Published by Ufficio Stampa | 03 / Feb / 2026

Violenti raid dei militari tunisini nei campi di Sfax

Dai campi informali negli uliveti attorno alla città di Sfax, sulla costa orientale della Tunisia, sono partite molte delle 1000 persone disperse nel Mediterraneo.

Questa mattina intorno alle 8 forze armate e di polizia tunisine hanno assaltato, sgomberato e distrutto uno dei campi informali negli uliveti attorno alla città di Sfax, sulla costa orientale, in cui vivono centinaia di persone migranti di origine sub-sahariana. Come documentato dalla video denuncia che diffondiamo, i militari sono arrivati, hanno saccheggiato tende e baracche per poi incendiarle. 

In una vera e propria “caccia al nero” sono stati lanciati lacrimogeni, ci sono state violenze fisiche e molte tra le persone migranti sono state costrette a fuggire. Dalle testimonianze che arrivano da Sfax in queste ore risulta anche che diverse persone sono state catturate e deportate al confine con l’Algeria. 

«Morire in mare o morire nel deserto? - si chiede Laura Marmorale, presidente di Mediterranea Saving Humans - Questa è l’alternativa che il regime di Saïed in Tunisia impone a centinaia di donne, uomini e bambini migranti». «La collaborazione tra il regime tunisino, il governo italiano e la Commissione europea significa rastrellamenti e devastazioni negli accampamenti informali degli uliveti intorno alla città di Sfax, operazioni militari che spingono le persone a prendere il mare anche in condizioni di estremo pericolo o che deportano e abbandonano le persone nel deserto, senz’acqua né cibo». 

C’è infine un inquietante filo nero che lega la strage in mare nei giorni del ciclone Harry con i raid di queste ore: le aree colpite dalla violenza del regime sono quelle da cui la gran parte degli scomparsi in mare sono partiti. Così come da lì arrivano le testimonianze che denunciano la strage e le responsabilità di trafficanti e autorità tunisine. Non vorremmo che fosse anche questa una risposta, quella sbagliata, nel tentativo di nascondere la verità sulla tragedia che si è consumata nei giorni scorsi.

Back to news

Other news from "Comunicati"

Save a life, save the world

let's rescue humanity together,
support our missions in the Mediterranean

«Do your part for
for Peace»

Our missions in Ukraine need you to help the civilian population.

Being an instrument for nonviolent Resistance

Help us to stand with the Palestinian people

Follow our
journey

Leave your contact details to receive NAVTEXT, our open service for regular updates on sea and land activities.

Disclaimer

  • I declare that I have read the privacy policy and consent to the processing of my data.