A cura di Comunicato congiunto | 28 / nov / 2024

No alla criminalizzazione della solidarietà: libertà per Abdallah Said e per tuttə lə prigionierə in Tunisia.

Il 12 novembre 2024, Abdallah El Said, attivista e presidente dell’Associazione Enfants de la Lune di Médenine, è stato posto in stato di fermo dalla Cellula tunisina Economica e Finanziaria. Dopo un lungo interrogatorio, le accuse a suo carico restano poco chiare, ma sembrano essere principalmente legate al suo impegno umanitario a favore di minori non accompagnatə rifugiatə e migranti nella regione di Médenine (Sud Tunisia). 

Tuttavia, Abdallah Said presidente dell’Associazione, insieme ad altri due membri dell'associazione, sono ancora trattenutə in custodia dalla brigata antiterrorismo. Le abitazioni delle persone detenute e la sede dell'organizzazione sono state perquisite. Il Relatore Speciale sui difensori dei diritti umani è stato informato e sta seguendo da vicino il caso, in collaborazione con le famiglie.

Questo evento si colloca in un contesto preoccupante di criminalizzazione della solidarietà in Tunisia, intensificatasi a partire da maggio 2024. In quel periodo, la repressione aveva colpito numerosə rappresentantə di organizzazioni umanitarie impegnate nel sostegno alle persone migranti, rifugiate e richiedenti asilo. Tra i casi emblematici, l’arresto di Saadia Mosbah, icona della lotta antirazzista. Gli arresti, nello stesso periodo, di altrə attivistə, avvocatə, giornalistə, ricercatorə - anche internazionali - hanno segnato un ulteriore step della deriva autoritaria contro ogni critica alle politiche governative e all’assistenza umanitaria.

Questa repressione è avvenuta parallelamente a campagne d’odio e a discorsi razzisti, alimentati da dichiarazioni ufficiali che descrivevano le persone migranti subsahariane, rifugiate e richiedenti asilo come una "minaccia" per l’identità nazionale tunisina. Retorica funzionale agli arresti e ai trasferimenti arbitrari e alle deportazioni collettive verso la Libia e l'Algeria da parte delle autorità tunisine e agli arresti mirati contro chi si oppone a queste pratiche.

L’arresto di Abdallah Said rappresenta l’ultimo esempio di una strategia repressiva mirata contro chi difende i diritti umani e sostiene le persone migranti, rifugiate e richiedenti asilo.

Un appello alla comunità internazionale

Come sottolinea il Comité de suivi pour lutter contre la criminalisation des politiques de solidarité, la persecuzione sistematica di attivistə, giornalistə, organizzazioni della società civile e persone in movimento rappresenta un tentativo deliberato di intimidire chi si oppone alle politiche repressive del regime tunisino, che viola sistematicamente i diritti fondamentali di cittadinə e attivistə ed è in contrasto con gli impegni internazionali della Tunisia.

Crediamo che la cooperazione securitaria in materia migratoria tra l’Unione Europea, compreso i Paesi membri, e la Tunisia abbia direttamente contribuito alla situazione attuale. Nel quadro di una esternalizzazione del controllo delle sue frontiere sempre più sistematico - attraverso finanziamenti e accordi bilaterali - l’UE è direttamente responsabile della criminalizzazione crescente dell’opposizione e del rafforzamento dello stato di polizia in Tunisia.

Di fronte a questi recenti sviluppi, la Tunisia non può essere considerato un partner politico legittimo con cui stringere accordi politici ed economici, né tanto meno è la Tunisia un paese sicuro in cui rimpatriare cittadinə tunisinə. La Tunisia non può neanche essere considerata un Paese di sbarco sicuro per le persone migranti, rifugiate e richiedenti asilo.

Ci rivolgiamo alle istituzioni italiane ed europee affinché si attivino immediatamente per chiedere:

1. Il rilascio immediato di Abdallah Said e di tuttə le detenutə perseguitatə per il loro impegno umanitario e politico. 

2. La fine delle persecuzioni contro organizzazioni e individui solidali con le persone migranti, rifugiate e richiedenti asilo. 

3. Il rispetto dei diritti umani così come previsto dagli strumenti internazionali sottoscritti dalla Tunisia, in particolare nei confronti di persone rifugiate, richiedenti asilo e migranti.  

Organizzazioni firmatarie

Associazione Città Sostenibile

EuroMed rights

Mem.Med: memoria mediterranea

Ya Basta! Bologna

Refugees in Libya 

BAOBAB EXPERIENCE 

Chkoun collective

Mv Louise Michel project 

Maldusa project

Potere al Popolo

Carovane Migranti

Onborders

Ongi Etorri Errefuxiatuak, Paesi Baschi

Collettivo r-esistiamo

Link (RABT) - For the Tunisian Diaspora

Rete Vesuviana Solidale (SmallAxe,YaBasta,NovaKoine)

Melting Pot Europa

Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione - ASGI

MEDITERRANEA Saving Humans

Fondazione Emmanuel- Don Francesco Tarantini per le Migrazioni e il Sud del Mondo-Ets

Associazione Cittadini del Mondo di Ferrara

Gabriella D’Agostino, Università degli Studi di Palermo

Tous Migrants

Caravana Abriendo Fronteras

WeMove Europe

Watch the Med Alarm Phone

Sea-Watch

Onorevole Marco Grimaldi, Alleanza Verdi Sinistra

Onorevole Luana Zanella, Alleanza Verdi Sinistra

Società Cooperativa Sociale Agricola di comunità Agricola Mpidusa 

iuventa-crew

Credit foto in copertina: CRLDHT

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