A cura di Ufficio Stampa | 13 / gen / 2026

Caso Mare Jonio - Maersk Etienne: per il Tribunale di Ragusa devono essere distrutte intercettazioni e chat non pertinenti o vietate dal codice

È un primo passo verso la verità. La prossima udienza è fissata per il 12 maggio 2026

Al termine della seconda udienza del processo dedicato al caso Mare Jonio / Maersk Etienne, il Tribunale di Ragusa - decidendo sulle eccezioni preliminari presentate dalla difesa - ha disposto la distruzione di tutte le intercettazioni e le chat non pertinenti con l’imputazione o espressamente vietate dalla legge. Per questo la Corte ha chiesto al Pubblico Ministero di indicare esattamente quali singole telefonate intenda utilizzare come prove d’accusa. E ai nostri avvocati quali intercettazioni e chat contengano conversazioni con parlamentari della Repubblica, ministri di culto, giornalisti e gli stessi legali, esplicitamente vietate dalla legge.

Usciranno quindi definitivamente dal processo molti materiali che sono stati utilizzati in maniera strumentale per alimentare negli ultimi cinque anni la macchina del fango contro il soccorso civile in mare.

In chiusura dell’udienza poi il presidente della Corte dott. Elio Manenti, intervenendo in merito alla definizione delle liste testi, ha insistito sulla necessità di concentrare la ricerca della verità processuale innanzitutto sull’esistenza dell’autorizzazione allo sbarco in Italia delle 27 persone soccorse da parte delle Autorità competenti e, in secondo luogo, sulla natura e sui tempi del contributo economico erogato dalla società armatoriale Maersk Tankers. Si tratta di richieste che accogliamo positivamente: la ricostruzione di questi due aspetti - con il porto di Pozzallo assegnato per lo sbarco alla Mare Jonio dal Viminale e dall’MRCC di Roma e con l’inesistenza di qualsiasi accordo economico tra i soccorritori di Mediterranea e la compagnia armatrice danese per il salvataggio delle persone a bordo della petroliera Etienne.

Dopo cinque anni di montatura politico-giudiziaria contro la solidarietà, in cui resta ancora da accertare il ruolo giocato dai servizi segreti, crediamo dunque di essere sulla strada giusta per l’accertamento della verità su questa vicenda e la fine di una mirata persecuzione contro il soccorso civile in mare. La prossima udienza è stata fissata per il 12 maggio 2026 con l’esame dei testi dell’accusa.

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