Adesioni

Mediterranea è una piattaforma aperta: arrivano quotidianamente numerose adesioni e messaggi di sostegno. Continuate a scriverci su partecipa@mediterranearescue.org o a taggare i nostri social ufficiali.

 

Leoluca Orlando, sindaco di Palermo

“In tempi in cui gli oppressi e le vittime vengono additati come oppressori e colpevoli, l’iniziativa della società civile italiana con la nave “Mediterranea”, è un gesto di grande importanza, un faro di speranza. Lo è perché dà una risposta concreta alla politica razzista e securitaria del Governo gialloverde e perché ci ricorda che occorre mettere in campo azioni concrete di solidarietà. Azioni che, non lo scordiamo, sono interventi concreti per salvare vite umane, per far sì che tutti noi restiamo umani.
La bandiera di Palermo è stata issata insieme a quella dell’Europa e a quella italiana sulle navi che partecipano alla missione “Mediterranea”. Palermo si conferma in prima fila nell’impegno per i diritti di tutti e di tutte, soprattutto per il supremo diritto alla vita che con l’operazione Mediterranea si vuole tutelare nei nostri mari.”
https://www.facebook.com/leolucaorlandosindaco/

 

Luigi De Magistris, sindaco di Napoli
Luigi De Magistris, Enrico Panini (segretario DemA): “La missione Mediterranea e’ un atto coraggioso e importante. La situazione nel Mediterraneo e’ drammatica, non ci sono soccorsi, alle Ong e’ impedito di salvare vite umane e i governi ultranazionalisti e xenofobi di una parte dell’Europa agevolano con le loro politiche di odio le morti in mare. Sosteniamo la missione come atto di umanita’, di civilta’ e di solidarieta’ in un paese in cui non permetteremo all’odio di prendere il sopravvento. Con l’iniziativa #Portiaperti che abbiamo lanciato a luglio a Napoli e con il nostro impegno costante a contrastare le politiche del governo sul tema migranti abbiamo aperto un solco, una battaglia civile. Oggi la missione Mediterranea si inserisce in quel solco e non possiamo che sostenerla con ogni mezzo”.

 

Greenpeace Italia

“Greenpeace sostiene la nave “Mare Ionio” e tutti coloro, dalle ONG alla Guardia Costiera, che si impegnano a salvare vite umane in mare nel rispetto degli obblighi imposti dal Diritto Internazionale e dall’umana coscienza. “La nostra è un’associazione nata sul mare. E la prima regola di un uomo di mare è che non si lascia nessuno in mare. Abbandonare un naufrago è un’azione infame: ci perdi il rispetto, il sonno, l’anima. Non si fa, e basta. Più volte abbiamo ribadito che criminalizzare chi salva vite in mare è una barbarie, e a questa barbarie non vogliamo arrenderci” commenta Alessandro Giannì, direttore delle Campagne di Greenpeace Italia. Greenpeace ritiene che gli attuali flussi migratori siano già da inquadrare nel più ampio contesto della “Giustizia climatica”. Sebbene sia difficile considerare i cambiamenti climatici come la sola causa di questi flussi migratori, è ormai accertato che gli impatti del cambiamento climatico sono una delle cause che spingono ogni anno milioni di uomini, donne e bambini ad abbandonare le proprie case, terre, comunità. Ad esempio, Greenpeace ricorda come l’ultimo rapporto congiunto di FAO, WFP, UNICEF, OMS e IFAD (The State of Food Security and Nutrition in the World – SOFI 2018) è molto netto nel ricordare che il cambiamento climatico sta distruggendo i successi ottenuti nel ridurre la fame sul Pianeta, dichiarando che “l’esposizione a eventi climatici estremi, intensi e complessi rischia di erodere e ribaltare quanto è stato fatto finora per porre termine alla fame e alla malnutrizione”. L’Europa e l’Italia hanno, come tutti i Paesi sviluppati, una responsabilità innegabile riguardo al degrado ambientale in generale e ai cambiamenti climatici in particolare e devono coerentemente intervenire per rimuovere le cause di queste migrazioni forzate e, al tempo stesso, soccorrere e accogliere coloro che fuggono da disastri di cui siamo corresponsabili.”
http://www.greenpeace.org/italy/it/ufficiostampa/comunicati/Migranti-Greenpeace-sostiene-la-missione-della-nave-Mare-Ionio-nel-Mediterraneo/

 

Comitato Addiopizzo

“Parafrasando la nostra frase identitaria, Addiopizzo rilancia una ormai maturata consapevolezza: è nella tutela dei diritti essenziali di ogni uomo e ogni donna che si consolida la capacità di un popolo di essere giusto, inclusivo, solidale, vitale e costruttivo. Vogliamo essere una comunità capace di rispettare la legge e la propria Costituzione perché essa garantisce, nelle sue forme, nelle sue espressioni fondamentali, una società che non discrimina, non segrega, non esclude, non minaccia, non rende diseguali ed estranei gli uni dagli altri. Siamo fermamente convinti infatti che l’esclusione dell’altro crea, inevitabilmente, sfruttamento, ingiustizia, sviluppo della criminalità e assenza di sicurezza per tutti. In questi giorni ha preso il largo una nave. Una comunità di cui vogliamo fare parte gli si è costruita intorno, già molto tempo prima che salpasse. Metodo e sostanza ci fanno sentire vicini alla piattaforma “Mediterranea” e al progetto attorno alla nave Mare Ionio. Metodo e sostanza ci portano al largo con lei e quello che rappresenta. In fondo anche noi abbiamo iniziato così: con un gesto. Un’azione che permettesse a ciascuno di noi di mostrare a se stesso e agli altri da che parte stare. Mediterranea è aperta a tutti e tutte, a mondi differenti, laici e religiosi, sociali e culturali, sindacali e politici, che sentono, come noi, l’esigenza di difendere il diritto e i diritti, la nostra Costituzione. Chiunque può aderire e sostenerla. Mediterranea siamo anche noi.”
http://www.addiopizzo.org/index.php/mediterranea-siamo-anche-noi/

 

Associazione Laboratorio Zen Insieme

“Crediamo che in Italia si portino avanti da anni politiche che servono solo a mettere in competizione le persone e i diritti, utili ad alimentare i conflitti tra chi vive ai margini e non solo. Tra chi è nato in Italia e chi, invece, ci è arrivato dopo, tra chi non può permettersi una casa e chi abita in un campo rom.
L’Associazione Laboratorio Zen Insieme, dal piccolo della realtà del nostro quartiere, combatte da sempre la narrazione che vuole convincerci che i diritti siano a compartimenti stagni o che, addirittura, siano in concorrenza, come se la tutela dei diritti di alcuni escluda la tutela dei diritti di altri, trovando la sua espressione più feroce nel «prima gli italiani». E la combatte affermando con chiarezza che ogni persona e ogni disagio possono trovare spazio dentro le risposte della politica, una politica che sappia affrontare i nodi della disuguaglianza e dell’esclusione sociale.
Per questo non possiamo che sostenere con forza l’esperienza di Mediterranea Saving Humans, la prima nave di soccorso battente bandiera italiana, che solcherà i nostri mari per salvare chi condivide con ancora troppe persone, anche nelle periferie del nostro Paese, un destino di emarginazione ed esclusione.”
https://www.facebook.com/323172161101062/posts/1890606057690990/

 

DinamoPress

“Conquistare il mare, quando la terra non è più un posto sicuro.  «Proprio per disattendere queste leggi balorde vado contro la legge», questa l’intercettazione per la quale è stato incriminato Mimmo Lucano, sindaco di Riace modello di accoglienza per l’Italia e per l’Europa. Queste parole risuonano forti nell’Italia in cui ogni giorno viene disatteso il principio fondamentale che “la legge è uguale per tutti”. Ieri è partita la nave Mediterranea, un’operazione di monitoraggio e denuncia per testimoniare quello che accade nel Mediterraneo centrale. La nave, e la sua imbarcazione di appoggio, sono il centro di un progetto promosso da una rete di associazioni, ONG, forze politiche e sociali. Una piattaforma a più voci, una flotta, che si è data un obiettivo concreto: denunciare le morti e, eventualmente, salvare vite umane, rivendicando il diritto a intervenire quando gli Stati e le istituzioni internazionali non tutelano più la vita. In questo senso, Mediterranea è un atto di coraggio che per la sua potente spinta affermativa, e per la sua semplice giustezza, non può che essere sostenuto, rilanciato, ma soprattutto trasformato in movimento collettivo. Dopo quanto accaduto in agosto con la nave Diciotti, non si può continuare a discutere se le operazioni di salvataggio in mare siano lecite o meno. Ancora: non è più sufficiente contare i morti nel Mediterraneo che, solo quest’anno, sono stati 1300, aumentati vertiginosamente dopo la proclamazione della “zona Sar libica”. Non ci vuole un matematico, benché meno un economista, per comprendere che la tanto sbandierata “riduzione degli sbarchi” di Salvini ha un costo umano brutale. Nell’epoca infelice che ci tocca in sorte, la solidarietà è gesto di lotta necessario, non un’opzione tra le altre. L’indignazione, l’antirazzismo implicano pratiche di resistenza tangibili. Le parole, pure importanti, non bastano più – ammesso che siano mai bastate. Solidarietà vuol dire lotta per la vita contro la morte: quella in mare, ma anche quella di terra, che l’autoritarismo neoliberale impone sempre di più alle “vite di scarto”. Fino a oggi, sullo sfondo dell’affermazione del governo giallo-verde, dell’avanzata di esperimenti di regime, di privazione di libertà, di normalizzazione della paura del prossimo, dell’eliminazione del dissenso, e allo stesso tempo in continuità con la costruzione, apparentemente inevitabile, di nuove povertà meticce, il mare è stato al centro della scena. Utilizzato come terreno di propaganda elettorale, spazio di costruzione del nemico, corollario di un senso comune razzista; nella cornice di una ragione umanitaria che ha tracciato una linea netta tra salvatori e salvati. Il mare ha prodotto dibattito politico con le sue le immagini di morte, amplificate dallo sfacciato opportunismo mediatico. L’attuale Ministro dell’Interno, poi, ha determinato accelerazioni mai viste prima: la chiusura dei porti, la complicità con la guardia costiera libica, le palesi violazioni del diritto internazionale e delle più antiche leggi del mare, la costruzione “bestiale” del discorso razzista e xenofobo. In questo contesto, l’operazione Mediterranea si interroga, mentre prende il largo, su come ribaltare la prospettiva. Crediamo, infatti, che, solo una volta riaffermata concretamente la giustezza del salvataggio, ci si possa interrogare, e cercare delle risposte, sui paesi di provenienza di chi sta per annegare, sulla Libia, sugli interessi economici italiani ed europei in Africa, su cos’è diventato il diritto d’asilo, cosa muove il sistema dell’accoglienza, chi lo gestisce, chi ci guadagna e anche chi ci perde. Soprattutto, è fondamentale interrogarsi su che cosa significhi, oggi, essere dalla parte del cambiamento, nell’epoca del governo del “cambiamento”. In questo senso, Mediterranea prova a cambiare le carte in tavola: non solo una ONG, non solo un movimento di protesta, non solo degli equipaggi coraggiosi, non solo le forze politiche, non solo il tentativo di qualificare una narrazione differente di ciò che accade in mare… Tutto questo insieme. Questa operazione, “arrembaggio” determinato a rendere visibile un’alternativa concreta alle forze reazionarie e conservatrici che si contendono lo scettro sulla pelle di milioni di persone, bianche o nere, è una tra le risposte necessarie. E chiede di prendere posizione, nelle piazze e nelle nostre vite quotidiane. Mediterranea urla affinché nessuno resti solo, in mare come in terra. Mediterranea prova a indicare una rotta utile per la costruzione di un orizzonte comune. Mediterranea è in mare: ciò di cui ha bisogno è risuonare sulla terra.”

 

Tpo – Làbas

“Da Bologna siamo salpati insieme a Mediterranea sulla rotta dell’umanità, perché quando le leggi sono ingiuste disobbedire è un dovere. Siamo salpati insieme a Mediterranea per opporci ad un governo che si nutre della paura e del razzismo che alimenta. Siamo salpati insieme a Mediterranea per rifiutare la criminalizzazione della solidarietà e ridefinire una nuova Europa senza confini. Siamo salpati insieme a Mediterranea per salvare e salvarci da un presente ed un futuro di odio ed intolleranza.Siamo salpati con Mediterranea per divenire potenza collettiva contro la barbarie. Siamo salpati con Mediterranea per vincere la paura e il disprezzo con la solidarietà e l’umanità. Siamo salpati con Mediterranea per fermare la spirale dell’egoismo, della diffidenza, dell’ignoranza. Siamo salpati con Mediterranea con il desiderio di trasformare questa realtà disumana, per costruire un presente e un futuro senza “salvati” e “salvatori”, per aprire insieme nuovi spazi del possibile, nuovi spazi meticci e moltitudinari di costruzione del conflitto. Il crescente e quotidiano attacco ai diritti e alle libertà rende più profondo il solco di imbarbarimento segnato finora e accelera e rende più pervasivo l’attuale ciclo reazionari: riduzione dei processi democratici, chiusura di porti e confini, politiche razziste e discriminatorie, aumento delle disuguaglianze sociali, paradigmi escludenti e securitari, modelli “workfaristici” di controllo sociale, sfruttamento e marginalizzazione, criminalizzazione della solidarietà e dei/delle migranti. Si costruiscono sempre più dispositivi di sfruttamento e ricattabilità, di divisione ed esclusione, e la cittadinanza diventa meccanismo di gerarchizzazione e differenziazione. Non vogliamo più difenderci dagli attacchi, ma agire concretamente per rovesciare le cose. Una campagna d’odio ha delegittimato e criminalizzato la solidarietà verso chi si trova in pericolo, in mare come a terra. Ci opponiamo a questo corto-circuito con un atto concreto: essere presenti in quel tratto di mare, presenti per chi si ritroverà in pericolo, presenti per chi è naufrago in fuga da guerre e povertà e trova ostilità e barriere, presenti dove chi fugge dai lager libici e cerca in Europa un futuro di pace si trova invece alla deriva, naufrago e bersaglio della retorica razzista. Mediterranea è per noi una forza collettiva, una coalizione di soggetti indipendenti e autodeterminati, che intervengono nel Mediterraneo, quel luogo di frontiera dove secondo il Governo dovrebbero intervenire soltanto le “autorità competenti”, le stesse che respingono uomini, donne, bambini nell’inferno libico, le stesse che decidono unilateralmente che la Libia è un “porto sicuro” o che il Sindaco di Riace deve essere arrestato. Navighiamo con Mediterranea il Mediterraneo centrale, cimitero a cielo aperto, pericoloso e militarizzato spazio di frontiera, luogo di drammatici viaggi e frequenti naufragi, per impedire che la chiusura dei porti e dei confini diventi la causa di una strage continua. Essere in quelle acque significa denunciare la situazione di immobilismo davanti a una vera e propria ecatombe, significa fare luce sui centri di detenzione libici, dove ogni giorno avvengono torture e violenze e dove chi vi era fuggito viene riportato indietro, nella complicità dei governi italiani ed europei. Non vogliamo più restare a guardare le migliaia di persone che muoiono ogni giorno nel Mediterraneo, non vogliamo più restare indifferenti mentre l’imbarbarimento e la disumanità ci divorano. Salvare una vita in mare è l’unico modo per salvare noi stessi. È un atto necessario. Navighiamo il mare ma abbiamo bisogno di attivarci anche a terra. Vogliamo creare un ponte tra la terra e il mare, avvicinare il mare alla terra, con le tante persone che quotidianamente mettono in atto gesti concreti di solidarietà e di dissenso verso le campagne d’odio, nelle piazze e nelle strade insieme agli uomini e alle donne che ogni giorno sfidano i confini. Possiamo rafforzarci nelle conflittualità, possiamo scalfire il clima di odio, possiamo neutralizzare la disumanità generalizzata e “programmata”, possiamo rompere la retorica securitaria ed escludente, possiamo produrre anticorpi alla barbarie, possiamo tessere nuova società. Stiamo iniziando a farlo. La nostra scelta è attivarci, impegnarci, agire. L’unica scelta per chi non si rassegna ad un’Italia e ad un’Europa fatta di porti chiusi, confini segnati, intolleranza, indifferenza. Scegliamo il coraggio e la concretezza. In mare e a terra.”

 

Polisportiva Hic Sunt Leones

“Hsl per Mediterranea Saving Humans. Restare umani, solidali e complici è la nostra priorità. Non può esserci spazio per odio, razzismo, intolleranza e indifferenza. Ci troverete sempre dalla stessa parte.”
https://www.facebook.com/279549958729742/posts/2426936017324448/

 

Coalizione Civica Bologna

“MEDITERRANEA HA PRESO IL LARGO. Per fermare la strage in mare, senza paura.  Il 3 ottobre 2013 un tragico naufragio a largo di Lampedusa costò la vita a 368 migranti che tentavano di raggiungere l’Europa. Da allora più di 17.900 uomini, donne e bambini hanno perso la vita nel Mediterraneo. Ogni tentativo di fermare questa strage è sempre più ostacolato dalle politiche dei governi che si succedono, con la vergognosa criminalizzazione delle organizzazioni umanitarie, i divieti di sbarco, gli arresti dei marittimi che, rispettando la legge del mare, salvano vite umane, la restrizione di ogni canale o corridoio di migrazione legale, l’incriminazione di chi, come Mimmo Lucano, costruisce accoglienza. E, inevitabilmente, i morti aumentano, così come l’intollerabile condizione di clandestinità che rende i migranti ostaggio delle mafie. Insieme alle vite perse di migliaia di persone, l’Europa sta perdendo anima e umanità. In questa situazione, all’indomani della tragica ricorrenza del 3 ottobre, ha preso il largo “Mediterranea“, una nave, salpata ieri notte dal porto di Augusta, battente bandiera italiana, attrezzata per svolgere azione di monitoraggio, denuncia, testimonianza e di eventuale soccorso in mare. Mediterranea è una piattaforma della società civile che coinvolge realtà come Arci nazionale, YaBasta Bologna, Sea-Watch e che lavorerà anche a terra, attraverso la costruzione di una rete territoriale di supporto cui tutte e tutti possono aderire. Quella di Mediterranea è un’azione di disobbedienza morale ma di obbedienza civile: disobbedisce al discorso pubblico nazionalista e xenofobo; obbedisce, invece, alle norme costituzionali, al diritto internazionale e, soprattutto, all’antica legge del mare. Anche per questo, siamo fieri che Bologna sia attivamente coinvolta in questa iniziativa. Invitiamo tutte e tutti voi a seguire e sostenere il viaggio della “Mediterranea” con ogni iniziativa che possa facilitare la missione. Buon vento!”
http://www.coalizionecivica.it/buon-vento-mediterranea/

 

Associazione l’Altro Diritto

“l’Altro diritto supporta l’azione di Mediterranea, salpata dal porto di Augusta con l’obiettivo di monitorare e testimoniare la drammatica situazione che vede donne, uomini e bambini affrontare enormi pericoli in assenza di soccorsi e nella complice indifferenza dei governi italiano ed europei.”
https://www.facebook.com/113993885287327/posts/2062750797078283/

 

Cgil

“Sosteniamo operazione Mediterranea. Per ribadire il principio universale dell’assistenza a ogni uomo e donna la cui vita è a rischio, in mare, nel deserto o nei campi di detenzione, aderiamo e ci impegniamo a sostenere l’operazione Mediterranea e l’azione di monitoraggio della nave ‘Mar Ionio’. Quello dell’assistenza, è un dovere che corrisponde ad ogni stato civile come riportato nei patti internazionali delle Nazioni Unite e che non può essere oggetto di strumentalizzazioni o di speculazioni e di propaganda politica. La nostra è una cultura di solidarietà e di cooperazione. Non possiamo rimanere indifferenti di fronte alla politica dei muri, dei rimpatri forzati, dei respingimenti, e alla consegna di uomini e donne, che fuggono dalla miseria, dallo sfruttamento, dalle guerre, nelle mani di mercanti senza scrupoli. Non è umano assistere impotenti alle morti in mare. Noi stiamo con chi assiste e salva le vite, con chi accoglie e promuove l’integrazione, perché il nostro impegno e la nostra azione hanno come riferimento il principio dell’universalità dei diritti e delle libertà, partendo dal diritto ad un lavoro dignitoso, quale condizione imprescindibile per costruire società giuste, democratiche, inclusive e solidali. Per queste ragioni  aderiamo e ci impegniamo a sostenere l’operazione Mediterranea, affinché diventi un’esperienza di mobilitazione della società civile e delle organizzazioni sindacali a livello europeo ed internazionale, a conferma dell’impegno e dell’attaccamento a quei valori e principi di una società schierata a difesa dell’umanità”.
http://www.cgil.it/migranti-cgil-sosteniamo-operazione-mediterranea-assistenza-sia-principio-universale/

 

Coordinamento Sinistra Comune

“Salvare le vite nel Mediterraneo e denunciare lo sfruttamento di uomini e donne che rischiano quotidianamente la vita per giungere in Europa è un dovere morale e civile.
Per questa ragione Sinistra Comune condivide l’azione di Mediterranea e ribadisce il sostegno all’iniziativa, che ha trovato convergenza nell’associazionismo palermitano e che vede fra i promotori molti militanti della nostra esperienza politica di Sinistra Comune. Riteniamo sia importante rispondere con una vera azione militante alla cultura della paura, alimentata dal Governo attuale, che riduce le migrazioni a problema di sicurezza e di ordine pubblico. Per questo Mediterranea merita il sostegno di chi crede e lavora per una società migliore.”

 

FOCSIV

“FOCSIV saluta con partecipazione l’Operazione di Mediterranea. La Federazione condivide ed appoggia l’Operazione “Mediterranea”, non possiamo tacere e dimenticare che ogni giorno nel Mediterraneo centinaia di persone rischiano la vita. Prima di tutto viene il diritto alla vita come ci ricorda sempre Papa Francesco.”
“L’Operazione Mediterranea partita lo scorso 2 ottobre da Bologna dove un gruppo di attivisti di realtà locali e centri sociali hanno organizzato una ‘missione’ in mare a bordo di una nave battente bandiera italiana, due imbarcazioni di supporto, una piccola flotta presente nel Mediterraneo centrale per monitorare e denunciare la drammatica situazione che quotidianamente vede donne, uomini e bambini rischiare la propria vita, attraversando il Mediterraneo, nell’assenza di soccorsi e nel silenzio. La missione ha già toccato diversi porti italiani, con tanto di dibattiti e incontri sul tema dei migranti, e si sostiene grazie al crowdfounding lanciato su web e social. “
“A prescindere dal dibattito, sempre più miserabile, sulle politiche migratorie occorre agire e salvare nostri fratelli e sorelle, ritrovando l’Umanità che è nei nostri cuori.
Ci appelliamo a tutti, di qualsiasi confessione voi siate, alle persone di buona volontà, affinché ascoltiate i vostri cuori e le vostre menti per convertirci ad una nuova Ecologia umana capace di mettere al centro la dignità dell’uomo.
Questo è lo stesso messaggio che, in questi giorni, sta portando FOCSIV con Yeb Sano nel Pellegrinaggio In Cammino per il Clima.
1500 km da Roma a Katowice, in Polonia dove a dicembre si terrà la Conferenza ONU sui cambiamenti climatici, per ricordare a ciascuno di noi che dobbiamo curarci della nostra Casa comune. Salvare i migranti nel mare, salvare il Pianeta dalla distruzione a cui lo stiamo condannando è l’unico messaggio di pace e solidarietà che deve partire dai nostri cuori contro l’apatia e l’arroganza. Per la nostra redenzione e la redenzione di tutti.”
https://www.focsiv.it/news/focsiv-sostiene-loperazione-mediterranea/

 

Centro Italiano Aiuti all’Infanzia (CIAI)

“Esprimiamo l’adesione di CIAI, gli obiettivi di Mediterranea.
Pensiamo che la difesa dei diritti di tutte le persone, soprattutto le più vulnerabili, sia un impegno da testimoniare ogni giorno e in ogni luogo, oggi più che mai.”

 

Giuristi Democratici

I Giuristi Democratici apprezzano e sostengono attivamente l’operazione “Mediterranea”, un’iniziativa che ha portato in mare un’imbarcazione italiana (la Mar Ionio) a tutela dei diritti del mare, nelle acque in cui purtroppo le politiche governative italiane ed europee hanno prodotto in questi anni la morte di migliaia di persone che tentavano di raggiungere la “fortezza Europa”. Un’iniziativa che assume, se possibile, ancora maggior valore oggi che gli attacchi razzisti e xenofobi sono diventati la norma, oggi che le azioni di salvataggio in mare (le più degne, le uniche rispondenti alle leggi umane, alla tutela dei diritti umani ed alla legge del mare) sono impedite, ostacolate e persino oggetto di inchieste giudiziarie, oggi che, in un territorio devastato dal malaffare, viene posto in custodia cautelare il Sindaco di Riace che ha tentato di creare un sistema di accoglienza ed integrazione. Ringraziamo tutte le associazioni ed i singoli che hanno osato mettere in pratica il sacrosanto principio del diritto di resistenza a leggi disumane. Osservare direttamente le violazioni dei diritti umani, denunciarle, tutelare le vite umane, è un compito importantissimo in questi giorni. Noi ci siamo, contribuiamo, ci mettiamo a disposizione ed invitiamo tutti a rendere possibile, sostenere, valorizzare, implementare questa iniziativa.
http://www.giuristidemocratici.it/Comunicati/post/20181010143018

 

Communia

“Vento in poppa per Mediterranea Saving Humans, nave italiana salpata ieri dalla Sicilia per monitorare la strage che si verifica ogni giorno nel Mediterraneo nel silenzio più totale, dopo che le varie ONG sono state allontanate. Non si può restare con le mani in mano, è tempo di agire, è tempo di ribellarsi e mettersi in gioco!”
https://www.facebook.com/communia.roma/

 

CESIE

“In virtù dei valori che ispirano il nostro lavoro quotidiano, riteniamo che il salvataggio di vite sia un imperativo morale a cui nessuno debba mai sottrarsi. Noi del CESIE sosteniamo Mediterranea: non vogliamo esser complici di reati contro l’umanità. Aiutiamo Mediterranea Saving Humans a svolgere la sua missione in sicurezza.”
https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=10160874983535557&id=10150131184415557

 

Mediterraneo Antirazzista

“Sosteniamo con tutto il cuore Mediterranea e tutte le navi che continuano ad impegnarsi nel salvataggio di vite umane nel Mediterraneo. È proprio il caso di dire che ci sentiamo sulla stessa barca. Ogni azione di salvataggio è per noi innanzitutto un tentativo di salvarci insieme dal dilagare del disumano.”
https://www.facebook.com/164818370244835/posts/2090368161023170/

 

Codici ricerche

“Per chi attraversa oggi il Mediterraneo il mare è un nemico, inevitabile e necessario. Un nemico a cui molti arrivano dopo avere vissuto pericoli e orrori, con la speranza e il desiderio che il suo attraversamento consenta di riprendere a costruire la propria vita. Che alla fine della traversata si possa ripensare e vivere il proprio futuro. Il mare è un nemico, reso ancora più pericoloso dalle politiche degli Stati, dalla loro violenza materiale e simbolica esercitata su persone in viaggio. In ogni donna e in ogni uomo, in ogni bambina e in ogni bambino, in chiunque si trovi in mare noi vediamo una nostra compagna e un nostro compagno. Vogliamo mari sicuri e porti aperti. Soprattutto, vogliamo abbracciare ogni persona in viaggio ancora viva. Per questo, Codici sostiene Mediterranea e quanti, ogni giorno, mettono se stessi a disposizione delle bambine e dei bambini, delle donne e degli uomini in viaggio. Mediterranea ha il coraggio di essere dove le cose accadono, per poter raccontare e denunciare quanta morte e sofferenza produca la chiusura dei confini. Sostieni anche tu mediterranea.”
https://www.codiciricerche.it/it/codici-sostiene-mediterranea/

 

Associazione Nabad Milano

Progetto: Spazio Mondi Migranti

“Tutti siamo liberi di muoversi attraverso i confini del mondo, senza che nessuno divida più gli esseri umani in legali ed illegali. Noi crediamo che viaggiare non sia un crimine e che criminale sia, invece, chiudere gli occhi di fronte ai morti di viaggio nel nostro mar Mediterraneo”.

 

G.U.S. Gruppo Umana Solidarietà “Guido Puletti” ONLUS
“Il GUS Gruppo Umana Solidarietà è dalla parte di Mediterranea e di chi continua quotidianamente in ciò che è giusto. Perché riteniamo giusto salvare vite umane, quelle stesse vite che non smettono di cercare un futuro migliore, anche se smettono di essere numeri buoni per quella vergognosa percentuale ipocritamente in ribasso: “gli sbarchi sono diminuiti”, sentiamo ripetere da chi governa questo Paese. Ma a quella diminuzione corrisponde un aumento dei morti in mare. A quella diminuzione corrisponde un abbassamento del livello di umanità di chi, indifferente a tutto, è ormai incapace di distinguere il bene dal male, ciò che è giusto fare da ciò che è abominevole. Ma l’Italia è anche un’altra. L’Italia è anche quella delle ragazze e dei ragazzi che sono pronti per vincere la sfida di Mediterranea e con gli occhi aperti nella notte triste si imbarcano sulla nave battente bandiera tricolore con la voglia di cambiare davvero le cose al di là della sterile indignazione da social.patici.  Il GUS, da venticinque anni impegnato nella cooperazione internazionale e nell’accoglienza dei profughi e richiedenti asilo è dalla loro parte, e dalla parte di chi promuove un mondo nuovo fatto di uguaglianza. Perché il nostro impegno e la nostra azione hanno come riferimento il principio dell’universalità dei diritti e delle libertà.”

 

Defence for Children International – Italia

“Il monitoraggio di un’area così critica come il Mar Mediterraneo rappresenta un fondamentale elemento di prevenzione e salvaguardia dei diritti umani dei bambini, dei ragazzi e di tutti coloro che ogni giorno affrontano percorsi migratori in totale assenza di canali protetti e garanzie di sopravvivenza. L’azione di Mediterranea Saving Humans costituisce una preziosa testimonianza attiva di posizionamento civile e culturale a cui aderiamo con convinzione.”

 

Centro per lo Sviluppo Creativo “Danilo Dolci”

“Il CSC Danilo Dolci aderisce e sostiene Mediterranea, seguendo quanto già intrapreso dal nostro fondatore, mettendo in primo piano la salvaguardia dei diritti umani e l’importanza dell’essere cittadini attivi nel mondo, combattendo ogni crimine contro l’umanità e affermando la priorità assoluta del valore della vita di ogni essere umano nella nostra comunità globale.”

 

Emmaus Italia

 

Progetto 20K

https://www.facebook.com/progetto20k

 

La Talpa e L’Orologio

https://www.facebook.com/latalpa.elorologio/

 

Associazione “Garabombo l’invisibile”

 

Associazione Memoria Viva

 

Comitato 5 Luglio