazione.

 


 

ENGLISH VERSION

 

Mediterranea is a platform of different initiatives of  civil society coming to the central Mediterranean after the NGOs have been forced to leave in consequence of being criminalized by political rhetoric, even though no inquiry has ever come to any conviction.

Mediterranea bears great resemblance with the NGOs  operating in the Mediterranean sea during the last years, observing, documenting and informing the public of what is happening in those waters, not being carried out by anyone nowadays.

At the same time, Mediterranea is different: a non-governmental project by the joint work of heterogeneous organizations and individuals, open to all voices from different perspectives, secular and religious, social and cultural, union and political, that feel the urge to share the goals of this project, which aims at giving hope, rebuilding humanity, and defending law and rights.

The action of Mediterranea is moral disobedience and civil obedience. Disobedience to the nationalist and xenophobic public discourse and to the interdiction of witnessing what is happening in the Mediterranean; but obeying to the constitutional and international law, the law on the seas and general human rights, including the obligation of saving those who are in danger and bringing them to a safe harbor.

The associations at the heart of this project, ARCI and Ya Basta Bologna, NGOs like Sea-Watch, the online magazine “I Diavoli”, social enterprises like Moltivolti from Palermo, want to create a new safer spaceat the center of the Mediterranean sea: open, showing solidarity and built on the respect of human life.

The work of the promoters is only the first step: many meetings and confrontations on this project are being held with catholic organizations, associations and volunteers, with representatives of social spaces, national and European politicians, and mayors of major cities in Italy and Europe.

Mediterranea decided to bring a ship flying the Italian flag to the sea, prepared to monitor, but also ready for rescue, knowing better than ever that saving one life in danger means saving all of us.

The main goal is to be where we are needed, to witness and document what is happening, and if necessary, save whoever risks to die in the central Mediterranean, as requested by current regulations.

Mediterranea is present also on shore by creating a support network.

A real platform of social connections between existing networks and individuals who want to participate in this venture.

Mediterranea can be joined at any moment, each of its supporters will become a promoter of the initiative.

The network of cities of refuge, or cities of hospitality are a natural interlocutor for this project. Those European and Italian cities, which have developed best practices of hospitality, and which fight against closing their harbors and creating a continuous massacre by this closure, are the most efficient, rational and important answer to the irrational and often illegal politics of Italy and Europe in the matter of asylum rights, human rights, the obligation of saving life and rescuing people who risk their life. Mediterranea cures valuable relationships with the main NGOs that do SAR activity in the Mediterranean sea, collaborating especially with Sea-Watch and Proactiva Open Arms.

Mediterranea is made possible also thanks to Banca Etica, which has granted the loan for starting the mission. Banca Etica also supports the crowdfunding activity and acts as a tutor for the economic part of the operation.