A cura di Ufficio Stampa | 20 / feb / 2026

Ciclone Harry, parlano i famigliari dei morti e dispersi in mare

La testimonianza di Ibrahim Fofanah, raccolta da Refugees in Libya.

Aiutateci a identificare i corpi dei nostri cari”. È l’appello di Ibrahim Fofanah, che arriva da Sfax, in Tunisia. Proprio dagli uliveti da cui nella seconda metà di gennaio molte persone sono partite verso l’Europa, spinte dalla violenza della polizia tunisina. 

Ibrahim ha perso alcuni dei suoi familiari durante il ciclone Harry, tra il 18 e il 20 gennaio. La sua testimonianza, raccolta da Refugees in Libya, mette in luce una responsabilità urgente: le autorità italiane ed europee devono fare ogni sforzo per recuperare i corpi in mare, garantire procedure efficaci di identificazione, assicurare la restituzione delle salme affinché abbiano una degna sepoltura e cooperare a livello internazionale.

Nei giorni del ciclone Harry centinaia di persone hanno lasciato la Tunisia, affrontando il mare in tempesta. Inizialmente si parlava di 380 dispersi, ma le testimonianze di sopravvissuti e familiari indicano una tragedia molto più ampia. 

Oggi i corpi continuano a galleggiare in mare e, talvolta, ad affiorare nei pressi dell’isola di Pantelleria e sulle coste della Sicilia e della Calabria. Non si tratta di numeri, ma di persone con un’identità, una storia e relazioni familiari. E non sono le vittime di una tragica fatalità: la loro morte è la conseguenza di politiche migratorie italiane ed europee che precludono canali legali e sicuri d’ingresso, costringendo le persone a partire anche quando il mare è in tempesta e trasformando il Mediterraneo in uno spazio di sofferenza e morte.

Il silenzio delle autorità e la mancata assunzione di responsabilità stanno aggravando il dolore delle famiglie. Chiediamo con urgenza che le autorità competenti attivino tutti gli strumenti disponibili per la ricerca e il recupero dei corpi, per l’identificazione delle salme, informino formalmente i familiari, cooperino a livello internazionale e rendano pubblici dati chiari e aggiornati. Nessuno deve restare senza nome e nessuna morte evitabile deve restare senza giustizia.

Torna alle notizie

Altri "Comunicati"

«Prima si salva
poi si discute»

Sostieni le nostre missioni nel Mediterraneo.

«Siamo dove
c'è bisogno»

Il tuo aiuto è fondamentale per sostenere la popolazione civile in Ucraina.

«Essere strumento della resistenza nonviolenta»

Sostieni il nostro impegno accanto alla popolazione palestinese.

Seguici
lungo il viaggio!

Lasciaci i tuoi contatti per ricevere NAVTEXT, il nostro servizio di aggiornamento periodico sulle attività di mare e di terra.

Disclaimer

  • Dichiaro di aver preso visione dell’informativa sulla privacy e acconsento al trattamento dei dati.